No a riforme inique in materia di concorsi pubblici

0 hanno firmato. Arriviamo a 1.500.


ll governo ha annunciato per settimane (adducendo come scusante l'emergenza Covid-19) la revisione della materia dei concorsi pubblici, promuovendo l'introduzione di titoli d'accesso sproporzionati al ruolo-come iscrizioni ad albi,dottorati di ricerca, esperienza pregressa nel pubblico impiego, ecc - discostanti dal CCNL e dalla riqualificazione del 2017 per il caso giustizia, nonchè l'uso del solo poco trasparente colloquio orale. Eppure sfoltire la presenza di candidati con certi metodi non serve, posto che, il metodo computer based usato da MIUR ormai da anni permette l'espletamento di prove con un elevatissimo numero di persone dislocate in piccoli gruppi in varie scuole ed in modo compatibile alle attuali esigenze sanitarie. Ma vi è di più poichè si parla di "soft skill" ovvero di competenze ambigue e non qualificabili che le commissioni dovranno accertare in modo arbitrario in sede d'esame su ciascun candidato, col potere anche di sovvertire la graduatoria finale, anche a dispetto di un esame eccellente. Gli articoli 252 (ministero giusitizia) e 262 (ministero economia) DL Rilancio sono un palese esempio del metodo di lavoro seguito: un metodo che taglia giovani disoccupati dalla ricerca di un impiego, che non premia il merito ed è presupposto di procedure opache. Il Comitato per il No alla riforma è contrario a questo scempio immorale e lesivo dei valori della Costituzione Italiana e chiede ai responsabili del governo di essere ascoltato allo scopo di potere compiutamente rappresentare le esigenze dei ragazzi che aspirano ad avere una sacrosanta opportunità lavorativa. La battaglia perseguita dal comitato non è legata ad alcun partito o movimento politico ed è una battaglia civile e non violenta. 

Per maggiori dettagli iscriviti al gruppo  facebook:

https://www.facebook.com/groups/239279647256233/