FREE Carola Rackete

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Free Carola Rackete

Queta petizione nasce per aiutare Carola Rackete, giovane comandante della SEA WATCH 3, nave di soccorso, che lo scorso 12 giugno 2019 ha salvato 53 migranti tra cui 9 donne e 2 bambini piccoli, fuggiti dalla Libia su di un gommone, soccorrendoli alla deriva nel Mar Mediterraneo. La Sea Watch 3 non ha riportato i migranti in Libia perchè la Libia NON è un porto sicuro ed allora si è diretta verso nord, verso il porto sicuro più vicino, Lampedusa. Il 14 giugno la Sea Watch 3 era ancora in attesa di ricevere dalla autorità competenti italiane il permesso di ingresso nel porto sicuro di Lampedusa o comunque indicazioni sul da farsi dall'UE ma nessuno si pronuncia. Ferma a 16 miglia da Lampedusa il 15 giugno la Sea Watch 3 riesce a far sbarcare 10 migranti, donne e bambini, gli altri 43 devono rimanere ancora sulla nave. I giorni passano, la situazione a bordo diventa sempre più difficile, i migranti hanno bisogno di cure soprattutto di aiuto psicologico per quello che finora hanno vissuto e subito in Libia, le condizioni igieniche sono critiche, le risorse di viveri non sono infinite. Nessuno in Europa prende una decisione, solo alcuni comuni della Germania si dicono disposti ad accogliere i 43 migranti ma i governi, compreso quello tedesco tacciono, siamo al 19  giugno. Il 22 giugno viene concesso lo sbarco a Lampedusa ad un ragazzo migrante per motivi di salute, sulla nave altre 42 persone attendono una decisione che gli permetta di toccare terra. La situazione a bordo è al limite, nessun paese europeo si prende carico di trovare una soluzione ed allora alla Comandante non rimane altro da fare. Il 26 giugno, dopo 14 gg di attesa, di presa di coscienza della situazione e di intervento da parte dell'UE senza esito, Carola Rackete decide di entrare nelle acque territoriali italiane e di tentare l'avvicinamento al porto sicuro di Lampedusa, seguendo i dettami della Legge del Mare, ma la nave viene fermata dalla Guardia Costiera che non consente alla Sea Watch 3 di avvicinarsi al molo. Sulla nave sale personale della Guardia Costiera e della Guardia di Finanza per controlli, la situazione dovrebbe risolversi in breve tempo ma cosi non sarà. Il 27 giugno altri due migranti vengono fatti sbarcare per motivi di salute ma la situazione a bordo è ormai intollerabile, il caldo di questi giorni è rovente, la Capitana ha la responsabilità di tutti coloro che sono sulla Sea Watch, una decisione và presa in fretta ma dalla istituzioni italiane continua il divieto di attracco e l'UE tace. Dopo 17 giorni dal soccorso in mare,  il 29 giugno 2019 la Comandante della Sea Watch 3, Carola Rackete, senza che nessuno si sia preso la responsabilità di decidere, di rispettare i diritti fondamentali del soccorso in mare e i diritti umani di questi migranti, trovandosi in caso di necessità estrema decide di forzare nuovamente il blocco operato dalle autorità italiane e si dirige verso il porto di Lampedusa, nonostante le segnalazioni contrarie della vedetta della Guardia di Finanza che tenta di opporsi all'ingresso in porto. Nella concitazione del momento la nave, durante la manovra di attracco viene ostacolata dalla vedetta italiana che viene urtata dalla Sea Watch 3, riportando danni allo scafo ma nessun problema per l'equipaggio italiano.

Carola Rackete é stata arrestata dalle autorità italiane con l'accusa di resistenza o violenza contro nave da guerra.

L'Unione Europea non ha risposto alla sua richiesta di aiuto, l'Italia a causa del nuovo decreto sicurezza non le ha dato il permesso di attracco al porto di Lampedusa.

decine di migranti stremati piu l'equipaggio della Sea Watch hanno atteso ben 17 giorni in mare una decisione che salvaguardasse i diritti dei migranti ma nessuno ha avuto il coraggio di esporsi e risolvere la questione, un comportamento vergognoso, inumano.

Carola Rackete ha fatto quello che ha ritenuto giusto per la tutela delle persone che aveva soccorso in mare ed io condivido il suo comportamento, non ha avuto altra scelta, non le hanno dato alternative. Una grande donna, coraggiosa che vi chiedo di sostenere per scagionarla dalle accuse che pendono ora su di lei.

Quando l'ingiustizia diventa legge, la resistenza diventa dovere.

Forza Carola!


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