PETIZIONE CHIUSA

IL PORTO MERCANTILE POLIFUNZIONALE DEVE DIVENTARE PORTO TURISTICO!

Questa petizione aveva 368 sostenitori


É questo l'accorato appello che i cittadini catanesi rivolgono al Sindaco Enzo Bianco affinché si faccia portavoce della loro volontà: chiedere al Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Maurizio Lupi il trasferimento del Porto Commerciale nel Porto di Augusta rendendo il Porto di Catania porto turistico comunale, ovvero dei cittadini, per incrementare gli indotti della croceristica, della diportistica, della pesca professionale e turistica.

L’Autorità Portuale, che giustifica la sua presenza solo con il traffico merci, deve essere abolita per consentire alla città di Catania di risparmiare sulle spese di un ente che non ha portato nessun vantaggio economico, valorizzando inoltre la collocazione urbanistica del proprio porto.

Secondo i dati CENSIS dal 1994 ad oggi il solo diporto turistico catanese avrebbe potuto offrire:

- 10 posti di lavoro diretti e indiretti per ogni posto barca;

- 20.000 cittadini avrebbero avuto possibilità di lavoro dai 2000 nuovi posti barca;

- 10.000 cittadini avrebbero potuto trovare lavoro esterno al porto negli insediamenti già esistenti lungo la Playa se opportunamente valorizzati - e non penalizzati da masse di autotreni e containers in movimento fra Catania ed il mare.

Perché non è stato possibile creare queste opportunità occupazionali?

IL CASO

Il 25 gennaio 2001 la Commissione Nazionale Antimafia ha avviato il dossier “Il Porto delle Nebbie” in cui viene denunciato il malaffare amministrativo del Porto di Catania, e non solo.

Che fine ha fatto quel fascicolo? Quali effetti ha prodotto?

Le prime anomalie.

Nel 1994 il sindaco in carica Enzo Bianco designò alla Presidenza dell’Autorità Portuale lo spedizioniere doganale privato Cosimo Indaco: un incarico che risultò incompatibile per l’insanabile conflitto di interessi rilevato nel 2000 dal Procuratore della Repubblica in seno al proc.3340 N.R. e che tuttavia continuò a rivestire indisturbato fino scadenza di mandato nel 2002, e per “anomalie di gestione accertate dalla Corte dei conti” per aver favorito imprese a lui direttamente o indirettamente collegate vista la sua partecipazione societaria alla società “Sogese” operante all’interno dell’area portuale.

Nessuno ha mai avuto il sospetto che il Presidente spedizioniere potesse avvalersi della sua posizione per scopi personali?

Chi controllava la rispondenza delle merci con le relative bollette?

Chi accertava le "possibili" fatture maggiorate ed "eventuali" fughe di capitali all'estero?
 

GLI AFFARI EDILIZI

Correva l’anno 2000. Il Presidente dell’Autorità Portuale Cosimo Indaco istruì la procedura di concessione su tutto il futuro ampliamento del porto sul quale Acqua Marcia Spa avrebbe voluto innalzare 400.000 mc di edifici in piena Playa e a filo mare.

Il Comune di Catania, approvò mai quel progetto?

I CONFLITTI DI INTERESSI

Nel 2002 l’amministrazione comunale cambiò guardia, e Umberto Scapagnini era già sindaco della Città di Catania.

Il nuovo Presidente dell’Autorità Portuale era Santo Castiglione, non in conflitto di interessi come il suo predecessore ma del tutto privo della prescritta competenza specifica;

un nuovo conflitto di interessi investe il Segretario della Autorità Portuale, Massimo Sapienza, concessionario di linee di trasporto traghetti passeggeri e merci TTT LINES.

Massimo Sapienza non era implicato negli apparati politici dell’allora Presidente della Regione Siciliana Raffaele Lombardo?

Dal 2012 all’aprile 2014 a gestire l’Autorità Portuale, su nomina del Ministro – banchiere Corrado Passera, è stato il Commissario Ministeriale Cosimo Aiello, ex dirigente regionale in prepensionamento anticipato beneficiato dalla L.R. 104, che veniva perfino designato dal Sindaco Stancanelli a presiedere stabilmente il porto di Catania.

Cosimo Aiello era in possesso dei requisiti di legge per la carica rivestita?

Poteva esercitare l'incarico di Presidente dell'Autorità Portuale pur essendo pensionato?

Ha rimosso o denunciato durante il suo mandato le anomalie delle Entrate e delle spese correnti accertate dal Ministero tra il 2005 e il 2011?

Nel dicembre 2013 il Commissario dell’Autorità Portuale Cosimo Aiello e il Sindaco Enzo Bianco hanno presentato in Consiglio Comunale il Piano Regolatore per rendere legittimi 1.507.450 metri cubi di edifici da elevare sulle banchine vecchie e nuove del porto.

Tale edificazione avrebbe prodotto un valore cartolare di oltre due miliardi di euro per le banche d’affari, senza alcuna corrispondenza a necessità operative legittime portuali, e neppure a necessità illegittime di scopo immobiliare in un porto mercantile.

Si tratta del progetto di cementificazione delle banchine portuali di cui l’architetta Rosanna Pelleriti, dirigente del Servizio PRG Pianificazione Urbanistica, era riuscita a ridurre parzialmente la volumetria in occasione della firma della "Intesa" raggiunta nel settembre 2012 tra il Comune (durante l'amministrazione Stancanelli) e l'Autorità Portuale.

Un progetto che Pelleriti allo stato attuale considera ormai accantonato e che l'assessore Di Salvo dichiara di non voler più realizzare, ma che sembra ormai risorto nella prospettiva della rinomina di Indaco al vertice dell’Autorità Portuale.

Quali sono state dunque le anomalie messe a tacere dal 2000 a oggi?

L’inchiesta “Il Porto delle Nebbie” non si limita esclusivamente alla gestione malata e corrotta del Porto di Catania, ma estende il dibattito alle conseguenze che queste hanno apportato sull’impatto urbanistico e ambientale, produttivo e turistico denunciate dal Comitato Cittadino“Porto del Sole”.

Le interrogazioni parlamentari ARS Camera e Senato hanno avuto esito parziale dal Ministro delle Infrastrutture e Trasporti Lupi: il Commissario Aiello è stato rimosso dall’incarico e al suo posto si registra l’insediamento dell’ing. Giuseppe Alati competente in materia portuale.

Il Commissario Alati riuscirà a bloccare la devastazione della Playa e del Torrente Acquicella causata dalla finta darsena traghetti che si estende su tutta l'area di interesse del gruppo Acqua Marcia Spa?

Il Commissario Alati rivelerà la totale mancanza di valutazioni ambientali che ha permesso questa devastazione?

Il Commissario Alati denuncerà all'Autorità Portuale la devastazione avvenuta che viola la legge 28.1.94 n.84 in cui si esige la rispondenza di tali lavori a un piano portuale confermato al prioritario interesse del PRG di Catania?

Quale sarà la posizione del commissario Alati rispetto il piano regolatore edilizio portuale?

Sottoporrà al Comune di Catania un Piano Portuale che rispetti gli interessi generali della città?

Presenterà un programma di incremento mercantile che giustifichi la sottomissione del patrimonio monumentale turistico di Catania a tale uso?

Riuscirà a portare un aumento di occupazione diretta e indotta nel Porto di Catania che possa essere uguale o maggiore rispetto quello della croceristica, della diportistica, della pesca professionale e turistica finora sottomesse nel Porto di Catania?

Quale destinazione attribuirà il nuovo Commissario alla darsena abusiva sottoposta a continuo insabbiamento?

Al termine del mandato del Commissario Alati, il sindaco Enzo Bianco designerà nuovamente Cosimo Indaco alla Presidenza dell'Autorità Portuale?

Nonostante il divieto di incarichi dirigenziali a soggetti lavoratori pubblici e privati in quiescenza del DL 114 del 24 giugno 2014, Cosimo Indaco nel mese di ottobre è stato nominato Commissario dell'Autorità Portuale di Catania dal Sindaco Enzo Bianco, ed è destinato ad assumerne la Presidenza.

I cittadini non vogliono essere complici delle scellerate decisioni che si ripresentano dal passato perché ormai conoscono gli effetti prodotti.

 



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