Napoli non si riconosce in un "Cuorno"

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La notizia del progetto del Corno Gigante da installare alla rotonda Diaz di Napoli ci ha sulle prime sorpreso e subito dopo indignato: di dubbio gusto, banale nell'insinuare che i napoletani siano solo superstiziosi, fatalisti e sfaticati a causa del malocchio, un progetto che da un punto di vista architettonico è quanto meno sbrigativo e superficiale.

Accomunare Napoli e i napoletani alla scaramanzia è antiquato e anacronistico.  Napoli merita molto di più: non sperare nella buona sorte di un cuorno ma pianificare e impegnarsi ogni giorno per un futuro migliore per la città e per i cittadini.

Qualcuno ci ha fatto notare che è un’operazione puramente commerciale, completamente a carico di Imprese private. Il Comune, sul lastrico, cercherebbe di fare cassa con trovate come questa: visite a pagamento, negozi, bar e tutti lì a spendere.  Qualcun altro ci ha fatto osservare che il cuorno ha più di 5000 anni, è di buon auspicio, simbolo di potenza e fertilità. In epoca romana è stato un simbolo fallico; nel medioevo gli sono state riconosciute virtù magiche ed esoteriche.  Ma la Napoli moderna che ha a che fare con questi vecchi stereotipi?  Noi vogliamo dichiararci napoletani moderni, non superstiziosi e fatalisti ma motore della cultura della creatività, dell’innovazione, della Scienza. 

È per questo che chiediamo la firma di quanti, napoletani o amanti della nostra meravigliosa città, non si riconoscono nel “cuorno” e che pensano che Napoli sia tutt’altro!

 

Angela Russo

Emilio Sassone Corsi

Edoardo Boncinelli



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