Scorta civile e di amore per Roberto Saviano

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Il Ministro degli Interni della Repubblica Italiana, sig. Matteo Salvini, ha minacciato nei fatti di togliere la scorta allo scrittore ed intellettuale Roberto Saviano, voce critica e libera verso i fascismi e i razzismi.

Nel nuovo lessico istituzionale vulgato da uno studio televisivo il Ministro ha affermato che Roberto Saviano passa gran parte del tempo all'estero, quindi le istituzioni competenti dovranno valutare se corra qualche rischio, perchè altrimenti chi lo spiega agli italiani che pagano per questo servizio?
Tradotto: la scorta è un benefit che costa, Saviano sta all'estero (facendo la pacchia come i migranti), il popolo (risemantizzato in chiave demiurgica nella nuova accezione giallo-verde) non può vedere i danari sperperati.

Non una parola, UNA, sulla criminalità, la camorra, i casalesi, i narcos, sulla vita da recluso cui è costretto Roberto Saviano.
La dialettica di Salvini è:
colpire coloro che non possono difendersi - sollecitare e saziare la pancia del pubblico annullando il ragionamento con slogan e fornendo il colpevole di turno- se non ti adegui "Sei fuori", in una logica Trump/Briatore/Crozza, che è un pò la stessa cosa.

Il Ministro dimentica, o forse non sa, o forse non lo hanno informato, o meglio finge di non sapere, che la sua carica gli impone di limitare la sua incontinenza verbale, dal momento che il suo ministero agisce non solo per gli elettori del suo partito, che sono una minoranza (circa il 17%) di coloro che sono andati a votare (72%), quindi una minoranza della minoranza di coloro che hanno diritto al voto, che sono una minoranza della minoranza e così via del Sacro Popolo Italico.

Roberto non preoccuparti! Troverai in noi braccia per proteggerti e cuore per amarti



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