Chiediamo alla Corte Penale Internazionale di riconoscere il crimine di ecocidio!

0 hanno firmato. Arriviamo a 5.000.


Distruggere l’ambiente e gli ecosistemi ad oggi non è ancora riconosciuto dal diritto internazionale come crimine contro l’umanità.

Se i mandanti e i responsabili degli incendi in Amazzonia, Siberia e Africa potessero essere condannati per violazione dei diritti umani il mondo potrebbe non stare più impotente solo a guardare.

L’attuale procuratrice della Corte Penale Internazionale, Fatou Bensouda (eletta per 9 anni dal dicembre 2011 dai 120 Stati membri del tribunale) ha annunciato a settembre 2016 che si prenderà la libertà d’ora in poi di interpretare i crimini contro l’umanità in modo più ampio in modo da includervi tre situazioni: lo sfruttamento illecito delle risorse naturali, l’appropriazione illecita delle terre o la distruzione dell’ambiente. Tuttavia non ha ancora mai aperto questo genere di inchieste.

L’ecocidio è la distruzione della casa comune, un attacco grave a uno degli ecosistemi della Terra – ma questo crimine ancora non esiste nel diritto internazionale. Dunque o attendiamo decine di anni perché sia riconosciuto, oppure troviamo giudici coraggiosi e il potere della giurispriudenza.

La nostra speranza è che la procuratrice della Corte Penale Internazionale decida di agire d’urgenza e apra un’inchiesta rispetto ai fatti gravissimi che stanno devastando gli ecosistemi in Amazzonia, Siberia, Africa.

Si può essere lucidi e pragmatici sulle falle e le mancanze del sistema attuale, ma questa non è una ragione sufficiente per non fare nulla. Serve l’aiuto di tutti per far progredire il diritto internazionale!