Riportiamo l'istruzione, vera, all'istituto Parentucelli Arzelà di Sarzana

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Emanuela Rosi ha lanciato questa petizione e l'ha diretta a Dirigente Scolastico dell’Istituto Parentucelli Arzelà di Sarzana e a

Abbiamo appreso da una circolare del 2 settembre che la modalità di recupero dei debiti scolastici, il cui inizio era previsto per il 1 settembre, inizierà il 7 settembre e con modalità on line, nonostante il numero esiguo di ore garantite e di alunni coinvolti e dalla stampa del 3 settembre che forse solo i ragazzi delle prime e delle quinte potranno iniziare regolarmente la scuola in presenza dal 14 settembre, mentre per la maggior parte degli studenti è previsto l’inizio con modalità on line ed un futuro ancora tutto da definire.
Queste notizie, oltre a contrastare palesemente con quelle che provengono dal Ministero, ci preoccupano e ci allarmano.
Riteniamo che la modalità di lezione on line possa essere accettabile solo come extrema ratio e solo per periodi limitati, perché la scuola è molto di più che un semplice trasmettitore di nozioni, ma è un luogo di scambio, di interazione personale e culturale con i professori e con gli altri studenti che presuppone necessariamente l’esistenza di un luogo fisico comune.
La scuola senza l’edificio scolastico non è tale e non garantisce l’attuazione di quel diritto previsto nella nostra Costituzione agli artt. 33 e 34.
La notizia che nell’Istituto Parentucelli – Arzelà si stanno effettuando lavori importanti che non permettono il pieno utilizzo degli spazi disponibili ci ha colti di sorpresa, visto che ben altre erano state le informazioni al momento dell'avvio dei lavori e garantivano l'assenza di interferenze negative con l'attività didattica. La notizia impone dunque domande alle quali l'autorità scolastica non può negare risposte specifiche e dettagliate.
Come è possibile che tale problema emerga all’esterno ora a scuola già iniziata?
Perché a luglio, quando i problemi dell’edificio erano sicuramente già noti, come quelli della necessità di distanziamento per l’emergenza Covid 19, una classe poco numerosa (la 3 B) è stata soppressa, con il conseguente appesantimento numerico di altre due sezioni? Cosa si è fatto e cosa si sta facendo perché i ragazzi possano rientrare a scuola tutti e per il numero di ore che la nostra legislazione riconosce?Quali edifici e spazi sono stati messi a disposizione dell’Istituto dagli Enti Locali per
sopperire alle carenze di spazi?
Nelle comunicazioni sulla stampa si parla di un piano per l’organizzazione del rientro che prevede comunque quote di didattica on line, come se questa fosse equiparabile alla didattica in presenza. Riteniamo che sia necessario che questo piano venga condiviso con i genitori, affinché sia reso noto come è stato progettato l’anno scolastico, quali sono gli spazi ed i tempi recuperati per raggiungere l’obbiettivo di far ritornare tutti i nostri ragazzi a scuola per tutte le ore previste.

In particolare chiediamo al Dirigente trasparenza sui seguenti dati: numero degli
alunni per classe, numero delle aule disponibili e loro capienza massima rispettando le distanze di sicurezza.
Chiediamo in particolare alla Sindaca di rendere note le motivazioni per le quali non sono stati individuati eventuali spazi alternativi; ci chiediamo e chiediamo inoltre alla Sindaca e al Presidente della Provincia come sia possibile che nella nostra città siano state allestite molte ampie strutture per accogliere il Festival della Mente e nessuna struttura sia stata prevista per accogliere i nostri ragazzi e garantire loro il diritto allo studio. Ci chiediamo infine come sia possibile che il problema dei trasporti non sia stato ancora risolto, visto che la problematica avrebbe dovuto essere presa in carico da diversi mesi.
Stante l’eccezionalità e gravità della situazione, riteniamo che sia necessario un confronto pubblico che possa coinvolgere la più amplia platea possibile.

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