DIPENDE DA NOI “ IL POPOLO” TRASFORMARE L’ASTENSIONISMO IN PARTECIPAZIONE POLITICA

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paolo antonio amadio ha lanciato questa petizione

una petizione per chi ha a cuore la Democrazia e vuole partecipare alla Politica

quasi l'80% di astenuti ai referendum del 12 giugno, in occasione delle elezioni amministrative! ... E’ un fatto che il progressivo aumento dell’astensionismo sia andato di pari passo col sempre più desolante quadro politico offerto dagli attuali partiti e con la sempre minore qualità e credibilità delle loro proposte politiche.

Ascoltando le ragioni delle persone che si sono astenute, scopriamo che si sentono emarginate dalla vita politica e che in fin dei conti manifestano, con l'astensione dal voto, la frustrazione di chi si è convinto che votare o non votare non faccia differenza alcuna.

La politica farà qualcosa per ridurre l’astensionismo o tutto finirà in pochi giorni nel dimenticatoio? Noi sappiamo che i partiti, primi responsabili dell’astensionismo, non faranno alcunché per ridurlo, per la semplice ragione che l’astensione dal voto non intacca in alcun modo il loro potere sulle istituzioni democratiche, a partire dal Parlamento Questo minaccia la Democrazia che esige la partecipazione popolare.

dunque tocca a noi tutti, cittadine e cittadini fare qualcosa e, per cominciare, possiamo porci la seguente domanda ... retorica (rif.1):

“ha senso in una Democrazia parlamentare che i partiti abbiano il diritto di occupare tutti i seggi del Parlamento, che deve rappresentare il Popolo, quando una quota rilevantissima del Popolo manifesta, con l’astensione dal voto, il rifiuto dell’offerta politica complessiva di quel sistema di partiti ?”

se la nostra risposta è che i partiti non ne hanno diritto, allora possiamo dichiarare che:

 “noi, cittadine e cittadini italiani, dichiariamo sin d'ora che, in caso di grande astensione dal voto alle elezioni politiche, non saremo disposti ad accettare che i partiti mantengano il diritto di occupare il 100% dei seggi del Parlamento, con parlamentari nominati dalle segreterie”

Dovremo anche impegnarci subito a dare alla nostra dichiarazione la più ampia condivisione per attivare il più ampio dibattito pubblico, in vista delle elezioni politiche del 2023, che sono dietro l'angolo. Questo potrebbe essere il nostro primo atto di una nuova forma di partecipazione attiva alla politica, che è accennata nell'approfondimento e che si propone di trasformare il rifiuto di chi si astiene in una risorsa di partecipazione.

E' significativo che la petizione sia rivolta anche alle rappresentanti e ai rappresentanti in Parlamento affinché possiamo concepire e realizzare insieme una forma di partecipazione alla vita politica adatta ai tempi che ci attendono.

“non asteneniamoci dal sottoscrivere questa petizione” Le firme ci permetteranno di presentarla al Parlamento e di verificare se sia possibile una intesa tra le numerose associazioni civiche che si occupano di rappresentanza e le/i rappresentanti indipendenti, per ridurre l’astensionismo alle prossime elezioni e assicurare finalmente alla nostra democrazia un Parlamento che rappresenti il popolo.

paolo antonio amadio  ( https://www.linkedin.com/in/paolo-antonio-amadio), per il “Comitato per la rappresentanza parlamentare (http://perlarappresentanza.altervista.org/)

 

per approfondire due aspetti rilevanti della petizione:

Il primo aspetto riguarda la dimenticata questione morale: qui si sostiene che sia giusto, che i partiti, riconosciuti responsabili dell’astensionismo vengano penalizzati con la perdita dell’attuale egemonia sul Parlamento, alla quale tengono massimamente e che è la causa prima dei problemi della nostra Democrazia

Al riguardo vale citare che la responsabilità dei partiti sul fenomeno dell’astensionismo emerge anche dal rapporto della “Commissione D’Incà” riassunto nel Libro Bianco “come ridurre l’astensionismo e facilitare il voto” (rif.2) presentato al Parlamento il 14 aprile 2022, che il ministro Federico D'Incà descive nella sua prefazione con le seguenti parole:

 “Anzitutto, emerge come siano diverse le cause dell’astensionismo, partendo sicuramente da sentimenti di protesta e indifferenza dei cittadini nei confronti della politica. Su tale specifico aspetto è compito delle forze politiche riflettere su come potere riconquistare questi elettori, suscitando maggiore attenzione e passione, attraverso la qualità delle rispettive proposte.”

Il secondo aspetto riguarda una ipotesi politica e normativa: come determinare quanti seggi debbano essere sottratti ai partiti in funzione dell’astensione dal voto e a chi e con quali regole tali seggi debbano essere assegnati (ad esempio a cittadine e cittadini intenzionati a prendere la responsabilità di rappresentarci, attraverso forme stabilite di autocandidatura indipendente dai partiti).

Coniugare infine i due aspetti con intelligenza politica, in modo che i partiti siano motivati a migliorare la loro offerta politica, può trasformare in positivo l’interdipendenza, attualmente tutta al negativo, tra qualità dell’offerta politica – astensione dal voto – rappresentatività del Parlamento, trasformando cioè l’astensionismo da una minaccia a una risorsa della Democrazia.

Per riuscire nell’intento, vista l’attuale crisi turbolenta e immobile dei partiti, possiamo proporci di realizzare un patto inedito tra il dissenso presente in Parlamento verso le segreterie dei partiti e il protagonismo propositivo di noi cittadine e cittadini.

alcuni riferimenti e link:

Rif. 1: Per diverse associazioni di cittadinanza attiva, che studiano i meccanismi della democrazia e della rappresentanza, la domanda retorica, è ormai nota come “Quesito Bagnasco” dal nome del nostro collega Sergio Bagnasco, che ci ha invitato a riflettere sullo stato della nostra Democrazia e sull’astensione come effetto ormai palese della emarginazione e della marginalizzazione dell’elettore, che l’attuale sistema dei partiti persegue consapevolmente da tempo, di legge in legge. ( https://macosamidicimai.org/2022/06/12/fare-i-conti-con-lastensionismo/ )

Rif. 2: Libro Bianco “come ridurre l’astensionismo e facilitare il voto” presentato al Parlamento il 14 aprile 2022 - ( https://www.riformeistituzionali.gov.it/media/1420/libro-bianco-edprovvisoria-13042022.pdf)

dalla Prefazione al libro bianco a firma del ministro Federico D’Incà:

La partecipazione alla vita politica è il presupposto fondativo di ogni democrazia. Le nostre  istituzioni  sono  legittimate  solo  se  sono  sostenute  dal  consenso  della cittadinanza espresso nel voto per le assemblee rappresentative, per l’elezione diretta degli  esecutivi,  laddove  sia  prevista,  e  nei  pronunciamenti  popolari diretti  nei referendum contemplati dalla Costituzione e dalle altre leggi.

Tutte le persone che hanno a cuore la democrazia, dunque, non possono non leggere con preoccupazione i dati relativi al declino della partecipazione elettorale, che, da tempo, riguarda purtroppo anche il nostro Paese. Alle prime elezioni repubblicane per la Camera dei deputati partecipò al voto oltre il 92% della popolazione. Alle elezioni del 2018 nemmeno il 73%. Alle elezioni europee del 2019 ha partecipato al voto meno del 55% degli elettori. Per non dire, da ultimo, del dato delle recenti elezioni suppletive per la Camera dei deputati in un collegio di Roma, dove l’astensionismo ha superato addirittura l’88% degli aventi diritto.

A fronte di questa vera e propria malattia della democrazia, desta stupore l’attenzione che viene dedicata al tema dalle forze politiche e dai media, che ne discutono quasi solo nell’imminenza delle consultazioni elettorali. Di astensionismo si parla in genere solo nei pochi giorni prima di un voto e in quelli immediatamente successivi. Ma tra un’elezione  e  l’altra,  quando  le  istituzioni  avrebbero  tempo  di  adottare  misure concrete, la questione, come un fiume carsico, si inabissa nuovamente ed esce dalle agende politiche.

Rif. 3: articolo di Franz Foti sull’Huffington Post sull’astensionismo del 6 giugno 2022 (https://www.huffingtonpost.it/blog/2022/06/06/news/astensionismo_spina_nel_fianco_della_democrazia_politica_allo_sbando-9535936/)

per informazioni scrivere a:   Gcoord@reteperlapoliticitasociale.org

 

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