Abrogazione dell'obbligo di 200 ore di Alternanza scuola-lavoro nei licei italiani.

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APPELLO AL PARLAMENTO DELLA REPUBBLICA ITALIANA PER L'ABROGAZIONE DELL'OBBLIGO DI SVOLGERE ALMENO 200 ORE DI ALTERNANZA SCUOLA-LAVORO NEI LICEI (LEGGE 107/2015 COMMA 33)

 A due anni dall'entrata in vigore della Legge 107/2015 (cosiddetta «Buona scuola») crediamo, in qualità di docenti, studenti e genitori, che sia possibile trarre un bilancio in merito all'obbligo di svolgere almeno 200 ore di Alternanza scuola-lavoro nei Licei. Tale bilancio, da un punto di vista squisitamente didattico, appare estremamente negativo per le seguenti ragioni:

 1. Laddove la legge venga scrupolosamente applicata, le 200 ore di ASL finiscono per configurarsi come una sostituzione di apprendimenti scolastici con percorsi didattici (dov'è il lavoro?), anche ben strutturati, la cui ricaduta educativa non pare tuttavia minimamente paragonabile a quella prodotta da un'istruzione liceale seria, capace di formare intelligenze critiche con attività di apprendimento disciplinare insostituibili perché legate ad un'età cruciale di sviluppo della personalità degli alunni.

 2. Il danno provocato da tale sostituzione appare vieppiù aggravato dalle modalità pratiche di esecuzione dei percorsi di alternanza, che finiscono per stravolgere pesantemente la regolarità dell'impegno scolastico, vanificando gli sforzi di programmazione didattica dei docenti, già penalizzati da innumerevoli attività extracurricolari, obbligatorie o meno, che negli ultimi decenni hanno invaso il terreno scolastico.

 3. Il danno maggiore si avverte tuttavia sul piano metodologico, in quanto, come forse purtroppo non è più ovvio per molti, lo studio liceale di qualsivoglia disciplina può dirsi efficace quando sia condotto senza continue interruzioni e alterazioni dei ritmi di apprendimento, permettendo agli allievi – specie gli allievi di oggi, assai fragili sul piano delle capacità cognitive – di assimilare e ripensare i contenuti disciplinari, senza deleterie sottrazioni di saperi, che penalizzano soprattutto gli studenti più deboli e non privilegiati per estrazione sociale.

  4. A fronte di un consistente allungamento della vita media dei cittadini europei, stimato da numerosi studi scientifici, non si capisce proprio perché si debbano privare persone che lavoreranno per più di quaranta anni, di spazi così consistenti di studio disinteressato e realmente formativo quali quelli previsti, nonostante tutte le cosiddette riforme degli ultimi decenni, dai percorsi scolastici liceali. 

 5. Appare altresì insidiosa l'incidenza che le valutazioni dei percorsi ASL, formulate da enti esterni alla scuola e recepite per legge dai Consigli di classe «a scatola chiusa», esercitano sulle valutazioni conclusive degli studenti e che possono alterare anche significativamente il giudizio formulato dai docenti sulla base dell'intero anno scolastico. In tal senso non poca preoccupazione suscita quanto previsto dalle leggi delega da poco approvate dal Parlamento in materia di modifica dell'Esame di stato, in base alle quali la valutazione dei percorsi di alternanza (controllata da chi?) contribuirà in misura non insignificante all'attribuzione del voto finale dell'esame stesso.

 6. Infine occorre denunciare con forza l'aumento impressionante del carico di impegni burocratici richiesti dai percorsi di ASL, che ricadono in primis sui docenti tutores dei percorsi, costretti ad estenuanti e ragionieristiche operazioni di certificazione e rendicontazione, proprie della peggiore tradizione burocratico-amministrativa sposata alle peggiori farneticazioni di un deteriore pedagogismo, per non parlare della possibilità di un incremento della conflittualità nei rapporti tra docenti e genitori.

  Per tutto questo chiediamo che il comma 33 della Legge 107/2015 sia mutato come segue (in grassetto le parti da mantenere, tra parentesi quadre quelle da eliminare):

 33. [Al fine di incrementare le opportunità di lavoro e le capacità di orientamento degli studenti,] i percorsi di alternanza scuola-lavoro di cui al decreto legislativo 15 aprile 2005 n. 77, [sono attuati,] negli istituti tecnici e professionali,[per una durata complessiva, nel secondo biennio e nell'ultimo anno del percorso di studi, di almeno 400 ore] e, nei licei, [per una durata complessiva di almeno 200 ore nel triennio. Le disposizioni del primo periodo si applicano a partire dalle classi terze attivate nell'anno scolastico successivo a quello in corso alla data di entrata in vigore della presente legge. I percorsi di alternanza] sono inseriti nei piani triennali dell'offerta formativa.

 



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