Destinare le scelte non espresse dell'8xmille in progetti di utilità socio-assistenziale.

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Proposta di destinare il gettito relativo alle scelte inespresse per l’8xmille, in politiche attive per il lavoro e in attività concrete di utilità sociale.

IL TESTO DELLA LEGGE
L’otto per mille è normato dalla legge 222/85.

COME FUNZIONA IL MECCANISMO
In realtà nessuno destina il proprio gettito: il meccanismo assomiglia di più ad un gigantesco sondaggio d’opinione, al termine del quale si “contano” le scelte, si calcolano le percentuali ottenute da ogni soggetto e, in base a queste percentuali, vengono poi ripartiti i fondi.
Come se non bastasse, la mancata formulazione di un’opzione non viene presa in considerazione: l’intero gettito viene ripartito in base alle sole scelte espresse.
Alcune confessioni (Assemblee di Dio e Chiesa Apostolica), più coerentemente, lasciano allo Stato le quote non attribuite, limitandosi a prelevare solo quelli relativi ad opzioni esplicite a loro favore: cosa che non fa la Chiesa cattolica, ottenendo un finanziamento quasi triplo rispetto ai consensi espliciti ottenuti a suo favore.

LA DISTRIBUZIONE DEL GETTITO

Di oltre i trenta milioni di contribuenti solamente il 46% ha espresso un’opzione per la scelta di destinazione dell’8xmille: solo il 37% della popolazione quindi ha espresso una scelta a favore della Chiesa cattolica, alla quale è però consentito di ricevere anche l’80% dei fondi relativi alla quota delle scelte inespresse pari a circa 900 milioni di euro.
Beneficiario/ % contribuenti /% gettito /Importo.


Chiesa Cattolica, percentuale contribuenti che indicano 8 x mille il 36,77% ; Gettito incassato anche da scelte inespresse 80,91% pari ad euro 1.011.841.026 (più di un miliardo di euro).  Riceve quota scelte inespresse.


Stato  percentuale contribuenti 6,73%; Gettito incassato 14,81% pari ad euro  187.173.782.  Riceve quota scelte inespresse


Chiesa Evangelica Valdese percentuale contribuenti 1,36%; Gettito incassato 2,99 %, pari ad euro 37.392.222.  Riceve quota scelte inespresse.


Unione Comunità Ebraiche Italiane  percentuale contribuenti 0,17%; Gettito incasaato 0,38 %, pari ad euro 4.752.189.  Riceve quota scelte inespreese.


Chiesa Evangelica Luterana in Italia percentuale contribuenti  0,12%; Gettito incassato 0,25% pari ad euro 3.126.440 Riceve quota scelte inespresse.


Assemblee di Dio in Italia percentuale contribuenti  0,11%; gettito incassato 0,24 % pari ad euro 1.376.434. RINUNCIA per etica  a ricevere la  quota delle scelte inespresse.


Unione Chiese cristiane avventiste del 7° giorno: percentuale contribuenti  0,07%, gettito incassato  0,16% pari ad euro 2.000.922. Riceve quota scelte inespresse


Arcidiocesi Ortodossa: percentuale contribuenti 0,06%, gettito incassato  0,12% pari a 1.500.691.  Riceve quota scelte inespresse.


Unione Cristiana Evangelica Battista: percentuale contribuenti  0,04%, gettito incassato 0,09 % pari ad euro 1.125.518. Riceve quota scelte inespresse


Chiesa Apostolica: percentuale contribuenti  0,02%, gettito incassato 0,05% pari ad euro  286.757.  RINUNCIA, per etica,  ad incassare anche la quota delle scelte inespresse.


(Fonte Dipartimento delle Finanze 2016).

COME VENGONO SPESI QUESTI FONDI?
• Chiesa Cattolica
il 35, 7% del totale dei fondi ricevuti va al sostentamento dei sacerdoti. Il 43,7% in “esigenze di culto” e in finanziamenti alla catechesi, ai tribunali ecclesiastici, e alla costruzione di nuove chiese, manutenzione degli immobili, il 20.6% in opere caritatevoli di cui solo l’8,6% in aiuti all’estero verso i paesi più bisognosi.
Per info www.8xmille.it sezione rendiconto.
• Stato
L’ultima ripartizione delle scelte di sua competenza è andata soprattutto a beneficio del risanamento del bilancio pubblico e alle calamità naturali. In generale la legge 222/1985 prevede che i fondi siano destinati a «interventi straordinari per fame nel mondo, calamità naturali, assistenza ai rifugiati, conservazione di beni culturali». Con la legge 147/2013 è stata aggiunta la seguente destinazione: «ristrutturazione, miglioramento, messa in sicurezza, adeguamento antisismico ed efficientamento energetico degli immobili di proprietà pubblica adibiti all’istruzione scolastica». In base alla legge 7 aprile 2017, n.45, la quota parte dell’Otto per mille statale riservata ai beni culturali sarà destinata per dieci anni, dal 2016 a 2015, alla ricostruzione e al restauro di beni culturali danneggiati o distrutti dagli eventi sismici che hanno colpito il centro italia dall’agosto 2016.
• Chiesa Valdese
Rifiuta di destinare i fondi ottenuti alle esigenze di culto e al sostentamento del clero. Per maggiori informazioni vai su www.chiesavaldese.org
• Luterani
Una parte dei fondi viene utilizzata per il sostentamento dei pastori. Per maggiori informazioni vai su www.elki-celi.org
• Comunità Ebraiche
I fondi sono utilizzati per «…solidarietà sociale, attività culturali, restauro patrimonio storico, sostegno ad attività giovanili, strutture ospedaliere per la cittadinanza, cultura della memoria, lotta a razzismo e pregiudizio». Per maggiori informazioni vai su www.ucei.it
• Chiese Avventiste
Rifiutano anch’esse di destinare i fondi ottenuti alle esigenze di culto e al sostentamento del clero. Per maggiori informazioni vai su www.avventisti.it
• Assemblee di Dio
I fondi sono destinati esclusivamente alle missioni e alla beneficenza. Per maggiori informazioni vai su www.adi-it.org
• Sacra Arcidiocesi Ortodossa d’Italia ed Esarcato per l’Europa
I fondi sono utilizzati «per il mantenimento dei ministri di culto, per la realizzazione e la manutenzione degli edifici di culto e di monasteri, per scopi filantropici, assistenziali, scientifici e culturali da realizzarsi anche in paesi esteri».
• Chiesa Apostolica in Italia
I fondi saranno utilizzati per «fini di culto, istruzione, assistenza e beneficienza».
• Unione Cristiana Evangelica Battista d’Italia
I fondi saranno utilizzati per «gli interventi sociali, assistenziali, umanitari e culturali in Italia e all’estero».
• Unione Buddhista Italiana
I fondi sono destinati a «interventi culturali, sociali ed umanitari anche a favore di altri paesi, nonché assistenziali e di sostegno al culto».
• Unione Induista Italiana
I fondi saranno utilizzati «per il sostentamento dei ministri di culto, esigenze di culto e attività di religione o di culto, nonché interventi culturali, sociali, umanitari ed assistenziali eventualmente pure a favore di altri paesi»
PERCHÉ È PIÙ GIUSTO DIROTTARE I FONDI DELLE SCELTE NON ESPRESSE IN PROGETTI DI UTILITÀ SOCIALE E IN POLITICHE ATTIVE PER IL LAVORO? (proposta modifica legge dell’8xmille)

• perché il meccanismo doveva essere basato sulla volontarietà, ma la ripartizione delle scelte inespresse vìola, di fatto, questo principio;

• perché è un finanziamento a fondo perso a favore di confessioni religiose che si dovrebbero autofinanziare. Soprattutto nel caso della Chiesa cattolica, gran parte di questi contributi non ha alcuna utilità sociale;

• perché è una partita truccata: a differenza delle confessioni religiose, lo Stato italiano non può fare pubblicità per sé su dove destina i fondi di competenza statale;
• perché è una partita a cui non tutti possono giocare: sono ammesse solo le confessioni sottoscrittrici di un’Intesa con lo Stato.

• è un meccanismo non chiaro, che trae in inganno non solo il semplice cittadino ma anche gli addetti ai lavori e gli esperti in materia.

• Perché lo Stato, erogando questi finanziamenti, è costretto a cercarsi altre entrate con nuove forme di tassazione della popolazione.

• Perché con i 900 milioni delle scelte inespresse si può finanziare il recupero di immobili da destinare alle circoscrizioni per la creazione di centri multimediali, socio ricreativi e culturali, nonché la predisposizione di concrete politiche attive per il lavoro nelle singole regioni di Italia, potenziando le strutture già presenti e creando una rete del welfare più vicina ai bisogni reali delle persone con attività di sostegno al reddito, progetti per la formazione continua e professionale e attività socio ricreative per i giovani dei quartieri delle nostre città.

• Perché è giusto che le scelte non espresse vadano a finanziare progetti di utilità sociale di tutti i cittadini con particolare attenzione per i soggetti più deboli e che venga fatta idonea e trasparente pubblicità dei fondi utilizzati a questo scopo.

 



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