PETIZIONE CHIUSA

ARPA (Agenzia Regionale per la Protezione dell'Ambiente) da modificare per il nostro bene

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Leggete attentamente. Poi valutate e se vi va, agite firmando.                                                                          

Siamo giunti alla resa dei conti...  Ambiente inquinato (anche, "legalmente").  Da qui l’escalation dell'incidenza di tumori nella popolazione oltre che di malattie respiratorie/allergologiche e neurologiche.                              

Ambiente inquinato è uguale a malattie. Un'equazione che conosce anche uno scolaretto di scuola  elementare.   E allora, la domanda nasce (da anni, per la verità) spontanea: chi è che dovrebbe vigilare sulla qualità dell'ambiente in cui viviamo e quindi sulla nostra salute? La risposta è che dovrebbe far ciò l'ARPA, l'Agenzia Regionale per la Protezione dell'Ambiente, che ha appunto la nobile  funzione di “controllo e vigilanza dei parametri ambientali” (con legge 61/1994). 

Ma se siamo ridotti in questo stato pietoso AMBIENTALE e dunque di emergenza SANITARIA, evidentemente l'ARPA non fa il suo dovere (anche se dovremmo aggiungere polemicamente, non lo fa da sempre!). 

A questo punto in due parole, cerchiamo di capire innanzitutto cos'è realmente l'ARPA? Si tratta di una struttura appartenente della pubblica amministrazione italiana, gestita dalle Regioni d'Italia. Dunque, l’ARPA è  un ente di controllo dell'ambiente, CONTROLLATO a sua volta, POLITICAMENTE.  "Controllata politicamente", avete capito bene! 

È questo il problema principale a nostro avviso. L'ARPA è infiltrata politicamente per il semplice fatto che il presidente di ogni ARPA regionale è nominato dal governatore della relativa regione.  C’è da fidarsi di un controllore non indipendente? Ce da fidarsi di un controllore “infiltrato” dalla politica?

Come può dunque, un controllore che riveste un ruolo così delicato e cruciale per la nostra salute, essere dipendente dalla politica nazionale? Insomma, chi garantisce la sua terzieta'?

Buonsenso  vorrebbe l'ARPA un ente TERZO, INDIPENDENTE o magari che fosse lo anche stesso popolo a contribuire a difendere il proprio territorio, attraverso l'istituzione di "consulte ambientali" o di "osservatori" creati ad hoc per il nobile scopo e che potrebbero anche lavorare in sinergia con la stessa ARPA o poter "accedere in essa" in qualsiasi momento per prendere visione di una qualsivoglia situazione.

Ultimo ma non ultimo, c'è un altro problema grave. Non sappiamo quanti di voi, amici lettori, sono a conoscenza del fatto che non tutti i laboratori ARPA d'Italia sono certificati da ACCREDIA (l’Ente Italiano di Accreditamento).  Come si va ad emettere un verdetto analitico senza godere di relativa "certificazione"? Chi garantisce? Pazzesco!

Fatta questa doverosa premessa, chiediamo a voi tutti, se siete d'accordo, di mettere una firma su change.org per promuovere la presente petizione in cui chiediamo ai deputati e senatori del parlamento e senato d’Italia e agli assessori e consiglieri dei consigli regionali d’Italia di farsi tutti carico di questo annoso e assurdo problema.  Dunque proponiamo:

1)- Che i direttori regionali dell'ARPA NON SIANO PIU’ NOMINATI dai presidenti (o governatori) di regione bensì che possano assumere tale carica a fronte di regolare bando di concorso.

2)- Che "Consulte ambientali" o "osservatori", composti da semplici cittadini, possano operare anche in sinergia o poter avere libero accesso nelle attività di ARPA ogni qualvolta le circostanze lo rendano opportuno.

3)- che tutti i laboratori regionali ARPA siano certificati perché è inaccettabile produrre lavoro di analisi senza godere dello stato di "organo certificato"

 



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