RIAPERTURA E RIORGANIZZAZIONE DI ASILI NIDI E SCUOLE MATERNE

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Andando nella direzione di una graduale riapertura delle attività produttive e rientro nei posti di lavoro risulta assolutamente necessario prendere in considerazione la riapertura di scuole ed asili seppur in maniera parziale e/o con orari ridotti per consentire a noi genitori di poter svolgere la nostra attività lavorativa.

Non solo. Anche il risvolto psicologico che la protratta chiusura delle scuole sta avendo ed avrà sui minori è fattore che non può e non deve essere sottovalutato. In particolare l'improvvisa chiusura degli asili nido e scuole dell’infanzia ha lasciato i bambini in età prescolare in una situazione a dir poco delicata. Ai bambini è stata tolta improvvisamente tutta la sfera di socializzazione essenziale (poiché oggetto di sviluppo) proprio nella fascia di età 1-6 anni.

Per questi motivi riteniamo che le strutture scolastiche devono poter riaprire avvalendosi degli spazi esterni e favorendo la didattica all'aperto (nonché ogni altra precauzione e limiti resi necessari dall'emergenza sanitaria in corso).

Per questo chiediamo al Presidente della Regione Toscana, al Sindaco e all'Assessore all'istruzione del Comune di Firenze di non escludere a priori la riapertura degli asili e delle scuole materne prima della fine dell'anno scolastico.

La seguente petizione, indirizzata al Presidente della Regione Toscana, al Sindaco e all'Assessora all'educazione del Comune di Firenze, mira a consentire la ripartenza delle attività scolastiche di asili nidi e scuole materne non appena ve ne saranno le condizioni sanitarie, fosse anche per poche settimane o con modalità diverse: per esempio prevedendo l'accesso per piccoli gruppi a giorni o settimane alterne; una fruizione facoltativa (cosa che per tali cicli scolastici appare ammissibile) e l'utilizzo degli spazi esterni.

L'improvvisa chiusura degli asili (nidi e scuole materne) ha lasciato i bambini in età prescolare in una condizione di criticità non essendo in grado di comprendere a pieno cosa sia accaduto e non potendo usufruire del servizio di didattica a distanza. 

La socializzazione risulta penalizzata dalla impossibilità di ricorrere, per bambini così piccoli, a strumenti social o simili (senza considerare che l'utilizzo di tablet, pc o telefoni è fortemente sconsigliato a quest'età) ed infine il successivo reinserimento scolastico risulterà estremamente difficoltoso dopo tanti mesi a stretto contatto solo con i genitori. 

La riapertura entro la fine del corrente anno scolastico consentirebbe innanzitutto ai bambini di ripartire "da dove si sono lasciati", cosa che invece diversamente non accadrebbe a settembre, per esempio per quelli che entreranno alla materna o alle elementari, ai quali verrebbe preclusa la possibilità di concludere un ciclo (quello rispettivamente del nido e della materna) sicuramente molto importante e delicato.

Inoltre rientrando durante il periodo primaverile/estivo, in cui è più facile usufruire degli spazi esterni (che tutti gli asili e le materne hanno), sarebbe possibile garantire ai bambini spazi più ampi e areati. 

Da ultimo, ma non per importanza, i genitori potrebbero riprendere le attività lavorative prima dell'interruzione estiva, fosse anche per poche settimane, cosa che - diversamente - sarebbe pressoché impossibile: lo smart working è infatti un'utopia con bambini di età prescolare che richiedono un'attenzione ed intrattenimento costante.

Valide alternative alla riapertura delle strutture scolastiche non sembrano peraltro esservi, dovendo i genitori tornare a svolgere le proprie attività lavorative (poiché tutte le attività produttive e lavorative vanno nella direzione di una progressiva ripartenza): i nonni, categoria a rischio, non potrebbero infatti essere di ausilio e il bonus baby-sitter erogato dal governo (per chi riuscirà ad ottenerlo) coprirà al massimo una settimana lavorativa. 

L'eventualità che tale situazione si protragga ininterrottamente sino a settembre si traduce per molti genitori nell'impossibilità di lavorare, con conseguenze che ci appaiono drammatiche sotto più profili, e per i nostri bambini in un acutizzarsi delle conseguenze sull'equilibrio psico - fisico.

Guardando il resto di Europa, il diritto all'istruzione risulta essere una priorità di tutti i Governi e la visione è di insieme ove la ripartenza dei singoli paesi prende in considerazione tanto l’aspetto economico/produttivo, quanto quello inerente la sicurezza sanitaria e ripresa psico-fisica dell’intera popolazione nonché tutela nello specifico del benessere dei minori.

È ora tempo di bilanciamento tra i diritti fondamentali dei cittadini costituzionalmente tutelati tra cui rientra il diritto all'istruzione. Quest'ultimo dunque può essere certo limitato in virtù della tutela del diritto alla salute e del grave stato di emergenza in cui si versa, purché detta limitazione sia del tutto limitata nel tempo. 

Se la direzione è verso un bilanciamento dei diritti costituzionali affinché si arrivi ad un equilibrio tra essi (diritto al lavoro, libertà personale, libertà di circolazione ecc) è doveroso che l'istruzione non ne resti esclusa.

Quello che chiediamo al Presidente della Regione Toscana, al Sindaco e all'Assessora all'educazione del Comune di Firenze è pertanto di valutare la possibilità di riapertura delle attività scolastiche di asili nidi e scuole materne, fosse anche per le ultime due o tre settimane e con modalità diverse e ciò, se ve ne saranno le condizioni, prima della fine dell'anno scolastico: tale possibilità non può essere esclusa sin da ora ed a priori.