Salviamo dalla rovina Villa Pignatelli a San Giorgio a Cremano

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“Oggi mi son dato alla pazza gioia, dedicando tutto il mio tempo a queste incomparabili bellezze. Si ha un bel dire, raccontare, dipingere; ma esse sono al di sopra di ogni descrizione; la spiaggia, il golfo, le insenature del mare, il Vesuvio, la città, i sobborghi, i castelli, le ville (…)”
Così scriveva Johann Wolfgang von Goethe nel suo viaggio in Italia tra il 1813 e il 1817. Ammaliato da Napoli, vi lasciò il cuore, tanto da proferire parole rimaste indelebili nei secoli: “vedi Napoli..e poi muori“.

Ma a rischiare di ''morire'' è proprio una delle bellezze descritte da Goethe ovvero VILLA PIGNATELLI DI MONTECALVO.

L'edificio fu edificato nel 1747, probabilmente su disegni di Ferdinando Sanfelice, per volere della principessa Emanuella Caracciolo Pignatelli, duchessa di Montecalvo. Dopo la morte della principessa, avvenuta nella stessa villa, questa fu acquisita da Emiddio Mele, che lasciò traccia di sè facendo dipingere le proprie iniziali nel soffitto dell'atrio. Successivamente, l'edificio fu riacquistato dalla famiglia Pignatelli di Montecalvo, e divisa a fine XIX secolo tra i fratelli Carlo e Paolo Caracciolo. L'imponente mole della villa, che occupa tutto un lato del largo Arso], comprende una cappella nobiliare ed un ampio loggiato nella porzione nord-occidentale. Robustamente costruita in tufo, presenta un monumentale portale in pietra lavica con bugne a punta di diamante. Proprio quest'ultimo carattere, in cui gli storici dell'arte hanno visto una similarità con il Palazzo Serra di Cassano di Napoli, è stato il fattore più importante di attribuzione dell'opera al Sanfelice. 

 Ma ora villa Pignatelli a San Giorgio a Cremano, periferia sud di Napoli, è ridotta in rovina, ed oggi si presenta ingabbiata in una struttura d'acciaio per impedire crolli

Con la petizione chiediamo l'intervento del MIBACT che, al momento, sembra essere l'unico modo per scongiurare la perdita di uno dei più importanti patrimoni urbanistici del cosiddetto miglio d'oro, l'area delle splendide ville vesuviane di epoca borbonica.

 

Primo Firmatario

Associazione Culturale Intelligo Promotion

 



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