Migliorare i TRASPORTI PUBBLICI. I PENDOLARI non sono figli di un Dio minore.

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I disservizi nei trasporti pubblici locali e gli scioperi nel trasporto pubblico locale sono diventati insopportabili e creano danni alla nostra economia e alle persone. I trasporti sono uno dei servizi più importanti della vita moderna e della nostra economia eppure sono troppo poco considerati così che penalizzano il sistema produttivo e rappresentano un costo importante, quasi il 14%, nei bilanci delle famiglie.
Negli ultimi anni vi è stato il grande miglioramento nel servizio A.V. ma il trasporto pubblico locale è rimasto in fondo alle priorità del Ministero dei Trasporti, delle Regioni e delle Città.

Continui tagli mesi servizi, mezzi di trasporto vecchi, linee locali dimenticate. I disservizi aumentano e chi ne paga le conseguenze sono lavoratori e studenti che alle lunghe attese aggiungono i ritardi nell'arrivare al lavoro o a Scuola. Eppure basterebbe usare meglio le risorse versate dal trasporto su gomma allo Stato, a favore della costruzione delle nuove infrastrutture di trasporto e a favore del rinnovo dei mezzi di trasporto pubblico.

L’Italia rispetto agli altri Paesi europei è agli ultimi posti in merito alla mobilità sostenibile. La ripartizione del Conto Nazionale Trasporti, basata in teoria su un criterio di premialità delle Regioni e delle aziende più efficienti e con maggiore contribuzione fiscale non è stata rivisitata da anni.
Chiediamo pertanto a Governo, Parlamento e Regioni una nuova ripartizione delle risorse introitate dallo Stato aumentando gli investimenti nelle reti di trasporto e nel ricambio urgente dei vecchi mezzi di trasporto su gomma e su rotaia con nuovi BUS elettrici, Euro 6 e nuovi treni. Le 10 tratte peggiori delle linee ferroviarie italiane tra cui la Canavesana, la Genova - Savona - Ventimiglia, la Torino - Savona e la Biella - Novara penalizzano lavoratori e studenti in modo insopportabile.

Bartolomeo GIACHINO, Roberta CROSA, Monica SCHIRALDI, Gian Marco MOSCHELLA , Lodovico AMBROIS , Riccardo CARITÀ e Mario CIMINI.