DAL BANCO DI PROVA ALL’ULTIMO BANCO: IL CALVARIO DEI DOCENTI PRECARI

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Lavinia Capponi ha lanciato questa petizione e l'ha diretta a Patrizio Bianchi (Ministro dell'Istruzione)

Pur consapevoli di dover sostenere un concorso che mira alla valutazione di conoscenze prettamente nozionistiche e non alla valutazione di abilità e competenze necessarie per lo svolgimento della professione docente, 

con la presente petizione si richiedono le seguenti modifiche alla bozza del bando relativo al concorso straordinario-bis riservato a docenti con almeno 36 mesi di servizio: 

  1. bibliografia dettagliata del programma di studio su cui verterà la prova orale (vedi Allegato A);
  2. estrazione della traccia almeno 24 ore prima della prova orale;
  3. valorizzazione del servizio prestato nelle scuole e dei titoli conseguiti dai docenti precari attraverso una diversa attribuzione del punteggio (vedi Allegato B);
  4. conseguimento dell'abilitazione da parte dei docenti che superano la prova, ma non risultano vincitori di concorso;
  5. corso di formazione ad accesso gratuito per i docenti precari. 

Si richiede una bibliografia esaustiva e dettagliata per circoscrivere i contenuti oggetto della prova in relazione all'ordine e al grado scolastico della classe per cui si concorre. A titolo esemplificativo, il programma di studio della geografia previsto dall'allegato A per le classi di concorso A012 e A022 si differenzia per la presenza o assenza di alcune tematiche di studio. Tuttavia, risulta nel complesso quasi del tutto sovrapponibile. Poiché la c.d.c. A022 si riferisce alla scuola secondaria di I° grado, mentre la A012 alla secondaria di II° grado, si chiede di rendere chiaro il livello di approfondimento richiesto per lo studio e di delineare in maniera esauriente gli ambiti tematici di riferimento tramite la bibliografia sopracitata. 

Considerato che tale concorso è riservato ai docenti che abbiano conseguito almeno 36 mesi di servizio, è necessario ridefinire alcuni elementi presenti nella bozza dell'allegato B.

Secondo quanto attualmente stabilito, il punteggio previsto per il servizio di docenza svolto in ambito scolastico è pari a 1,25 punti annui, a differenza di un dottorato di ricerca che viene valutato 12,5 punti. Risulta palese la volontà di privilegiare coloro che provengono da percorsi accademici rispetto a chi ha un'esperienza pluriennale nell'insegnamento scolastico, necessaria per sviluppare e mettere in campo competenze relazionali, pedagogiche e didattiche aderenti alla professione su cui verte il bando stesso. Relativamente alla valutazione dei titoli, si chiede inoltre di fare chiarezza sulla mancata valorizzazione della competenza in una lingua straniera pari al livello B2 del QCER, a dispetto della sola valorizzazione di livelli di padronanza linguistica a livelli pari o superiori al C1 (cioè la stessa padronanza richiesta ai docenti di lingua). Infine, si chiede anche di fare chiarezza sulla mancata valutazione dei 24 cfu in materie antropo-psico-pedagogiche, reputate fondamentali dallo stesso Ministero dell'Istruzione anche solo per l'inserimento in GPS.

L'ultima questione riguarda il corso di formazione dopo il superamento della prova concorsuale, le cui spese sarebbero a carico del docente vincitore del concorso. Occorre qui mettere in evidenza che i docenti precari non sono destinatari della Carta del Docente e di nessun altro tipo di contributo necessario per la formazione, l'acquisto di materiale didattico e/o tecnologico necessario per lo svolgimento delle quotidiane attività.

Quanto precedentemente esposto rappresenta una richiesta che si inserisce all'interno di un panorama lavorativo fortemente lacunoso e tendente a ledere la dignità personale e professionale di persone che per anni hanno garantito e continuano a garantire il regolare espletamento del servizio didattico-educativo. 

L'esercito dei precari spesso svolge questa professione in luoghi lontani dalla propria residenza (con il carico emotivo-affettivo ed economico che ne consegue), non ha le stesse tutele legali né usufruisce del medesimo trattamento economico dei colleghi di ruolo, non ha alcuna possibilità di pianificare il proprio futuro (dalla richiesta di un mutuo alla possibilità di vivere stabilmente in un luogo per più di un anno), non può garantire continuità didattica ai propri discenti ed è soggetto a sanzioni smisurate qualora non potesse, per motivi personali di qualsiasi natura (anche di salute), accettare incarichi da GPS. 

Alla luce di quanto emerso, si richiede la necessaria ed inderogabile attuazione dei punti precedentemente esposti al fine di garantire la stabilizzazione dei lavoratori dipendenti con almeno 36 mesi di servizio svolto, come sostenuto dalla direttiva 99/70 del Consiglio dell'Unione Europea. 

Lavinia Capponi e Annalisa Cassarino

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