Ricollocazione del Polittico nella Chiesa di S.Antonio Abate in Borgomaro (IM)

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Con la presente vogliamo portare a conoscenza il nostro vivo disappunto riguardo un' ingiustizia che riteniamo essere stata commessa nei confronti dei cittadini di Borgomaro e di questa piccola Comunità Parrocchiale.

Nel prossimo mese di settembre, infatti, il Polittico del De Rossi, tempera su tavola del '500, sarà posizionato nella Pieve di S.Nazario e Celso a seguito di un provvedimento della Soprintendenza Archeologica, Belle Arti e Paesaggio della Liguria (n. 2977 del 7.2.2018), che riteniamo sia stato adottato senza minimamente considerare le risultanze dei pregressi incontri tra i rappresentanti delle parti interessate e senza alcuna motivazione storica e giuridica.

A seguito della nota della Curia Vescovile di Albenga Imperia-Uff. Beni culturali (n. 42 del 23.5.2017), nella quale tra l'altro venivamo a conoscenza per la prima volta del trasferimento de quo , si svolse (12.6.2017) in Borgomaro un incontro ristretto tra , Mons. Giorgio Brancaleoni (uff.beni cult.Curia), Mons. Ivo Raimondo (Vicario Generale Curia), Dott. Alfonso Sista (funzionario Sprintendenza A.B.P.),ed alcuni rappresentanti della Comunità Parrocchiale di S.Antonio Abate).

Al termine si stabilì verbalmente: 

  •  l'urgente necessità del restauro dell'opera; 
  •  la ricollocazione, a restauro avvenuto, dell'opera stessa nella Chiesa di S.Antonio Abate a condizione del risanamento del muro di appoggio ; 
  •  la realizzazione a spese della Parrocchia delle opere necessarie alla conservazione del bene così come voluto dal dott.Sista, il quale si dichiarò “personalmente disponibile a intraprendere tale processo con la Comunità di Borgomaro”, disponibilità che si sarebbe dovuta concretizzare nella indicazione delle opere murarie necessarie alla sicurezza e conservazione dell’opera; collaborazione questa che non si è per nulla vista incomprensibilmente sino alla data odierna.

Successivamente (15.6.2017) si svolse sempre a Borgomaro una assemblea pubblica alla quale partecipò un numeroso gruppo di cittadini e fedeli della Parrocchia di S.Antonio Abate oltre una rappresentanza della Comunità Monastica Benedettina di S.Nazario e Celso nella persone del padre Mazzola Mauro e padre Formentin Angelo .

In tale sede emersero le seguenti considerazioni: 

  • la riconferma dell'impegno della Parrocchia e delle comunità parrocchiale di S.Antonio Abate relativo alla assunzione degli oneri finanziari già citati;
  •  la disponibilità della Comunità Monastica a non opporsi al collocamento dell'opera nella Chiesa di S.Antonio Abate nel Capolugo, a restauro avvenuto e dopo l'esposizione nella mostra “Restituzioni 2018” nel Palazzo della Venaria Reale.

Infine, in data 23.2.2018 a seguito di un incontro richiesto a S.E. Guglielmo Borghetti,Vescovo della Diocesi di Albenga-Imperia, lo stesso, pur riconoscendo di non avere competenza specifica per i Beni Culturali della Curia, espresse la sua disponibilità ad accettare che il Polittico rimanesse nella Chiesa di S.Antonio Abate.

Quanto sopra premesso, chiediamo che vengano onorati gli impegni dichiarati pubblicamente e che venga riformata la inaspettata ed incomprensibile citata decisione della Soprintendenza Archeologica, Belle Arti e Paesaggio della Liguria.

Riteniamo infatti che la sola, giusta e naturale collocazione del Polittico non possa essere che quella nella Chiesa di S.Antonio Abate, ove già si trovava da novanta anni per le seguenti motivate considerazioni:
 la lunga permanenza del dipinto del De Rossi nella Chiesa di S.Antonio Abate (1928 – 2018 ) ha fatto sì che l'opera diventasse un tutt' uno con con la storia del nostro paese e con la nostra Comunità Parrocchiale, quasi come un rapporto filiale di rispetto e devozione;

 la collocazione urbanistica dell'opera in Borgomaro Capoluogo permette una fruibilità turistica e religiosa migliore che in quella decentrata, solitaria e insicura della Chiesa di S.Nazario, sede di una piccola Comunità Monastica Benedettina dedita alla meditazione (non bisogna dimenticare i furti di balaustre in marmo ed altri atti vandalici perpetrati in tempi passati). 
Già sul finire del 1928 l’allora Soprintendente Guglielmo Pacchioni, a seguito del trasferimento del Polittico nella chiesa di S. Antonio Abate, così ebbe a scrivere al Vescovo di Albenga : “ la soluzione di privilegiare la maggiore Frazione del Comune ha il vantaggio di rendere la pittura più facilmente visibile agli amatori”.

 Inoltre nel Capoluogo di Borgomaro esistono moderne attività ricettive a sostegno di un turismo sempre più esigente ed idonei servizi di trasporto pubblico con le città della costa;

 Il Capoluogo, poi, dispone di una Stazione di Carabinieri a distanza di 200 metri dalla Chiesa di S.Antonio Abate, garantendo un controllo rapido e frequente della sicurezza del sito.

 Per quanto riguarda il problema della proprietà dell'opera riteniamo (a meno di un giudizio negativo dell'autorità giudiziaria alla quale è intenzione eventualmente ed in seguito adire) che la stessa “proprietà” storicamente possa far capo non già ad una delle varie parrocchie in questione, bensì a tutto “Contado” (collettività di cittadini) di Borgomaro secondo gli intendimenti del donatore che si ritiene abbia commissionato l'opera come un'ultima testamentaria affermazione della propria supremazia sul territorio di Borgomaro e come monito per coloro che avessero pensato di vantare pretese sul feudo.

 non vorremmo poi minimamnete pensare che la decisione del trasferimento sia stata elaborata anche al fine di qualche manovra speculatrice e non propriamente per devozione. Ricordiamo che già in passato fin dal 1917 l’allora Parroco di Ville San Sebastiano Don Giuseppe Trucco aveva cercato di attivare attraverso il Regio Economato dei Benfici Vacanti una pratica intesa a ricavare dalla vendita del Polittico una somma calcolabile tra le 25.000 e le 30.000 lire e destinabile al restauro della chiesa (cfr. Franco Boggero - le vicende del polittico dei Santi Nazario e Celso – Sacro e Vago Giardinello - n° 3-2017 pag. 21-30)



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