Protesta contro la prova di matematica del liceo.scientifico

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sulla prova di matematica alla maturità

Non avrei voluto, in questa notte di solstizio d’estate, trovarmi ancora a scrivere le stesse cose dopo la prova di Matematica del Liceo Scientifico.
Ma non ce la faccio a tacere: lo devo ai miei ragazzi che hanno lavorato con tenacia, collaborando, credendoci davvero, migliorando passo passo, illudendosi che impegno e fatica potessero portare frutto. Ancora una volta invece si sono trovati una prova che solo addetti ai lavori con grande esperienza, capacità di distacco e lunga confidenza con la materia potevano affrontare… e non senza difficoltà!
Vorrei comunicare tutta l’amarezza che proviamo noi insegnanti di matematica, costretti a riempire a dismisura i ragazzi di contenuti, tecniche, dimostrazioni, esercizi, quesiti … a un ritmo assurdo e infruttuoso perchè in palese contraddizione con la necessità di tempo, sedimentazione, e interiorizzazione caratteristiche di un apprendimento significativo.
Siamo obbligati ogni anno ad aggiungere e giustapporre nuovi e disparati argomenti, anche non collegati tra loro, solo perché capitano all’improvviso e inaspettatamente e ingannevolmente proprio allo scritto d’esame!
Cerchiamo pazientemente un filo conduttore sensato che ci permetta orientare i ragazzi nell’infinità di possibilità che spaziano dalla prima liceo al secondo anno di università, ma proprio quando sembra di aver abbozzato un precorso, tutto viene ribaltato e ci troviamo a brancolare nel buio : dove sono in grafici deducibili della primitiva e della derivata che ricorrevano da quasi 10 anni, dove gli integrali a gusci cilindrici, dove la funzione integrale, dove i metodi di quadratura ( e tanto altro)?
Soffriamo nel vedere come la nostra bellissima materia non riesca ad essere apprezzata anche da chi ha scelto lo Scientifico per passione, perché bisogna solo correre a testa bassa, senza tregua e senza pietà.
Nonostante ciò resistiamo, a volte riusciamo a far appassionare i ragazzi, a incuriosirli, a convincerli che l’impegno paga e che la logica è uno strumento prezioso.
Ma quello che si trovano davanti nella prova d’esame è sempre sproporzionato rispetto a qualsiasi loro possibilità, impossibile da affrontare con serenità e soddisfazione e perciò fonte di sfiducia e frustrazione.
Che scopo c’è in questo disegno perverso? Cosa si vuole ottenere?
Io vedo già delineati in docenti e studenti tre modi di reagire, nessuno dei quali si accorda con la mia idea di scuola. Alcuni correranno sempre di più, aumenteranno la mole di argomenti velocizzando in modo disumano i tempi e perderanno lungo la strada chi non riesce a tenere ritmi assurdi. Altri ci proveranno un pò e poi per necessità si dedicheranno a materie più “fruttuose” in termini di voti, dove lo studio ( anche se spesso mnemonico) sembra “pagare di più”.
Ma ci saranno anche molti che trascureranno volontariamente la materia, confidando in aiuti illeciti, copiature, “clemenza” dei professori.
Succede sempre più spesso infatti che si ricorra all’inganno e al tacito accordo per parare i colpi di una prova che appare troppo dura da affrontare.
Così passa sempre più l’idea, tipica della cultura italiana, che la matematica sia qualcosa di arido e incomprensibile, qualcosa a cui possono accedere solo pochi eletti, su cui è inutile spendere impegno e tempo, perché tanto se non sei un genio “sfigato” o se i professori non ti elargiscono aiuti per “magnanima clemenza” o se non ti lasciano spudoratamente copiare non ci riuscirai mai.
Certo, con commissioni comprensive, consapevoli ed esperte i danni si limitano, ma è una delusione umiliante e avvilente per docenti e ragazzi lavorare 5 anni per non saper affrontare la prova. Certo, nonostante l’impossibilità delle tracce poi succede che fiocchino ugualmente 100 e lode, anche in zone dove i test invalsi di matematica danno risultati “imbarazzanti”, ma sfido chiunque a convincermi che non siano dati falsificati.
Tutti sanno che va così e tutti prendono le contromisure.
Ma è questo il messaggio educativo che vogliamo dare ai ragazzi?
Che più che il lavoro onesto e costante contano anche a scuola gli aiutini, l’arte di arrangiarsi e il cercare di imbrogliare?
Assegnando queste prove all’Esame contribuiamo ad allontanare sempre di più i ragazzi dalla matematica, ma anche dalla fiducia nell’impegno, dall’osservanza delle regole, dal rispetto per la cultura profonda, umile e forte, non vacua , arrogante e ostentata.
Purtroppo però questo mi sembra il trend che va per la maggiore in questo periodo nella societò. E che anche noi insegnanti contribuiamo purtroppo ad alimentare.
Ad esempio quest’anno per l’esame di Stato mancavano tanti commissari e tantissimi presidenti, tanto che si sono dovute nominare anche persone totalmente inesperte e improvvisate. Noi ci fossilizziamo sulla forma e sulla compilazione di inutili verbali e poi lasciamo il lavoro di 5 anni di un ragazzo, le sue aspettative e ansie e la sua volontà di mostrare qualcosa di se stesso, in mano a Commissioni improvvisate e inesperte!
E proprio noi docenti che lamentiamo la scarsa considerazione sociale ed economica ci sottraiamo con false motivazioni a un nostro specifico dovere professionale ed etico, che ci permette anche di raddoppiare per un mese lo stipendio!
Io non so se qualcuno ascolterà questo “grido di dolore” che scrivo anche a nome dei miei ragazzi verso cui mi sento un po’ colpevole perché avevo loro assicurato che la matematica da soddisfazione, che il lavoro fatto paga sempre e che l’impegno onesto e tenace non deludono.
E sono davvero molto preoccupata per l’ignoranza in matematica, la sfiducia nel suo valore formativo, nel suo rigore logico, nella sua disciplina mentale che traspaiono sempre più non solo nella scuola, ma anche nella società, nella cultura e nella politica e che stanno portando conseguenze allarmanti, pericolose e non so quanto reversibili



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