PETIZIONE CHIUSA

CONTRASTO ALLA ISTIGAZIONE ALLA VIOLENZA, che è ormai una grave emergenza nazionale. Ristabilire i valori di convivenza umana e civile in Italia, fra tutti gli uomini, siano essi cittadini italiani o stranieri, immigrati o profughi.

Questa petizione aveva 47 sostenitori


Il Comitato provinciale AICS di Viterbo si fa promotore di una raccolta di firme, che si effettuerà attraverso il web,  per chiedere l’intervento del Consiglio superiore della Magistratura, al fine di ristabilire i valori di convivenza umana e civile in Italia, fra tutti gli uomini, siano essi cittadini italiani o stranieri, immigrati o profughi.

Il contrasto alla istigazione alla violenza, che è ormai una grave emergenza nazionale è un impegno che deve essere di tutti gli uomini e delle istituzioni che sono preposte alla tutela e all’osservanza delle leggi.    

Si chiede in particolare che vengano indagati da tutte le Procure d’Italia e su tutto il territorio nazionale, per poter essere giustamente assicurati alla Giustizia, tutti coloro che attraverso qualsiasi mezzo e attraverso  i mezzi d’informazione direttamente o indirettamente operano:

- nell’incitamento all’odio razziale;

- invitano all’omissione di soccorso che è un delitto punito dal codice penale, propongono la ricostituzione del partito fascista;
- permettono, consentono e chiedono di negare soccorso e accoglienza agli innocenti in fuga dalla fame e dalle guerre;
- annunciano l'intenzione di commettere violenze contro i più poveri, contro i più deboli, contro i più oppressi, contro i più bisognosi di aiuto;

- riducono in schiavitù altri essere umani; 

Per contrastare il diffondersi di questa metastasi, lo Stato italiano ha leggi che chiediamo siano applicate. In particolare:
La Costituzione della Repubblica italiana;XII disposizione finale Italiana della Costituzione della Repubblica italiana (ricostituzione del partito fascista);codice penale art 592 - Omissione di soccorso; legge 654 del 1975 - Il razzismo è un reato; art 27 Responsabilità penale personale;

Occorre opporsi con tutti i mezzi legali a questi crimini, per questo ci uniamo all’appello di giuristi, uomini di pace e dal Centro di ricerca per la pace e i diritti umani di Viterbo, avanzato ai cittadini e alle istituzioni:

“In uno stato di diritto ogni essere umano ha diritto alla vita, alla dignita', alla solidarieta'.

Perche' l'Italia torni ad essere uno stato di diritto occorre un'insurrezione nonviolenta delle intelligenze e delle coscienze contro la guerra e tutte le uccisioni, contro il razzismo e tutte le persecuzioni, contro il maschilismo e tutte le oppressioni, contro il modo di produzione scellerato e insostenibile che distrugge umanita' e mondo.

Perche' l'Italia torni ad essere uno stato di diritto occorre un'insurrezione nonviolenta delle intelligenze e delle coscienze per la legalita' che salva le vite, per l'umanita', per la biosfera.

E' il compito dell'ora di ogni persona decente”.

In attesa di una decisione urgente. Si ringrazia dell’attenzione che ci auguriamo venga posta a questa istanza.

Distinti saluti                                                                                                                                             Raimondo Chiricozzi

 30 maggio 2015

 

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