Proposta per un reddito minimo garantito per la dignità dei lavoratori

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Cari Amici, come alcuni di voi sanno già, abbiamo dato vita ad un Comitato Sardo per presentare una Legge Regionale sul LAVORO con un APPELLO ai cittadini ed alle Istituzioni Sarde per " chiedere alla Regione Sardegna l'adozione di una Legge Regionale che riveda le scelte di spesa del bilancio regionale destinando importanti risorse per creare nuovo lavoro per i disoccupati e gli inoccupati sardi, e garantire un sostegno economico agli indigenti impossibilitati a lavorare ".

Abbiamo elaborato un APPELLO PER UNA LEGGE REGIONALE PER IL LAVORO, NEL RISPETTO DELLA DIGNITA' E DELLA VITA , che rappresenta la premessa della iniziativa, accompagnata dal testo di un volantino illustrativo ed un modulo dedicato alla raccolta delle firme di sostegno alla proposta. E' nostro intendimento, anche attraverso questa petizione ON-LINE, ampliare una raccolta di firme che presenteremo alla fine di un itinerario che si svilupperà nei diversi territori della Sardegna e nelle Piazze di molte Città e paesi Sardi.

Oggi che la disoccupazione è giunta in Sardegna ad un livello preoccupante di drammaticità e le difficoltà di evoluzione del nostro sistema economico è fortemente condizionato da compromessi di proposte esterne alla nostra terra sarda e di soluzioni autonome frenate da difficoltà operative insormontabili, e la soluzione strisciante è diventata ancora una volta la emigrazione di generazioni di sardi e di intelligenze disperse, dobbiamo insieme ricreare le condizioni di una ricostruzione del tessuto economico e della creazione di innumerevoli progetti di interesse sociale che reinseriscano i senza lavoro in un sistema di progetti che con uno sviluppo settoriale crei nuove occasioni di lavoro che garantisca un reddito di lavoro garantito pari alla soglia di povertà aggiornata periodicamente.

Nell' APPELLO PER UNA LEGGE REGIONALE SUL LAVORO “LAVORO, DIGNITA’ E VITA” Intendiamo chiedere alla Regione Sardegna di rivedere le sue scelte di spesa destinando importanti risorse per creare nuovo lavoro per i disoccupati e gli inoccupati sardi, e garantire un sostegno economico agli indigenti impossibilitati a lavorare.

La forma di lavoro che vogliamo dovrà: 1. essere coerente con un modello di sviluppo eco-sostenibile (conversione ecologica dell’economia); 2. nascere da progetti di sviluppo settoriale (ambiente, agricoltura e allevamento, infrastrutture, patrimonio culturale, turismo, cura della persona etc.); 3. essere elaborati nei territori coinvolgendo gli inoccupati; 4. prevedere che i progetti siano elaborati direttamente dalle persone, o dalle imprese e dagli Enti pubblici.

Il nuovo lavoro (“lavoro garantito”): 1. non intende derogare all’irrinunciabile preminenza del lavoro a tempo indeterminato; 2. sarà accompagnato da adeguata formazione e impegnerà dai due ai quattro giorni la settimana; 3. sarà sottoposto a controlli; 4. dovrà assicurare un reddito mensile (“reddito di lavoro garantito”) pari alla soglia di povertà relativa aggiornata periodicamente dall’ISTAT (attualmente, di euro 780 netti mensili); 5. impegnerà a seconda del livello di scolarizzazione e di professionalità (da un minimo di 12 ore ad un massimo di 24 ore settimanali).

Il reddito: 1. permanendo le condizioni per la sua percezione, dovrà essere corrisposto ininterrottamente per tre anni salvo proroghe disposte dal legislatore; 2. per essere costante, comporterà una progettazione continua tale da assicurare l’impegno costante del lavoratore per i giorni e le ore previste; 3. in caso contrario, sarà ridotto in misura proporzionale alla prestazione non resa. Un ente apposito dovrà garantire l’inserimento della persona - assecondandone quanto più possibile le competenze e le aspirazioni - nei diversi progetti all’interno del comune di residenza, o in altro comune vicino (fino a 50 km, purché raggiungibile con mezzi pubblici).

Alle persone impossibilitate anche temporaneamente a lavorare, che non hanno una pensione, un assegno sociale o un reddito superiori a 5.400 euro annui netti dovrà essere invece garantito un sostegno (“sostegno di solidarietà”) in denaro e in altra forma (moneta complementare, abbonamenti ai mezzi di trasporto pubblici, banchi alimentari etc.) dell’importo di 450 euro mensili (5400 euro l’anno) da rivalutarsi sulla base della soglia di povertà assoluta determinata periodicamente dall’Istat. Dovrà essere favorita ogni forma di mutuo soccorso tra i cittadini, per finalità sociali e in aiuto delle persone in difficoltà.

Per porre fine allo spreco di risorse e alla corruzione e ai tempi infiniti, tutte le opere pubbliche, in Sardegna (a eccezione di quelle complesse regolate dal codice degli appalti) dovranno essere eseguite attraverso il lavoro per un reddito minimo garantito. Vi ringraziamo della preziosa attenzione e disponibilità che si potrà concretizzare anche nelle vostre città con il coordinamento di un lavoro di presenza e partecipazione nelle iniziative che concorderemo volta per volta.

Un saluto Cordiale Il Comitato Sardo per il Lavoro, la Dignità e la Vita COMITADU SARDU pro su TRABALLU, sa DIGNITADE e sa VIDA

P.S. La proposta è stata lanciata dalla associazione " L'Altra Sardegna, colta dal FIU (Fronte Unidu Indipendentista) e dalla CSS (Confederazione Sindacale Sarda) Territoriale di Sassari ed è aperta a tutti i cittadini, ai Comuni ed alle Istituzioni, alle Associazioni ed alle forze Politiche, agli Organismi Pubblici e Privati che ne condividano gli obiettivi.



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