Vittoria

IMPUGNAZIONE ART. 4 LEGGE PROVINCIALE 30/2019 PROVINCIA AUTONOMA DI BOLZANO

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L’art. 7 della Legge 206/2007 e all’art. 50 comma 4 del DPR 394/1999 stabiliscono l’obbligo, su tutto il territorio nazionale (Provincia di Bolzano ovviamente compresa), della piena conoscenza attiva e passiva della lingua italiana da parte dei medici, con cittadinanza italiana o estera, che intendono svolgere la professione in Italia.
La Provincia Autonoma di Bolzano, con la Legge Provinciale n. 30/19 art. 4, stabilisce invece che in Alto Adige possono iscriversi agli ordini professionali anche i professionisti che conoscono solamente la lingua tedesca, violando sistematicamente sia la Costituzione, lo Statuto dell’Autonomia e la Legge 206/2007, così come descritto all’inizio di questa petizione.

Tutto nasce da quando l’Ordine dei Medici di Bolzano, organo sussidiario dello Stato, ha escluso legittimamente il dott. Müller, primario del laboratorio di analisi dell’ospedale San Maurizio di Bolzano, perché non conosceva la lingua italiana, requisito indispensabile per poter esercitare in Italia.
Piuttosto che prendere una posizione consona alle normative vigenti, la Provincia di Bolzano (per cercare di ovviare all’inconveniente) ha messo in campo svariate iniziative, compresa La Legge 30/2019 che viola le norme proprie dello Statuto dell’Autonomia quindi le norme da loro approvate, viola la parità dei diritti non solo dei medici ma di tutte quelle professioni che prevedono l’istituzione di un albo o di un ordine professionale (avvocati, ingegneri, geometri, etc.), privilegiando i professionisti di lingua tedesca a scapito di quelli di lingua italiana ai quali resta comunque hanno l’obbligo della conoscenza della lingua tedesca.

La Provincia autonoma di Bolzano, nel caso della sola conoscenza della lingua tedesca, limita gli effetti dell’iscrizione all’esercizio della professione nel territorio della Provincia autonoma di Bolzano. Resta ferma la vigente normativa in materia di conoscenza delle lingue italiana e tedesca nel pubblico impiego.” 

La logica conclusione finale in caso di approvazione definitiva della legge sarebbe quanto scritto in una circolare dall'assessore provinciale alla Sanità Widmann: "in caso di un eventuale trasferimento del posto di lavoro di un iscritto nell’albo professionale al di fuori dell’Alto Adige, è in ogni caso opportuno comunicare all’ordine professionale competente che la verifica della conoscenza linguistica è stata effettuata con riferimento alla lingua tedesca e non a quella italiana".

A supporto di tale legge, è iniziata una campagna provocatoria tanto quanto discriminante messa in atto dal partito secessionista altoatesino Südtirol Freiheit. In un manifesto si raffigura un cadavere coperto da lenzuolo con un cartellino appeso all’alluce del piede sinistro, con una scritta che recita <<Morto perché il medico non conosceva il tedesco>>. Chiara la natura provocatoria di tale messaggio che ben si sposa col segnale che la legge provinciale vuole dare, creare una sorta di extraterritorialità al di fuori del controllo della Repubblica, dove trovano spazio i professionisti di lingua tedesca a scapito di tutte gli altri professionisti iscritti agli ordini professionali presenti nella Provincia di Bolzano.

Con questa petizione vogliamo ribadire il nostro NO all’ennesima norma “Ad Personam”. 

Per questo chiediamo che tale legge, ai sensi dell’articolo 97 dello Statuto dell’Autonomia, venga impugnata dal Governo dinanzi la Corte Costituzionale, al fine di ripristinare i principi di uguaglianza, di territorialità e di tutela di tutti i cittadini e lavoratori che operano su tutto il territorio nazionale.



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