Raccolta firme Dichiarazione di Emergenza Climatica e Ambientale nella Città di Alba

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La politica e la società intera non hanno fatto finora abbastanza per contrastare i cambiamenti climatici in corso, quando questi dovrebbero essere la priorità nell’agenda politica di qualsiasi governo, dal Presidente del Consiglio fino all’amministratore del più piccolo dei comuni. Per riconvertire ecologicamente la nostra economia occorre la partecipazione di tutti, bisogna accettare di modificare alcune abitudini per non doverle modificare tutte, perché i cambiamenti climatici, se non contrastati, porteranno a un pianeta ostile per le specie vegetali e animali, umani inclusi.

Occorre che governi e imprese intraprendano politiche radicali per rendere le attività umane sostenibili dal punto di vista ambientale e sociale, anche tutelando i lavoratori e i soggetti deboli della società, e che si impegnino inoltre ad arrestare lo sfruttamento delle risorse oltre i limiti naturali di rigenerazione e arrivare urgentemente alla completa de-carbonizzazione delle fonti di energia a favore di quelle rinnovabili.

CONSIDERIAMO CHE La lotta al collasso climatico ed ecologico e la tutela dell’ambiente sono una delle più grandi sfide di sempre per l’umanità e che stiamo affrontando una crisi non solo climatica ma anche esistenziale, considerando il tasso con cui si sta compromettendo irreparabilmente l’ecosistema terrestre e la sopravvivenza di tutti gli esseri viventi, inclusa la specie umana.

Visti i dati allarmanti sul riscaldamento globale, che, salvo azione immediata, provocherà un aumento di temperatura superiore ai 3 gradi centigradi entro il 2100, con effetti devastanti sull’ecosistema terrestre e sulla specie umana;

Visto l’ultimo rapporto IPCC-ONU (2018), secondo cui l’umanità ha tempo soltanto fino al 2030 per limitare l’incremento di temperatura a 1.5 gradi, ed evitare danni irreversibili al clima;

Visti i preoccupanti effetti del riscaldamento globale e dell’inquinamento che ogni anno accorciano la vita di circa 6,5 milioni di persone in tutto il mondo;

Visto l’allarme Onu lanciato il 6 maggio 2019 che segnala un declino ecologico “senza precedenti” che pone un milione di specie animali e vegetali a rischio estinzione, a causa dello sfruttamento di terra, mare, piante e animali; visto il dovere morale dello Stato e di tutte le istituzioni locali di rispettare il patto intergenerazionale, che ci impone di lasciare alle generazioni future un pianeta vivibile;

Visto il rapporto sul Global Environment Outlook (GEO), firmato da più di 250 scienziati;

Vista la L. 4 novembre 2016, n. 204, ratifica ed esecuzione dell’Accordo di Parigi collegato alla Convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici, adottato a Parigi il 12 dicembre 2015 (GU n.263 del 10-11-2016);

Si fa inoltre presente che  Regno Unito, Irlanda e oltre 500 consigli comunali soprattutto in Australia, Canada, Stati Uniti, Svizzera e Gran Bretagna hanno già dichiarato lo stato di emergenza climatica, impegnandosi davanti ai cittadini a ridurre le emissioni di gas serra, a volte anche in tempi più brevi rispetto ai termini previsti negli Accordi di Parigi, segnalando che Londra e Vancouver, città della rete C40, hanno già dichiarato l’Emergenza Climatica.


Noi di Fridays for Future Alba chiediamo al Comune di Alba e a ogni collettività del nostro territorio di:

Dichiarare lo stato di emergenza climatica ed ambientale;
Fare ogni sforzo possibile per contenere l’aumento della temperatura globale entro 1,5 C e fissare un obiettivo di riduzione a zero delle emissioni nette di gas climalteranti per il 2030, ritenendo l’obiettivo di zero emissioni nel 2050 insufficiente e incoerente con lo stato di emergenza climatica;                                        Considerare la lotta al cambiamento climatico e la transizione verso un’economia sostenibile come una delle priorità assolute dei prossimi dieci anni. Fridays For Future Alba richiede che le misure per contrastare l’emergenza climatica avvengano secondo i seguenti principi:
GIUSTIZIA CLIMATICA: i costi della transizione non devono gravare sulle fasce più deboli della popolazione; le istituzioni sono chiamate a promuovere azioni per la riqualificazione dei lavoratori attualmente impegnati in settori incompatibili con la transizione.
DEMOCRAZIA PARTECIPATIVA: Le istituzioni si impegnino a riconoscere alle assemblee cittadine un ruolo nel processo di individuazione delle misure per il contrasto dell’emergenza climatica, attraverso un tavolo di confronto mensile. Le assemblee cittadine compiranno un’azione di monitoraggio sulle istituzioni per garantire che alle dichiarazioni di emergenza seguano misure concrete e adeguate alla gravità della crisi.
TRASPARENZA: le istituzioni si impegnano a pubblicare rapporti periodici sui progressi fatti nella riduzione delle emissioni e nella risoluzione delle criticità ambientali.