I DIRITTI DEI FEDELI DI POTER RICEVERE LA COMUNIONE IN GINOCCHIO SIANO RISPETTATI DA TUTTI

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Premesso che:

Secondo quanto stabilisce il CIC 213 "I fedeli hanno il diritto di ricevere dai sacri Pastori gli aiuti derivanti dai beni spirituali della Chiesa, soprattutto dalla parola di Dio e dai sacramenti." e tenendo conto della norma per cui "i ministri dei sacramenti non possono negarli a chi legittimamente li chiedono, essendo propriamente disposti e non sia loro vietato di riceverli" (canone 843 comma 1), non dovrebbe esserci il rifiuto ad alcun cattolico (tranne casi che presentino pericolo di grave scandalo ad altri credenti, che scaturisca da peccato pubblico impenitente od eresia impenitente o scisma, pubblicamente professati o dichiarati, della persona), di ricevere la Santa Comunione alla Messa stando in ginocchio, come ribadito dalla Congregazione per il Culto Divino anche in occasione della lettera firmata dal  Cardinale Jorge A. Medina Estévez, Prefetto e dal Segretario Arcivescovile Francesco Pio Tamburrino datata 1 luglio 2002 (pubblicata su Notitiae, nov.-dic. 2002).

San Giovanni Paolo II nella sua ultima enciclica, Ecclesia de Eucharistia, ha scritto al n. 61: «Dando all’Eucaristia tutto il rilievo che essa merita, e badando con ogni premura a non attenuarne alcuna dimensione o esigenza, ci dimostriamo veramente consapevoli della grandezza di questo dono. Ci invita a questo una tradizione ininterrotta, che fin dai primi secoli ha visto la comunità cristiana vigile nella custodia di questo “tesoro”. [...] Non c’è pericolo di esagerare nella cura di questo Mistero, perché “in questo Sacramento si riassume tutto il mistero della nostra salvezza”».

Una celebre espressione di sant’Agostino, ripresa al n. 66 della Sacramentum Caritatis di Benedetto XVI, insegna: «Nessuno mangi quella carne [il Corpo eucaristico], se prima non l’ha adorata. Peccheremmo se non l’adorassimo» (Enarrationes in Psalmos, 98,9). Stare in ginocchio indica e favorisce questa necessaria adorazione previa alla ricezione di Cristo eucaristico.

In questa prospettiva, l’allora cardinale Ratzinger aveva assicurato che «la Comunione raggiunge la sua profondità solo quando è sostenuta e compresa dall’adorazione» (Introduzione allo spirito della liturgia, Cinisello Balsamo, San Paolo 2001, p. 86). Per questo, egli riteneva che «la pratica di inginocchiarsi per la santa Comunione ha a suo favore secoli di tradizione ed è un segno di adorazione particolarmente espressivo, del tutto appropriato alla luce della vera, reale e sostanziale presenza di Nostro Signore Gesù Cristo sotto le specie consacrate» (cit. nella Lettera This Congregation della Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti, del 1° luglio 2002: EV 21, n. 666).

Considerato che: 

sull'intero territorio Nazionale in molte Diocesi non vengono rispettate le norme e leggi sopracitate da parte dei Ministri ordinari e straordinari della Eucaristia ai danni dei fedeli cattolici e che tali atti di negazione portano sfiducia nei cuori dei fedeli con conseguenze di allontanamento dalle Parrocchie e dai luoghi dove ci si sente respinti (se per primi non obbediscono i Ministri alle leggi della Santa Madre Chiesa, adempiendo ai loro doveri di Consacrati, come si insegnerà amabilmente ai fedeli di dover fare altrettanto, che certamente noi riconosciamo essere cosa buona e giusta, a loro volta? Negando ai fedeli i loro diritti sanciti dalla Chiesa Cattolica non potrebbe forse portare le sbagliate conseguenze di anarchia, di insensata confusione e di perdita della fede? ) 

Chiediamo quindi quanto segue:

che venga rispettata la nostra dignità di fedeli cristiani e diramata, sul territorio Nazionale, ai Sacerdoti (e letta ai fedeli nelle chiese), una circolare in cui, una volta per tutte,a lettere maiuscole e con sommo ammonimento, si ricordi a Consacrati, religiosi e laici, che ricevere la Santa Comunione in ginocchio è un diritto dei fedeli sancito dalla Chiesa stessa e come tale deve essere rispettato. 

Firmiamo quindi questa lettera sicuri di esser ascoltati da voi, nostri Pastori e guide, facenti parte della CEI, per poter ottenere santa giustizia al nostro riguardo e verso tutti i fedeli che pur non avendo firmato questa petizione sono uniti a noi nel desiderio di veder accolta questa richiesta. 

 


firmato
I vostri figli e le vostre figlie nella fede in Gesù Cristo nostro Signore





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