Istituzione festa dell'ambiente rurale

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Tra le tantissime celebrazioni che si tengono ogni anno nel mondo e in Italia ve ne sono molte legate all'ambiente naturale, la giornata dell'ambiente, del verde pulito, degli alberi, dei parchi ecc. ecc. 

Nulla che celebri l'ambiente rurale, che tanto ha contribuito alla formazione degli elementi materiali e immateriali delle culture locali, della cucina regionale, dei paesaggi, delle razze di animali domestici e delle varietà di piante coltivate. Molti si rigenerano scappando dalle città nel week-end o per una vacanza ma pochi si rendono conto che la "campagna" può restare viva a determinate condizioni. Essa viene cancellata dalla cementificazione ma anche dalla trasformazione in qualcosa di finto ad uso turistico. Ma la minaccia principale è l'abbandono delle attività tradizionali, dei contadini, dei pastori, dei boscaioli che vengono meno per spinte economiche ma anche per un malinteso ambientalismo che esulta per l'avanzata del bosco che cancella le testimonianze della civiltà rurale e rende impossibile vivere e lavorare.

L'aumento esponenziale della fauna selvatica mette a repentaglio l'attività agricola e di allevamento con le distruzioni dei cinghiali e le predazioni dei grandi carnivori. Chi, stando al governo, ha sostenuto negli ultimi anni le politiche unilaterali (al limite del fanatismo ideologico) a favore dell'iper-protezione di orsi e lupi è stato il ministro animalista Sergio Costa, già generale del corpo forestale dello stato. 

Quale miglior data quindi del 3 febbraio  per la celebrazione della Giornata dell'ambiente rurale che quella della caduta del governo Conte bis e della fine della dannosa attività del ministro Costa? La cessazione del suo incarico ministeriale rappresenta una liberazione per il mondo rurale.