Confirmed victory

Con la mia storia alle spalle, non credo che ce la farò ad andare avanti per molto: è troppo dura quest'indifferenza da solo. Mi chiamo Filippo Lifodi, ho 20 anni, sono nato a Poggibonsi e ho abitato a Siena fino ai 16 anni circa. Mio padre (originario di Siena) era violento, arrivava con le mani spesso, e non c'era mai a casa. Mia madre soffriva di depressione. Ora mio padre è sparito del tutto da circa 8 anni, e mia madre è schizofrenica.

Quando ero ancora minore, venni affidato a una casa famiglia a Siena, 'Il faro', cui fecero ricorso immediato dei miei zii con cui però, dopo circa due mesi di affidamento, le cose non andarono, per motivi ancora non ben definiti. Avevo 17 anni. Mi aiutava un sacerdote a Centoia, vicino a Camucia di Cortona (Arezzo) dove facevo la scuola alberghiera, che mi dette una stanza mentre io continuavo ad andare a scuola e a lavorare nei weekend e durante la settimana. Lasciai la scuola perché non ce la facevo a lavorare, studiare e condurre una vita così faticosa da solo.

Ero già residente nel Comune di Montalcino quando i miei zii furono disposti a riprendermi in casa, a circa tre mesi dal compimento dei 18 anni. Cinque giorni prima del mio compleanno venni buttato fuori di casa a urla perché non potevano più tenermi con loro. Misi al corrente il servizio sociale, che continuava a inventare scuse banali e non fare niente. Da lì ho condotto una vita di inferno. Cioè il mio secondo inferno, dopo l'infanzia e l'adolescenza.

Sono arrivato a vagare per Siena rivolgendomi come un barbone alla Caritas per dormire la notte. Nel frattempo mia mamma era scomparsa per la seconda volta e con sè la casa che aveva. Dopo una settimana il Comune di Montalcino contatta i Frati di Sant'Antimo di Castelnuovo Abate che mi danno una stanza con il bagno fuori. Mi danno un lavoro di sei mesi all'ospizio della struttura sanitaria come aiuto cuoco.

Quando sono andato a denunciare la scomparsa di mia madre alla Polizia di Siena, sono stato mandato alla Criminale, venendo a conoscenza che la polizia si interessa da anni del mio caso. Mia madre non viene ritrovata finché io non pubblico una lettera su facebook: dopo nemmeno 14 ore, i Carabinieri la ritrovano sana a Grosseto, dopo circa tre settimane dalla denuncia.

Nel frattempo finisco il contratto all'ospizio con mille promesse. Sono stato scaricato come un pacchetto e nessuno si interessa più di me. So di essere l'unico caso così grave nel Comune: da quattro mesi sono senza lavoro, non ho più soldi. Ho una mamma gravemente disturbata. Mi hanno abbandonato in una stanza dai frati. Le istituzioni per me non esistono più, sono scomparse.

Io non ce la faccio a campare così, sono anni che nessuno si è mai interessato di me. Al di là di chi sia in dovere di mantenermi o no per legge, sono diventato un "fantasma". Ho perso tutti gli amici, si sono allontanati tutti perché essendo in difficoltà la gente "scappa" invece di darmi una mano. Vi prego, non può rimanere una cosa tra quattro mura di un Comune, perché la mia vita non è più vita, è come essere nel terzo mondo.

Non chiedo che mi venga regalato nulla, vorrei solo che le istituzioni mi dessero una mano per ripartire, un lavoro che mi permetta di impegnarmi in qualcosa e che mi dia le risorse economiche per riniziare a vivere. Chiedo quindi al Comune di Montalcino, alla Provincia di Siena e alla Regione Toscana di aiutarmi a superare questo brutto periodo della mia vita offrendomi un posto di lavoro.

Letter to
Presidente della Provincia di Siena Simone Bazzini
Sindaco di Montalcino (SI) Silvio Franceschelli
Presidente Regione Toscana Enrico Rossi
Ho appena firmato questa petizione indirizzata a: Sindaco di Montalcino.

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Aiuto per ripartire

"Con la mia storia alle spalle, non credo che ce la farò ad andare avanti per molto: è troppo dura quest'indifferenza da solo". Le parole, fotografia di una realtà drammatica, arrivano da Montalcino, da Filippo L., che ha deciso di rivolgersi a Sienafree.it perché la sua situazione non resti nell'ombra del disinteresse in cui è precipitata.

"Sono nato a Poggibonsi e ho abitato a siena fino ai 16 anni circa - comincia il racconto Filippo -. Mio padre (originario di Siena) era violento, arrivava con le mani spesso, e non c'era mai a casa. Mia madre soffriva di depressione. Ora mio padre è sparito del tutto da circa 8 anni, e mia madre è schizofrenica".

"Quando ero ancora minore, venni affidato a una casa famiglia a Siena, 'Il faro', cui fecero ricorso immediato dei miei zii con cui però, dopo circa due mesi di affidamento, le cose non andarono, per motivi ancora non ben definiti. Avevo 17 anni. Mi aiutava un sacerdote a Centoia, vicino a Camucia di Cortona (Arezzo) dove facevo la scuola alberghiera, che mi dette una stanza mentre io continuavo ad andare a scuola e a lavorare nei weekend e durante la settimana. Lasciai la scuola perché non ce la facevo a lavorare, studiare e condurre una vita così faticosa da solo".

"Ero già residente nel Comune di Montalcino quando i miei zii furono disposti a riprendermi in casa, a circa tre mesi dal compimento dei 18 anni. Cinque giorni prima del mio compleanno venni buttato fuori di casa a urla perché non potevano più tenermi con loro. Misi al corrente il servizio sociale, che continuava a inventare scuse banali e non fare niente. Da lì ho condotto una vita di inferno. Cioè il mio secondo inferno, dopo l'infanzia e l'adolescenza".

"Sono arrivato a vagare per Siena rivolgendomi come un barbone alla Caritas per dormire la notte. Nel frattempo mia mamma era scomparsa per la seconda volta e con sè la casa che aveva. Dopo una settimana il Comune di Montalcino contatta i Frati di Sant'Antimo di Castelnuovo Abate che mi danno una stanza con il bagno fuori. Mi danno un lavoro di sei mesi all'ospizio della struttura sanitaria come aiuto cuoco".

"Quando sono andato a denunciare la scomparsa di mia madre alla Polizia di Siena, sono stato mandato alla Criminale, venendo a conoscenza che la polizia si interessa da anni del mio caso. Mia madre non viene ritrovata finché io non pubblico una lettera su facebook: dopo nemmeno 14 ore, i Carabinieri la ritrovano sana a Grosseto, dopo circa tre settimane dalla denuncia".

"Nel frattempo finisco il contratto all'ospizio con mille promesse. Sono stato scaricato come un pacchetto e nessuno si interessa più di me. So di essere l'unico caso così grave nel Comune: da quattro mesi sono senza lavoro, non ho più soldi. Ho una mamma gravemente disturbata. Mi hanno abbandonato in una stanza dai frati. Le istituzioni per me non esistono più, sono scomparse".

"Io non ce la faccio a campare così, sono anni che nessuno si è mai interessato di me. Al di là di chi sia in dovere di mantenermi o no per legge, sono diventato un "fantasma". Ho perso tutti gli amici, si sono allontanati tutti perché essendo in difficoltà la gente "scappa" invece di darmi una mano. Vi prego, non può rimanere una cosa tra quattro mura di un Comune, perché la mia vita non è più vita, è come essere nel terzo mondo".
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Cordiali saluti,