SALVIAMO FORTE MARGHERA! NO AL PARCHEGGIO SCAMBIATORE

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SALVIAMO FORTE MARGHERA! NO AL PARCHEGGIO SCAMBIATORE!

FORTE MARGHERA costituisce forma esemplare di architettura militare napoleonica, al quale è legata una pagina importante della storia del Risorgimento nazionale nella insurrezione contro il governo austriaco nei moti rivoluzionari del 1848-1849, che hanno visto i cittadini di Mestre coagulare intorno alla città migliaia di patrioti volontari provenienti da tutte le parti d’Italia, che hanno liberato la città.

FORTE MARGHERA rappresenta un complesso MONUMENTALE di enorme valore storico-identitario della città di Mestre e della città di Venezia. Tale interesse è stato riconosciuto con Decreto del Ministro per i Beni Culturali e Ambientali del 7 marzo 1980, a cui sono seguite prescrizioni di tutela indiretta del Soprintendente Regionale per i Beni e le attività culturali del Veneto del 28/11/2002.  

Furono gli stessi austriaci che iniziarono l’edificazione del forte agli inizi del XIX° secolo, per la difesa di Venezia e del suo Arsenale dagli attacchi via terra.

Dopo la cessione del Demanio, questo complesso unico anche dal punto di vista ambientale, tra mare e terra, con una vegetazione rigogliosa e fonte di biodiversità nel territorio comunale, è diventato un punto di riferimento per i cittadini che in modo spontaneo hanno usufruito di una socialità particolare e “protetta” dai circuiti del consumismo e della mercificazione.

In questo contesto la prevista realizzazione della infrastruttura quale il “Parcheggio intermodale lungo via Forte Marghera”, nella parte della “Lunetta” esterna di Nord Ovest, determina un’inversione dei valori paesaggistici e storico-monumentali del luogo.

Il parcheggio e il posizionamento di lampioni per l’illuminazione altera artificiosamente la percezione visiva del Forte dalla strada di ingresso e dalla via d’acqua.

Le attività di scavo e di ri-profilazione del terreno modifica l’unico caso di modificazione altimetrica del suolo percepibile all’interno della città di Mestre, frutto del lavoro degli ingegneri militari austro-napoleonici, che rappresenta uno degli elementi caratteristici storico-architettonici del complesso manufatto.

Non è stato effettuato il procedimento di verifica dell’interesse archeologico (VIARC).

Non risulta condivisibile la sostituzione del piano di calpestio in erba con la prevista pavimentazione in calcestruzzo e addirittura asfalto: i prati esterni di FORTE MARGHERA non sono un incidente della storia, ma rappresentano un complesso sistema di “servitù militari” che impediva le edificazioni nei pressi del FORTE.

UNA NUOVA VIABILITA’ CARRABILE DI ACCESSO AL FORTE, snatura il progetto di Parco voluto dall’architetto DI MAMBRO, come parte del complesso PARCO di SAN GIULIANO, con effetti intuibili sullo sviluppo di una viabilità che privilegia il mezzo privato inquinante ed impattante sul consumo di suolo e sul patrimonio verde della città.

Dalla natura di “bene culturale del terreno in oggetto” da cui discendono i vincoli sopra descritti tale intervento potrebbe costituire una violazione del Codice dei Beni culturali nella parte in cui si stabilisce che essi non possono “essere distrutti, deteriorati, danneggiati o adibiti ad usi non compatibili con il loro carattere storico o artistico oppure tali da recare pregiudizio alla loro conservazione”

Questa petizione vuole supportare la formale richiesta di parere sull’intervento al Consiglio superiore Beni Culturali e paesaggistici. I lavori in oggetto costituirebbero un “precedente” molto pericoloso per la tenuta dei valori paesaggistici in tutto il Paese, e costituire una “diffida morale” al Comune di Venezia e alla Fondazione Forte Marghera nel proseguire in interventi anche interni non rispettosi del complesso monumentale, già previsti e iniziati all’interno del Forte.