ECOMOSTRO DI AMIANTO A ROBELLA

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Toti Micciche ha lanciato questa petizione e l'ha diretta a Comune di Robella e a

La storia : a Robella (AT) dopo la cessazione dell'attività della Sicer (produceva piccoli elettrodomestici) avvenuta nel 1988, era subentrata un'azienda impiegata nello stesso settore ma venne chiusa dopo poco tempo. «L'immobile venne poi acquisito dalla società Bellonia di Torino che voleva insediare attività commerciali, tanto che  " all'ufficio tecnico venne richiesto il cambio di destinazione " ricorda il primo cittadino.

I finanziatori auspicati non arrivarono mai e non se ne fece nulla. Il bene passò alla Beta di Torino, immobiliare ora messa in liquidazione e la società incaricata del procedimento ha sede a Lecce. «Dopo una serie di ricerche si è riusciti a contattare il professionista incaricato ma la sua risposta è stato tanto sintetica quanto disarmante. " Non ci sono soldi per la bonifica " aggiunge il Sindaco Gavosto. Impossibile per il Comune intervenire su una proprietà privata e non è percorribile la strada dell'ordinanza coercitiva con obbligo di messa in sicurezza. «Sarebbe un cappio al collo per il Comune, consapevole che questa non verrebbe rispettata; si troverebbe così obbligato in tempi contingentati ad intervenire non solo per la bonifica ma anche al ripristino per non rischiare cause legali dalla proprietà» rimarca il sindaco.

Il ruolo dell’Arpa

L’Arpa ha concesso al comune tempo fino a maggio 2020 per avviare la bonifica.  Come si può pensare che un Comune con un bilancio da circa 600 mila euro possa farsi carico di spese per alcune centinaia di migliaia sull’ex Sicer ?.

Al momento non vi è ancora nessun preventivo di massima ma l'ispezione condotta dall’Arpa ha accertato che la superficie non è limitata ai 3 mila metri quadrati come appare dall'esterno ma addirittura è quasi doppia. Infatti a fine anni '80 in seguito ad una rovinosa grandinata che aveva pesantemente danneggiato la copertura questa non venne sostituita bensì ne fu sovrapposta un'altra sempre in Eternit (il cui uso venne bandito solo nel 1992). —

Conclusione : perchè con poche centinaia di euro non si può procedere ad una copertura provvisoria che impedisca la fuoriuscita delle fibre di amianto ? 

Se poi si considera la posizione in cui si trova, lungo il bordo di una strada ad alta frequentazione (soprattutto autocarri), che collega le provincie di Asti, Alessandria e Torino, ciò sembra costituire un’ulteriore facilitazione alla diffusione delle fibre.

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