Rendiamo l'Ex Macello di Padova Bene Comune

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L’EX MACELLO DI VIA CORNARO: una delle prime sperimentazioni di rigenerazione urbana a Padova.

STORIA DELL’EX MACELLO E DELLA COMUNITA’ CHE LO HA SALVATO DAL DEGRADO

L’Ex Macello di via Cornaro occupa una superficie di circa 17.000 mq nel quartiere Portello di Padova. Venne dismesso e lasciato in abbandono nei primi anni ’70 del secolo scorso.

Nel 1972 il WWF diede inizio, in collaborazione con alcuni professori universitari di Padova e con altre associazioni naturalistiche e culturali, ad una campagna di sensibilizzazione con proposte di destinazione a Parco Didattico dell'area verde con primi interventi di pulizia del Parco stesso.

Il proliferare delle attività attorno a questa iniziativa e la necessità di collegarle e coordinarle, determinò la costituzione nel 1975 di una Associazione di Associazioni denominata Comunità per le Libere Attività Culturali, che si proponeva l'unione delle associazioni culturali, nonché il recupero e l'utilizzo dello spazio e dei fabbricati dell'ex Macello.

Fu sotto le pressioni della CLAC che venne approvato un progetto di sistemazione delle alberature che fu portato a termine nel 1980, quando si assistette all'ingresso ufficiale della CLAC, con “Lettera di incarico” del Sindaco Merlin, nei locali della attuale sede.

Nel periodo che va dal 1984 al 1986, su forte spinta organizzativa da parte della CLAC, il Comune in collaborazione con l’Istituto Edile Professionale di Camin (PD), portò a termine il restauro della sala di macellazione bovini – oggi detta anche cattedrale o, più propriamente, basilica – per destinarla ad esposizioni e dell'ex sala macellazione ovini che iniziò il recupero rifacimento del tetto del cosiddetto Corpo a T, ad oggi sede del Planetario, e di altri edifici dell’area, con il solo onere del costo dei materiali e della direzione dei lavori.

Nello stesso anno la Regione Veneto riconobbe la CLAC tra le istituzioni regionali di maggior rilevanza culturale.

Nel 1986 l'intera area venne quindi inclusa negli elenchi previsti dall'art. 2 della legge 29/6/39 n. 1497 che la dichiarava vincolata in quanto zona di notevole interesse pubblico [L 1497].

Grazie alle attività di scambio culturale con l'estero e alle iniziative interne delle diverse Associazioni l'area si arricchì negli anni seguenti di strutture uniche nel loro genere per il territorio padovano: un orto biologico (1980), una ricca biblioteca con più di 5.000 volumi riguardante in particolare cultura e ambiente del Veneto, un planetario (1982), la camera iperbarica (1983), un telescopio (1986), due stagni (1985-86), un essiccatoio solare e un settore a forma di spirale in mattoni per le erbe aromatiche (1987); vennero inoltre ristrutturate le coperture di alcuni edifici come lo svuotatoio ventricoli e l'edificio per la lavorazione delle carni vicino al ponte delle Gradelle.

Mentre negli ultimi anni l'ex Macello arricchì ulteriormente la sua dotazione con una serra biotermica (1991), una doccia solare (1991) e una biblioteca internazionale per l'infanzia dotata di 5.000 volumi. Nel convegno della Federazione Mondiale delle Associazioni, Centri e Club UNESCO (FMACU) di Dakar del 1991 il Laboratorio Culturale della CLAC e l'area dell'ex Macello vennero dichiarati Tesoro del Mondo nell'ambito dell’Operazione “Amici dei Tesori del Mondo” avviata con il decennio Culturale 1988-97 dell'UNESCO.

Il fondatore e Segretario Generale della CLAC Francesco Piva, scomparso nel 2016, raccolse nel corso di alcuni decenni elaboratori elettronici di notevole interesse sul piano storico-scientifico con l’obiettivo di creare un museo dell’informatica e di sensibilizzare la cittadinanza al corretto utilizzo della tecnologia.

Nel 2013 il Comune ha raso al suolo la maggior parte delle specie arboree presenti nel Parco Didattico, dichiarando in seguito che l’operazione fosse frutto di un errore. Dal 2013 in poi non si è mai premurata di svolgere la manutenzione dell’area verde fino a che nel 2018 l’area del Parco Didattico è stata transennata in quanto pericolosa.

La CLAC ha perso quindi la possibilità di ospitare le consociate che avevano sede nell’area verde ma ha proseguito le sue attività nell’area fino a gennaio 2020, quando è stata sgomberata, SENZA PREAVVISO, dal Comune di Padova, per addotti motivi di inagibilità degli edifici.

A settembre 2019 aveva presentato al comune un progetto per la manutenzione, la salvaguardia e lo sviluppo dell’area come Laboratorio di economia circolare applicata, con la finalità di rendere lo spazio BENE COMUNE della cittadinanza.

La proposta serviva a muovere i primi passi per fare la manutenzione degli impianti e degli infissi, nonchè dell'area verde. Lavori per i quali la CLAC proponeva di studiare insieme al Comune la modalità dell'auto-recupero cioè il mettere a disposizione le proprie energie e competenze  cioè la partecipazione da parte della comunità alle opere di restauro e alla ricerca dei fondi.

La CLAC non ha svolto alcuna manutenzione negli spazi perchè non aveva l'autorizzazione.

Solo nell’ultimo anno la CLAC ha organizzato più di un centinaio di laboratori - sul software libero, di cucina, di riciclo, recupero e auto-produzione - pranzi e cene sociali ogni settimana, dibattiti ed eventi culturali, artistici e di intervento sociale. Negli spazi dell’ex Macello si distribuiva gratuitamente frutta e verdura e trovavano ospitalità iniziative di singoli e associazioni che non avevano uno spazio a disposzione, il tutto gestito tramite un'assemblea settimanale aperta a tutti i cittadini e con la modalità dell'offerta libera.

PER QUALI RAGIONI VIENE DISCONOSCIUTO IL RUOLO DELLA CLAC ALL’INTERNO DELL’EX MACELLO

Ad aprile 2019 l’Assessore alla Cultura Andrea Colasio, senza aver avviato alcun dialogo con la CLAC, presenta il progetto di destinazione dell’area dell’Ex Macello a Cittadella della Scienza, dichiarando che gli spazi dell’Ex Macello verranno adibiti a Museo dell’Informatica e visite naturalistiche guidate, escludendo la CLAC sia dalla progettazione che dalla gestione dello stesso e di fatto facendo proprio il progetto costruito in 45 anni di fatica da parte della CLAC.

In seguito allo sgombero i cittadini apprendono dai giornali che la gestione dell’area verrà gestita dalla società “Le Pleiadi” che la trasformerà in luogo adibito alla cultura a pagamento.

LE DOMANDE DELLA CLAC ALLE QUALI IL COMUNE NEGA QUALSIASI TIPO DI RISPOSTA

  • La palazzina dalla quale la CLAC è stata sgomberata ospita tuttora l’associazione Astrofili che si riunisce al suo interno. Com’è possibile che una palazzina sia inagibile solo a metà? Si richiede che vengano rese pubbliche le perizie sulla tenuta statica dell’edificio.

  • Nella nuova destinazione dell’area a Cittadella della Scienza, verrà preservata un’unica attività artistico-culturale: il laboratorio di affresco gestito dall’associazione Accademia dell’Affresco, fuoriuscita a causa di morosità nel pagamento delle quote dovute alla CLAC. Come mai viene riservato un trattamento di favore a questa associazione che continua a svolgere le proprie attività all’interno dell’area verde dalla quale tutte le associazioni della CLAC sono dovute uscire per motivi di sicurezza?

  • La CLAC ha richiesto nel corso degli incontri avuti in seguito allo sgombero con il Comune che venga reso pubblico il progetto di Cittadella della Scienza che il sindaco Giordani in febbraio 2020 diceva di non conoscere ancora. Quali sono le motivazioni per le quali tale progetto non è ancora stato presentato nel dettaglio alla cittadinanza? Quali sono le motivazioni per la quali è preferibile al progetto proposto dalla CLAC, frutto di decenni di studio ed esperienza nell’area e di numerosi incontri di progettazione partecipata con la cittadinanza, e quale sarà il rapporto tra l’amministrazione e la società Le Pleiadi?


La CLAC richiede che l'amministrazione risponda a queste domande e espliciti i motivi per i quali non intende valorizzare e riconoscere l'importanza di uno dei primi processi di rigenerazione urbana in Italia.

Il progetto della CLAC per l'Ex Macello di Padova è sostenuto da decine di associazioni, cooperative ed enti che ne riconoscono il valore. Anche una delle parti politiche al governo della città, Coalizione Civica, dice di sostenere il progetto.

Grazie al generoso gesto di uno dei cittadini che la sostengono, la CLAC ha reperito 500.000 Euro da destinare ad una  Fondazione di Partecipazione tra Comune e CLAC, nell'area dell'Ex Macello. Con questa cifra sarà possibile adeguare gli edifici, fare la manutenzione degli impianti e dell'area verde e riaprire lo spazio alla città.

Tristemente anche questa proposta, presentata al Comune in aprile 2020, non ha ricevuto NESSUNA risposta, nonostante negli incontri successivi allo sgombero le dichiarazioni degli assessori delegati ad occuparsi dell'Ex Macello avessero indicato proprio questa prospettiva di sviluppo, ma a seguito di lavori di restauro per i quali non c'era ancora la disponibilità economica.

La battaglia in corso è una battaglia dell'intera città di Padova poichè la finalità della CLAC è che gli spazi dell'Ex Macello divengano BENE COMUNE, ad USO CIVICO, per la cittadinanza.

Mai come in questo particolare periodo storico il concetto di Comunità assume un ruolo centrale per trasformare l'esistente e costruire un futuro in cui la sostenibilità sia anche accessibile a tutti e non solo un privilegio per pochi.