Vittoria

SI ALLA GRIGLIA IN PIAZZA DEL PLEBISCITO. NO aumento costi, tempi e disagi

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I cittadini di Napoli per Napoli
Napoli è una città in grande difficolta per problemi storici e per una pessima gestione amministrativa che sta rendendo sempre più difficile la vita dei suoi abitanti privati di servizi essenziali, con trasporti da terzo mondo e cantieri infiniti come quello di via Marina. Una delle poche opere che, dopo trent’anni di tribolazioni, stava procedendo nei tempi dovuti e che una volta ultimata avrebbe portato grandi benefici alla mobilità cittadina è quella della metro che oggi subisce uno stop ad opera del Governo gialloverde e in particolare del MIBAC.
Il Ministero dei Beni Culturali e Turismo, retto da Alberto Bonisoli dei Cinquestelle, sollecitato da parlamentari dei Cinquestelle e da vari comitati, ha bloccato la realizzazione della linea sei della metro napoletana revocando il parere favorevole espresso dal Soprintendente Garella alla realizzazione di una griglia di aereazione della camera di ventilazione in Piazza del Plebiscito e imponendo la realizzazione della stessa in Largo Carolina.
«La realizzazione della griglia di aerazione della camera di ventilazione in Piazza del Plebiscito determinerebbe un'inopportuna discontinuità nell'assetto della pavimentazione della piazza stessa, inconciliabile con la tutela alla quale la piazza è sottoposta». Questa la motivazione espressa dal Ministero per i beni e le attività culturali nella nota ufficiale inviata al Comune di Napoli, in cui si annulla il permesso di aprire la camera di ventilazione della Linea 6 al Plebiscito. Il sovrintendente Garella dovrà emettere un nuovo provvedimento per l’autorizzazione delle opere in variante in largo Carolina quando il Comune fornirà un nuovo progetto.

A prescindere dal fatto che la pavimentazione della piazza è costituita da banali cubetti di porfido di epoca nemmeno tanto antica; non si è tenuto in alcun conto il problema dei costi che lieviteranno enormemente e la complessità dei lavori a farsi laddove la soluzione inizialmente proposta sfruttando le cavità esistenti avrebbe portato alla conclusione dei lavori in un solo anno.
Per non avere 25 metri quadrati di griglie su una piazza di 25.000 metri quadrati si è imposta al Comune una variante che comporterà:
• un aumento dei costi di almeno otto milioni di euro (che tra l’altro non ci sono),
• lavori complessi di scavo (con spostamento di sottoservizi e consolidamento dei fabbricati limitrofi) e a rischio di fermo per il probabile ritrovamento di reperti archeologici,
• grandi disagi ai residenti ed al traffico con il blocco della circolazione di tutta l’area di Pizzofalcone e dei veicoli provenienti dal Corso Vittorio Emanuele,
• una durata del cantiere di almeno tre anni,
• la perdita dei finanziamenti europei visto che non si riuscirà a terminare i lavori nei tempi previsti.
Non va bene: è evidente che questa imposizione del Ministero porterà al blocco sine die dei lavori della linea sei della metro.
Napoli non può pagare un prezzo tanto alto alla logica dell’immobilità e della conservazione a oltranza se non dei giochi della politica incosciente che persegue propri interessi piuttosto che quelli dei cittadini.
E’ arrivato il momento che i napoletani comincino a farsi sentire, diciamo no a tutto questo.

Noi questa grata di 25 mq (che sui 25.000 mq della piazza nemmeno si noterà) a piazza del Plebiscito la vogliamo perché vogliamo che questa importante infrastruttura sia terminata e che funzioni. Basta giochi sulla pelle di Napoli!



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