Diretta a Comune di Milano

Ridiamo le aule alla Manara

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La chiusura della sede di un’istituzione culturale è certamente, di per sé, un fatto odioso. Ma forse, prima di lanciarsi in accuse contro l’orrore della burocrazia, può valere la pena questa volta leggere la vicenda anche da un’altra prospettiva.


Nel 2013 il Comune di Milano ha ceduto in locazione gratuita per due anni all’Associazione Italia Russia i locali del secondo piano del plesso della scuola secondaria “Manara” dell’Istituto Comprensivo “Morosini – Savoia”. Fino a due anni prima i locali erano stati regolarmente utilizzati per ospitare le classi della scuola primaria, che frattanto era in ristrutturazione; versavano sì in una condizione di semi-abbandono, che però non è dissimile dalla condizione che, per mancanza di risorse, affligge la maggior parte degli edifici scolastici del nostro Paese.
Il contratto di affitto stipulato fra il Comune di Milano e l’Associazione Italia-Russia prevedeva che, allo scadere dei due anni, qualora la scuola avesse avuto l’esigenza (prevista) di riutilizzare per sé i locali, la locazione avrebbe avuto termine.
Il contratto era stato nel frattempo rinnovato fino al 30/6/2017 con concessione temporanea e nell’ultimo anno scolastico con uso promiscuo dei locali
Dal luglio 2015, quindi ben prima della scadenza del contratto, il Dirigente Scolastico, alla luce del vistoso incremento della popolazione scolastica, ha richiesto al Comune l’uso dei locali. L’Associazione ha chiesto e ottenuto un’ulteriore proroga di un anno con l’obbligo di concedere alla scuola l’utilizzo di due aule 2016/2017.
La convivenza è stata difficilissima, dal momento che Italia-Russia lamentava (a ragione) l’incompatibilità fra le esigenze di una scolaresca e quelle della sede di un’associazione culturale.
Oggi la nostra scuola cresce ancora: nell’anno scolastico 2017-2018 si formeranno ancora due classi in più rispetto al precedente anno scolastico. Materialmente non abbiamo più dove mettere le aule: abbiamo già rinunciato a tutti gli spazi possibili, inclusi il laboratorio di arte, l’aula di musica, l’aula dedicata ai corsi di alfabetizzazione per i ragazzi neoarrivati in Italia… Il prossimo passaggio, paradossale, sarebbe allestire le aule nei corridoi.
Le aule a nostra disposizione sono 16 e il prossimo anno avremo 20 classi da sistemare
Vale forse la pena qui spendere due parole sulla nostra scuola. È una scuola che si espande perché porta avanti una didattica innovativa e fortemente orientata all’inclusione e alla formazione di cittadini responsabili e consapevoli. È una scuola aperta al territorio, che lavora per mettere in comunicazione il mondo del sapere e quello della vita reale. È, a tutti gli effetti, un’istituzione culturale che coinvolge 500 ragazzi e le rispettive famiglie e che, grazie al lavoro condiviso di insegnanti, personale ausiliario, genitori, enti con cui collabora, continua a crescere. Non ha forse anche lei il diritto di fruire degli spazi che le sono dovuti?

Un gruppo di insegnanti della scuola Carmelita Manara

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  • Comune di Milano

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