NOI DICIAMO SI’ AL NUOVO PARCO DEL TE

NOI DICIAMO SI’ AL NUOVO PARCO DEL TE

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Marco Sivero ha lanciato questa petizione e l'ha diretta a Comune di Mantova

In questi giorni leggiamo di una petizione on line lanciata dall’ex candidato sindaco Stefano Rossi, oggi consigliere comunale di minoranza, per dire no al nuovo parco del Te.

Il “fastidio provato” dal succitato consigliere comunale di minoranza, per tale progetto, pare tuttavia essere solo suo, dato che FI e FDI si dissociano nettamente aggiungendo in maniera più costruttiva e logica, che è “meglio confrontarsi sul progetto” definendo addirittura tale petizione una “pagliacciata”; oltretutto lo stesso dimostra di essere poco informato sia sul progetto che sui relativi fondi occorrenti alla sua realizzazione.

Infatti, Rossi dovrebbe sapere e conseguentemente spiegare che i 5 milioni di euro, sostanzialmente i 2/3 della somma occorrente, provengono dal Mibact (Ministero  dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo) che ha accolto il progetto presentato nell’ambito dei ““Grandi progetti beni culturali” unitamente ad altri 10 progetti, presentato dalla giunta Palazzi a gennaio 2020. Lo stesso Rossi dovrebbe anche spiegare, visto che si apprestava ad amministrare una città come la nostra, che i fondi stanziati per tale opera dal Ministero, non possono essere distratti e utilizzati per altri progetti o situazioni, altrimenti verrebbero persi, inoltre dovrebbe altresì sapere che nei precedenti 5 anni la giunta Palazzi ha aderito e vinto bandi nazionali ed europei portando a Mantova quasi cento milioni di euro utilizzati per opere e progetti per la nostra città, quindi non siamo assolutamente preoccupati per il futuro, solo chi non sa come o cosa fare lo è..

Rossi si dilunga nella spiegazione per motivare la sua petizione, (che in tre giorni ha raccolto poco più di 100 firme..), in un amarcord dei bei tempi andati, sostenendo in tutto il suo elucubrare che comunque tale area andrebbe - utilizzando il plurale majestatis -  “certamente riqualificata come anche noi sosteniamo da tempo”. Quindi? Quali sarebbero le sue idee in merito? O preferisce forse perdere un finanziamento di 5 milioni di euro?

La spiegazione continua poi con dubbi ed inconsistenti “costi per albero” per arrivare al computo totale, dimostrando solamente di non conoscere per nulla il progetto nel quale sono inseriti: nuove luci, aree dedicate alla cultura, chioschi alberati, isole verdi, camminamenti e aree attrezzate per fare musica o altri eventi, realizzando una grande arena verde per la vita quotidiana dei cittadini, per le famiglie, per gli sportivi, per le scuole e per le iniziative culturali.

Lascia poi basiti il fatto che Rossi consideri il parco del Te “all’estrema periferia della città” quando lo stesso ne è parte integrante e che è raggiungibile con una passeggiata di un quarto d’ora, percorrendo peraltro le vie e le strade con negozi e attività che trarrebbero certamente vantaggi da questa importante opera..  

Oltretutto, grazie al servizio navette peraltro gratuite si può comodamente lasciare l’auto al parcheggio gratuito di Porta Cerese, raggiungendo il centro di Mantova in 4 minuti evitando peraltro di intasarlo come lo stesso Rossi vorrebbe (togliendo le ZTL) con le auto aumentando inquinamento e polveri sottili.

Infine, va ricordata la medesima opposizione per la riqualificazione proposta per l’ex aeroporto di Migliaretto, quello sì, da decenni è “un campo di patate”, per il cui cambio di destinazione con richiesta di passaggio al Comune da parte della Regione, 3.700 cittadini hanno firmato online in pochi giorni.

Preservare e valorizzare la storia significa avere un'idea di città che non dimentichi il passato, tutelandolo e valorizzandolo, senza rimanerne tuttavia talmente legata da non aprirsi al futuro facendola morire di una lenta agonia, ripensadola più vivibile, sostenibile ed europea, come peraltro  avviene nella vicina Verona, più volte presa ad esempio dallo stesso Rossi in campagna elettorale, nella quale vi è un medesimo progetto già approvato da Comune e Regione, presso l’ex scalo merci ferroviario denominato Central Park.

Chi ignora le opportunità derivanti da tali progetti è destinato a vivere un pericoloso e incontrovertibile oblio, senza tener conto che la sostenibilità ambientale unita alla cultura e alla storia, è un importante elemento attrattivo per gli investitori potendo così fornire nuovi impulsi all’economia del territorio e importanti opportunità per le generazioni future.

Perciò noi diciamo sì alla realizzazione del nuovo Parco del Te!

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