Le buone mense non si toccano!

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Con una decisione unilaterale e senza preavviso ai soggetti coinvolti, l’amministrazione comunale di Macerata ha in programma di stravolgere una delle eccellenze del sistema scolastico locale: Mense Verdi Bio. Dal primo marzo di questo anno, infatti, cinque scuole cittadine vedranno una riorganizzazione del servizio mensa che andrà a penalizzare fortemente la qualità e la cura di cui i nostri figli hanno potuto godere finora. Con un colpo di spugna che ci viene fatta passare per miglioria, infatti, l’amministrazione comunale, tramite l’assessore preposto Katiuscia Cassetta, cancellerà nelle scuole citate (Mameli, Villa Serra, Frank, De Amicis, Natali) il servizio mensa interno, che verrà quasi interamente delegato a un refettorio esterno, che si troverà quindi a preparare pasti per centinaia di bambini contemporaneamente, pasti che verranno poi, in un secondo momento, trasportati nelle varie mense. La decisione ci viene raccontata come volta a rendere più efficiente e sicuro il servizio, ma questa presa di posizione ci sembra francamente paradossale e anacronistica. Come può un pasto non preparato al momento e in loco essere considerato più sicuro, addirittura migliore? Come possiamo pensare che una cuoca che prepari trenta pasti possa essere “meno efficiente” di una che sia costretta a prepararne trecento? Ci sembra anche singolare che l’assessore Cassetta si presenti oggi a favore dell’esternalizzazione del servizio mensa quando, da membro del Consiglio di Amministrazione della Scuola Privata San Giuseppe, presentava come “struttura d’avanguardia” (cit. dal sito web della detta scuola) la propria mensa interna. Ci chiediamo quindi come possa una mensa interna essere allo stesso tempo considerata un punto a favore in una scuola privata e un punto a sfavore in una pubblica. Non vogliamo, come genitori, cittadini e contribuenti, che un servizio di eccellenza possa essere consentito soltanto a quelli che possono o vogliono pagare abbastanza da poterselo permettere. Il buon cibo è un diritto. Il buon cibo è una realtà, oggi, e è anche il motivo per cui abbiamo scelto di mandare i nostri figli in queste scuole, e non possiamo accettare che solamente per questioni economiche questa realtà venga smantellata. La qualità della vita è data dalla cura che noi tutti diamo e riceviamo, in ogni cosa, e non siamo disposti ad accettare compromessi in nome del presunto risparmio.