Raccolta firme Angelo e Andrea

Raccolta firme Angelo e Andrea

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Samuele Vegna ha lanciato questa petizione e l'ha diretta a Comune di Grezzana

Angelo Amato e Andrea Gardoni si incontrano 5 anni fa e scoprono il loro amore. Quattro anni fa decidono di sposarsi e il loro matrimonio avviene in Spagna a Barcellona, perché in questo Paese due persone dello stesso sesso non possono ancora sposarsi.

 


Aprono una ditta edile a verona, la città dell’amore lavorando sodo fianco a fianco, e l’inizio dell’attività promette bene. Così, fra un progetto e l’altro, iniziano a sognare: una casa da ristrutturare, programmi per il futuro e tanti desideri da realizzare.

 


Una sera, l’11 agosto 2018, Angelo e Andrea stanno passeggiando mano nella mano nella centralissima Piazza Bra, quando nei pressi della Gran Guardia un gruppo di ragazzi iniziano a insultarli con ingiurie, frasi omofobe e volgari. La coppia sceglie l’indifferenza, ma proseguendo gli insulti continuano, fino a trasformare quel semplice scherno in violenza fisica: Angelo viene spintonato e Andrea colpito violentemente al volto.

Interviene una pattuglia di Vigili Urbani che si limita a invitare la coppia ad allontanarsi. Angelo e Andrea fanno valere le proprie ragioni, spiegando l’accaduto e la violenza subita, ma questi, invece di intervenire, continuano a respingere la coppia invitandola ad andarsene. Solo attraverso una telefonata di Angelo interviene una pattuglia della Polizia di Stato, ma nel frattempo l’aggressore,  avvicinatosi ai Vigili, continua ad insultare la coppia (“Non vede che son due culatoni di merda?”). Gli aggressori si allontanano senza alcuna richiesta delle generalità o identificazione di sorta da parte degli agenti. All’arrivo dei poliziotti, i vigili cercano di giustificarsi sostenendo di non sapere che Angelo e Andrea siano sposati (come se questo possa giustificare la loro freddezza e incapacità di affrontare la situazione). In questa occasione gli agenti della Polizia di Stato hanno un comportamento professionale e umano con Angelo e Andrea, veramente meraviglioso nei loro confronti. Invitano la coppia ad andare in ospedale e successivamente e sporgere  denuncia (anche agli organi di stampa), preoccupandosi del loro stato emotivo.

Ma Angelo e Andrea non sanno che d’ora in avanti la loro vita sarebbe drasticamente cambiata, diventando un incubo.

Grazie all’adeguato sostegno da parte della stampa e alla loro voglia di lottare contro un odio ingiustificato come l’omofobia, il 19 agosto in Piazza Bra viene organizzata la manifestazione “Mano nella Mano” in solidarietà nei loro confronti. Più di mille persone partecipano e molte realtà della politica e dell’associazionismo veronese si stringono attorno alla coppia per dimostrare vicinanza e sostegno.

Ma per Angelo e Andrea cominciano i primi contraccolpi. Nei giorni seguenti alcuni contratti della loro azienda vengono annullati, ed inizia un periodo lavorativo molto difficile per loro.

La notte tra il 12 e il 13 Settembre avviene il culmine della vicenda. Dopo un’uscita serale e il ritorno a casa per mezzanotte e mezza, verso le due Angelo viene svegliato dalle urla e dai lamenti di Andrea. Andando all’ingresso trova il marito per terra intriso di benzina. Senza capire cosa stia succedendo, la sensazione è quella di vivere un film dell’orrore: Andrea non era in grado di spiegare l’accaduto, continua a piangere e lamentarsi del dolore agli occhi, alle mani e all’inguine. All’arrivo delle forze dell’ordine, si nota il quadro completo della vicenda: 30 litri di benzina sparsi sul ballatoio e le scale esterne, scritte offensive e minacciose, svastiche sui muri e sul lunotto dell’auto (“vi metteremo tutti nelle camere a gas”, “culatoni bruciate”).

Il personale medico trasporta Andrea d’urgenza all’ospedale che rischia di perdere un occhio, mentre Angelo rimane con gli agenti per il resto della notte per chiarire gli eventi e solo successivamente gli viene concesso di raggiungere il marito. Per qualche tempo la coppia lascia l’abitazione, ma al momento del ritorno la paura e il terrore non svaniscono: qualsiasi rumore li spaventa e sono costretti a dormire a turno per fare la guardia e sentirsi un minimo al sicuro.

Decidono di farsi assistere da uno psicologo, che si propone di aiutarli. Iniziano anche a  frequentare un gruppo dal quale nascono concreti aiuti verso la coppia, ma gli attacchi non finiscono.

Viene decapitata una statua all’ingresso della loro abitazione, Angelo subisce una nuova aggressione verbale in Piazza Bra il giorno della Manifestazione del 30 Marzo in opposizione al Congresso Mondiale delle Famiglie, il giorno seguente trovano la porta di casa bloccata dall’esterno con una sedia e durante la notte successiva a Pasquetta la loro auto viene imbrattata da uova marce.

Nel frattempo per Angelo e Andrea inizia un contenzioso con il Comune di Grezzana, a causa di una barriera eretta lungo il perimetro della loro proprietà per difendersi dalle incursioni, dagli sguardi e dagli insulti di alcuni passanti.

Ricevono quasi sempre solidarietà da parte dei loro concittadini che si schierano vicino alla coppia, con gesti carichi di significato che dimostrano il loro sostegno emotivo.

Pian piano cresce attorno ad Angelo e Andrea un gruppo di amici che li sostiene da un punto di vista morale ed operativo. Viene avviata una raccolta fondi per realizzare un impianto di videosorveglianza, per dare loro quel diritto alla serenità che tutti dovrebbero avere nella propria abitazione in un Paese civile e avanzato come il nostro. È in corso anche una raccolta firme indirizzata al Sindaco di Grezzana, perché venga autorizzata la barriera costruita lungo la recinzione per difendersi da ulteriori incursioni e minacce. è stata infatti contestata questa protezione e sono in corso procedimenti legali tra Angelo Andrea e il comune.

Abbiamo bisogno di una tua firma per sostenere la causa di Angelo e Andrea e far cessare le ostilità del Comune e le sanzioni, e per farli vivere nella piena serenità.

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