Impediamo la chiusura dei Centri di aggregazione a Carbonia

0 hanno firmato. Arriviamo a 1.000.


La decisione assunta dall’Amministrazione Comunale di chiudere il centro di aggregazione per anziani (gestito da una società ONLUS) di Via degli Artiglieri - ex Via Brigata Sassari, obbliga noi iscritti a prendere la parola per esprimere il malcontento dovuto alla scarsa attenzione che l’Ente Locale ha nei confronti di una cittadinanza sempre più anziana che usufruisce di tale servizio.

Non è una novità che la popolazione sta progressivamente invecchiando e che l’unica fascia di età destinata a crescere, è quella degli ultrasessantenni.

Si capisce quindi quanto sia importante investire nell’assistenza degli anziani non autosufficienti e/o di quelli autosufficienti,  affinché non vadano incontro a causa dell’isolamento sociale, ad un lento declino fisico e psichico della persona che, finita l’età lavorativa e della cura della famiglia, improvvisamente si sente inutile se non ha un’altra occupazione o altri interessi che li tengano impegnati.

Da circa vent’anni tale compito è stato assolto con successo dalle precedenti amministrazioni che via via hanno incoraggiato la nascita dei Centri di Aggregazione:

a)      Con la costruzione di strutture adeguate

b)      Con l’adeguamento di altre già esistenti

c)      Con la gestione affidata a cooperative

d)     E infine con la concessione delle sedi in comodato d’uso ad associazioni ONLUS.

Oggi… l’Amministrazione, non sappiamo bene per quale errata valutazione, ci mette in condizioni di non poter più usufruire di servizi che aiutano a vivere più serenamente.

Si precisa che alcuni utenti del nostro Centro vengono accolti anche se soffrono di patologie invalidanti  che gli stessi, essendo impegnati in attività quali: dipingere, creare, cucinare, ballare, fare bricolage o dedicarsi al giardinaggio, concentrano l’attenzione sui gesti che si compiono e vedono allontanarsi lo spettro del ricovero nelle case di cura per i disabili e/o la solitudine nelle proprie abitazioni.

Con la chiusura del Centro verrebbe inoltre meno, cosa da non sottovalutare, l’occupazione fornita a 6 operatori che, con dedizione e professionalità, svolgono un lavoro delicatissimo pagato in toto dagli utenti iscritti.

Si ribadisce come già detto in diverse occasioni che, continueremo a coprire tutti i costi relativi alla pulizia dei locali, ai consumi energetici e idrici nonché alla manutenzione ordinaria.

I sottoscritti invitano l’amministrazione a richiamarsi allo spirito di solidarietà sociale intesa nel suo significato più ampio teso a indicare l’insieme dei legami che uniscono il singolo alla comunità di cui fa parte e viceversa e a trovare la strada per riaprire con il nostro Centro un dialogo costruttivo.