Nuova mobilità per un rilancio economico e sociale della città

PETIZIONE CHIUSA

Nuova mobilità per un rilancio economico e sociale della città

Questa petizione aveva 126 sostenitori

Belluno che vive ha lanciato questa petizione e l'ha diretta a Comune di Belluno (Sindaco)

Il capoluogo del Parco nazionale delle Dolomiti bellunesi può diventare protagonista di un processo che, puntando alla moderazione del traffico privato, genera una crescita reale della qualità della vita e dunque delle condizioni per favorire il commercio e il turismo sostenibile in Valbelluna.

PER UN RINASCIMENTO BELLUNESE  

Hanno suscitato stupore e dissenso le notizie di stampa sull'ipotesi che la giunta comunale di Belluno voglia trasformare in un parcheggio piazza Duomo (già sciaguratamente riaperta al traffico nel 2006).

Se così fosse, si tratterebbe di un'iniziativa in continuità con le politiche urbanistiche regressive della precedente amministrazione di centrodestra, uscita sconfitta dalle urne probabilmente anche per l'incapacità di avviare un percorso di innovazione in un ambito strategico.

Assecondare l'idea che il centro di Belluno va vissuto in automobile rappresenta un segnale che mortifica le aspettative di molti cittadini e elettori che si attendono un cambio di passo, dopo decenni di tentennamenti e immobilismo dovuto forse alle resistenze di qualche minoranza.

In questa prospettiva, la vicenda di piazza Duomo è emblematica e indica l'urgenza dell'elaborazione di una visione forte sul futuro della città e del suo ruolo nel contesto provinciale, in una fase storica che presenta preoccupanti indicatori di una decadenza in larga parte riconducibile al ruolo di classi dirigenti che in passato, probabilmente, non sono state all'altezza della bellezza del territorio in cui operavano.

Belluno, città alpina, capoluogo del Parco nazionale Dolomiti bellunesi, non può eludere la sfida di un salto di qualità urbanistica, elemento essenziale della vivibilità ma anche della capacità del sistema urbano di confrontarsi con la concorrenza esterna nel commercio e nel turismo.

Non dimentichiamo che il capoluogo provinciale è naturalmente un attrattore di traffico e con le sue scelte sulla mobilità può influenzare significativamente l'intera rete degli spostamenti nella macroarea della Valbelluna e dintorni.

Rinnovare il tessuto urbano significa, innanzitutto, porsi la questione della sua fruibilità per gli esseri umani: nel caso di Belluno si potrà facilmente verificare che gli spazi sono occupati dalle automobili, ferme o in movimento.

Si tratta di una condizione che degrada il centro sia dal punto di vista paesaggistico – compromettendone l'appeal turistico – sia più banalmente in termini di inquinamento atmosferico e acustico. Anche il centro visitatori del Parco, che potrebbe essere uno dei biglietti da visita della città, è soffocato da un parcheggio – quello di piazza Piloni – che langue nello stato in cui si trovava già negli anni Sessanta del Novecento.

Il tutto appare tanto più paradossale se si tiene conto di un aspetto che caratterizza Belluno: la presenza di un enorme parcheggio ai piedi del centro storico al quale è collegato anche da un servizio di scale mobili. È mai possibile che anche in presenza di questa condizione per molti versi invidiabile (presenta peraltro criticità sistemiche che qui tralasciamo), gli amministratori comunali non abbiano avuto le visioni e il coraggio di costruire progressivamente, in questi ultimi vent'anni, una centro città libero dalle auto, fatto a misura di pedone, di ciclista, di bambino, di turista e di consumatore che si perde tra le vetrine dei negozi e i menù dei ristoranti?

Veramente la città che vogliono i nostri politici è questo enorme parcheggio diffuso tra ciottoli medievali e porte rinascimentali, un centro che mortifica con le scelte urbanistiche le sue bellezze architettoniche e la natura straordinaria che lo circonda?

I sottoscrittori di questa petizione chiedono alla giunta comunale di Belluno di cancellare ogni ipotesi di trasformazione di altri spazi di piazza Duomo in parcheggi e contestualmente di avviare un serio confronto con la cittadinanza per ripensare l'assetto urbano della mobilità, secondo premesse di innovazione, vivibilità e competitività economica e turistica.
In questa prospettiva, si suggerisce che gli amministratori bellunesi si confrontino con qualcuno dei loro numerosi colleghi, italiani e stranieri, che in questi anni hanno rinnovato e ravvivato le loro città mediante interventi di radicale trasformazione della mobilità, producendo anche un rilancio delle attività economiche nei centri storici.

Infatti, uno degli effetti collaterali positivi derivanti dalla espulsione del traffico è che in città si libererebbero molti spazi dove non solo migliorerà il paesaggio urbano, ma si potranno realizzare spazi utili alla convivialità, ad attività di rilevanza sociale e anche economica (centro commerciale naturale).
Le pedonalizzazioni, affiancate dall'adeguamento del sistema di trasporto collettivo e della rete ciclopedonale (favorendo anche forme di intermodalità auto+bus, bici+bus eccetera), nonché da una serie di iniziative di supporto per rivitalizzare e incrementare sensibilmente le attività in centro, sono la chiave per gettare le basi di un nuovo rinascimento urbano che richiede senz'altro visioni, coraggio e fatica da parte degli amministratori, delle categorie economiche e della cittadinanza.

Ma l'alternativa è vivacchiare - nell'aria sporca e il rumore - assistendo all'attuale declino, più o meno lento, di una città soffocata dal traffico, nella quale nemmeno la sua piazza centrale oppure la cattedrale sono risparmiate da una presenza di automobili dovuta probabilmente più alla pigrizia mentale delle classi dirigenti che alla disponibilità dell'opinione pubblica a partecipare a un grande progetto che proietti Belluno nell'avanguardia delle città alpine, quelle che mentre da noi si tergiversava sono andate incontro al futuro.

PETIZIONE CHIUSA

Questa petizione aveva 126 sostenitori