Apologia dello stupro a Sanremo? No, grazie!

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Spett.

Commissione parlamentare per l'indirizzo generale e la vigilanza dei servizi radiotelevisivi

Sede: Palazzo S. Macuto (II piano)
Via del Seminario, 76 00187 - Roma

segreteria: 06-67609415; 06-67609573; 06-67602117

fax: 06-67605321

Indirizzo e-mail: com_rai@camera.it

 

Al prossimo festival di Sanremo sarà presente un rapper che ha nel suo repertorio "canzoni" che inneggiano allo stupro, e sono piene di stereotipi di violenza sessista.

Si chiama "junior cally", questo è dal testo di una sua opera:

«Lei si chiama Gioia, beve poi ingoia.
Balla mezza nuda, dopo te la da.
Si chiama Gioia, perché fa la tr*ia, sì, per la gioia di mamma e papà».

«Questa non sa cosa dice. Porca tr*a, quanto ca**o chiacchera? L'ho ammazzata, le ho strappato la borsa. C'ho rivestito la maschera».

«state buoni, a queste donne alzo minigonne...»;

Il rispetto della persona umana, a prescindere dal genere, è uno dei fondamenti della nostra Repubblica, della nostra cultura. Non è libertà inneggiare al femminicidio, e farsi esempio di disprezzo della dignità femminile. Non è "moralismo" chiedere il rispetto della persona umana come soggetto di pensiero, sentimenti, vita, e non come mero oggetto di pulsioni sessuali.
Nella televisione pubblica simili personaggi non devono avere alcuno spazio.

Chiedo e chiediamo a codesta Commissione di intervenire per evitare l'uso di spazi pubblici a chi non ha rispetto per la dignità altrui, e "dignità" è sostantivo femminile.