FERMIAMO LA VIOLENZA E L'ODIO SUI SOCIAL NETWORK | LET'S STOP CYBER BULLYNG AND HATE

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IT:
Nell’ultimo periodo ognuno di noi ha dovuto affrontare un cambiamento significativo nelle proprie vite a causa delle misure previste per il contenimento del nuovo coronavirus, Covid-19.
Alcuni sostenevano e un po’ speravano che questo evento, dai tratti traumatici per alcuni, avrebbe portato una sensibilizzazione etica e morale in ognuno di noi, spingendo tutta la comunità a maturare sentimenti come empatia, compassione, generosità, gentilezza. Sui social era facile leggere “da questo ne usciremo più forti e saremo persone migliori”.
Il nove maggio 2020 – ma anche molto prima, poiché accade ogni giorno – sui social – e nella vita reale, ahimè - sotto gli occhi di tutti si è scatenato un fenomeno di odio spaventoso e di violenza verbale, di ingiurie, di minacce di morte e violenza e vessazioni ai danni di Silvia Romano, la volontaria rapita in Kenya dai terroristi di al-Shabbab, in merito alla sua liberazione dopo diciotto lunghi mesi di prigionia. Offese, ingiurie, cattiverie ed odio gratuito, minacce così gravi dal branco incontrollato che dilaga su internet, che hanno spinto il responsabile antiterrorismo della Procura di Milano, Alberto Nobili,
ad aprire un'inchiesta per minacce aggravate; e il Presidente del Consiglio dei Ministri, Giuseppe Conte, a ribadire l’ovvio e a mettere a tacere gli odiatori seriali in diretta, a reti unificate.
Milioni di utenti facebook – e non solo, come già detto – hanno con la loro irresponsabilità e cattiveria animalesca, condannato Silvia Romano ad un’ulteriore prigionia e paura quotidiana. Non si sta parlando di opinioni diverse che, se fatte nei giusti modi possono sempre creare un confronto costruttivo, ma si tratta solo ed esclusivamente di frasi di violenza, terrore e odio. Tutto ciò è umanamente inammissibile. 

Da questo caso è semplice comprendere come i milioni di profili sui social network, veri o falsi che siano, abbiano un’influenza preponderante sulla vita delle persone nonché sulla loro psiche; basti ricordare gli episodi di cyberbullismo o di revenge porn che ha determinato un numero davvero troppo elevato di vittime.
Ogni giorno vi è un uso incontrollato dei social network da parte di persone – a volte anche famose, purtroppo – che con una superficialità e una leggerezza imbarazzante, si lasciano andare a commenti di odio, di violenza e di insulti anche ai danni di ragazzi minorenni, che successivamente, per forza di cose avranno ripercussioni molto gravi sulla loro psiche, nonché sulla loro crescita individuale e di conseguenza sulla collettività. Questi processi la maggior parte delle volte sono irreversibili. Centinaia e migliaia di persone hanno dovuto successivamente combattere problemi di ansia, di paura sociale, di vergogna e in casi estremo anche con la morte. Centinaia e migliaia di vite sono state rovinate dalla leggerezza di  commenti di persone totalmente estranee alle nostre vite, nascoste dietro uno schermo. 
I social network sono ormai da troppo tempo un luogo in cui la gente, forte di essere dietro uno schermo, protetta dall’anonimato del web, riversa tutta la propria frustrazione e il proprio odio represso.
Un luogo in cui l’assenza di cultura, di educazione, di rispetto, porta gli account – che ricordiamo, sono sempre persone in carne ed ossa – ad esprimere cattiverie, minacce ed insulti come se chi le leggesse non fosse reale e non somatizzasse gli insulti. La mancata moderazione, l’istinto animalesco di prevalere ideologicamente e non sugli altri, l’incapacità di adoperare un registro civile e decoroso per esprimere un pensiero, deve immediatamente avere fine, allo scopo di attuare un cambiamento culturale e sociale di cui tutti noi abbiamo bisogno, che mira a ridurre l’odio e la violenza gratuita in ogni sua forma. 

Questa petizione ha lo scopo di chiedere e di pregare le istituzioni direttamente interessate, la Commissione Giustizia e Affari Sociali della Camera dei Deputati, la polizia postale, i gestori dei social network tutti di attuare un cambiamento che possa tutelare le persone in carne ed ossa dietro un account. Un provvedimento che possa attribuire e obbligare coloro che diffondono violenza e odio ad assumersi la responsabilità civile delle azioni e delle parole pericolose che ogni giorno, ogni minuto, ogni secondo infestano i social. Di moderare, di eliminare, di controllare l’odio e le vessazioni, l’incitamento al suicidio, gli auguri di stupri, di pestaggi, di violenze di vario genere, che ogni giorno qualcuno riceve, attraverso un maggiore controllo dei commenti e dei profili. Si spera che, successivamente ad un intervento iniziale, si possano attuare dei provvedimenti che portino questi carnefici a “pagare” e a rendersi uomini e donne responsabili delle proprie cattiverie che possono cambiare una vita in negativo e forse rovinarla per sempre. Attuare dunque dei provvedimenti seri e coscienziosi nelle misure possibili e previste dalla legge, nel modo in cui le istituzioni competenti riterranno opportuno.
Internet è ormai da tempo la realtà che ha sostituito la vita reale, quel posto insidioso in cui lupi e pecore si rifugiano e virtualmente si uccidono in modi animaleschi e violenti, inammissibili e ingiustificabili. Non è possibile ignorare le conseguenze che questo ha sulle vite di ognuno di noi.

Ognuno di noi può contribuire a rendere la società in cui vive un posto migliore, essendo lui stesso una persona migliore e spingendo gli altri ad esserlo. Ognuno di noi ha il dovere morale e sociale di contribuire a spezzare la catena di odio, di razzismo, di sessismo di cui ogni giorno possiamo essere, consapevolmente o meno, vittime o carnefici. 
Non facciamo lo stupido e vecchio errore di credere che a noi, o ai nostri cari, possa non succedere mai. Rendiamoci esseri umani anche di fatto!

EN: 

In the last weeks everyone of us has had to face a drastic change in our habits and in our lives due to measurements that states and governments from all around the world adopted to try to keep the Covid-19 outbreak from spreading even further.
Some thought -or maybe wished- that this traumatic event could have morally and ethically sensitised everyone of us, pushing us towards feelings like EMPATHY, COMPASSION, GENEROSITY, KINDNESS. On social medias it was easy to read users’ posts like “we’re going to come out in a better shape than before, we’ll be stronger and better people to each other”.


On May 9 2020 -as everyday on the social and in real life- we all witnessed dreadful words and acts of hate, verbal violence, insults threats and oppression perpetrated against Silvia Romano, an Italian volunteer aid worker kidnapped by terrorists from al-Shabaab and finally released in Somalia on that day, after deals with Italian Government.
Insults, hatred and threats on the internet so serious to get the counter-terrorism chief Alberto Nobili from the Court of Milan, to open a threat investigation.
From this case is easy to detect the phenomenon of cyber bullying, how millions of accounts on social networks -real or fake- can really affect the lives of people, causing the victims to suffer from anxiety, fear of society, self shame and even committing suicide.
Everyday there’s a wrong use of social media -sometimes even from famous accounts- packed of unconsidered superficiality, embarrassing frivolity, comments full of unjustified hate, threat and verbal violence, even against underage girls and boys. All of this will dangerously affect their psychology, most of the times irreversibly.
Social medias are a place where everyone can freely speak, but have also become a place for frustrated people, strong of being hidden from a computer, confident in their anonymity, to pour all their anger and repressed hatred. Without any form of basic culture, education, respect and good manners, these people -real people- are let free to express meanness, threat and insult like who is reading was not real.
This lack of moderation and self control, the animal instinct used to ideologically prevail, the inability to adopt a decorous and respectful register to express an opinion, HAVE TO END.
Social medias need to have a social and cultural change, meant to reduce hatred and violence.

This petition has the purpose to ask, to beg if we need, the institutions, the web and communication police, the social network managers to carry out a change in order to safeguard the real people victims of cyberbullying, porn revenge, verbal violence, threats, despicable word of hate and incitement to suicide, wish for beating, wish for rape and ingrate violence based on no reason. We need more control on social medias, comments and posts should be moderated or eliminated and whoever perpetrate disdain or hatred should take their responsibilities and eventually pay, in the way the competent institution will consider appropriate.
Internet is the new reality where people can comfortably hide and start wars with each other and we can no more ignore the consequences that this has on all of us. Everyone can make a difference and contribute to make a better society by starting with ourselves and give examples.
Everyone of us has the moral and social obligation to contribute to break the chains of hate, racism, sexism and abuse everyday we can be victims or perpetrator of.