I CITTADINI DI ANDRIA DICONO NO AI 5G!

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“Egregio Commissario Straordinario del Comune di Andria,

con il presente atto i cittadini di Andria  intendono sottoporre alla vostra attenzione la seria situazione di pericolo per la cittadinanza  a seguito dell'adozione sperimentale dei sistemi mobili di quinta generazione 5G.

Dopo la fase sperimentale del 2017 esaurita in alcune città pilota, dal 2019 sono iniziate in Italia le installazioni dei sistemi mobili di quinta generazione, noti come strutture 5G, che prevede il posizionamento di nuova infrastruttura tecnologica di milioni di gruppi di nuove miniantenne a microonde millimetriche su abitazioni, scuole, centri diurni, centri ricreativi, lampioni della luce, tombini dei marciapiedi e altro ancora. C’è poi anche il progetto di satelliti Wi-Fi lanciati in orbita nello spazio e di droni wireless per coprire il 98% del territorio nazionale di radiofrequenze e servire il 99% della popolazione col servizio del cosiddetto Internet delle cose, prevedendo un’impennata elettromagnetica ubiquitaria a cui la popolazione sarà esposta 24 ore al giorno, 7 giorni su 7, 365 giorni l’anno.

Ciò detto, si chiarisce poi che le radiazioni del 5G vanno a sommarsi a quelle della telefonia mobile attuale (2G, 3G, 4G)  e sistemi Wi-Fi e Wi-Max 

E' necessario valutare l’impatto sulla salute pubblica, sulla flora e sulla fauna, della sommatoria cumulativa e multipla di tali esposizioni prolungate nel tempo alla luce degli effetti biologici causati dall’esposizione sinergica a tutte queste frequenze, soprattutto in considerazione del fatto che la ricerca ha trovato effetti biologici potenzialmente responsabili di rischi di patologie neurodegenerative, come l’Alzheimer, ormonali, per la fertilità, nonché rischi per la flora e per la fauna, anche al di sotto degli attuali limiti di legge.

La situazione di rischio viene segnalata dal rapporto del 20.12.2018 dello SCHEER - il Comitato Scientifico per la Salute, l'Ambiente e i Rischi Emergenti della UE - che individua al punto 4.4 come rischio emergente per la Comunità gli "Effetti potenziali sulla natura dell'aumento delle radiazioni elettromagnetiche", specificatamente in relazione alla nuova tecnologia 5G.

Proprio per questo oltre 300 Sindaci americani promettono strascichi in tribunale mentre il 5G è stato bloccato a Bruxelles e in tre cantoni svizzeri, così come Olanda e Germania pretendono test che possano scongiurare un’overdose da elettrosmog e il Comune di Ravensburg progetta zone Free (cioè senza irradiazioni del 5G) per proteggere malati e categoria più a rischio, motivo per cui Portogallo e Malta non hanno ancora messo all’asta le nuove bande, al contrario del nostro Paese che s’è spinto molto più in là.

Infatti in Italia, bandita nel 2018 l’asta da 6,5 miliardi di euro per l’aggiudicazione dei lotti di tre nuove bande di radiofrequenze, è stata avviata la fase di sperimentazione del 5G nelle città di Prato, L’Aquila, Matera, Bari, Milano, a cui si sono aggiunte Roma, Torino, Genova e Cagliari, mentre con Delibera n° 231/18/CONS l’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni ha poi individuato un’ulteriore lista di 120 piccoli comuni d’Italia in cui, nei prossimi mesi, è prevista l’adozione del 5G.

L' installazione del 5G infrange, violandoli, diversi principi normativi nazionali, fra cui segnaliamo la L. 36/01 finalizzata, come dal nome stesso della norma, alla “protezione dalle esposizioni a campi elettrici, magnetici ed elettromagnetici”, e comunitari, a partire dal principio di precauzione sancito dall’articolo 191 del Trattato sull’Unione Europea (già art. 174 del TCE), di diretta applicazione e frequentemente richiamato nel diritto nazionale.

Tale principio generale è fatto proprio nella giurisprudenza della Corte di Giustizia Europea secondo cui “la protezione della salute ha la precedenza sulle considerazioni economiche” ed in diverse occasioni anche il governo dell’Unione Europea ha affermato che, quando una attività o una tecnologia susciti il forte dubbio di essere dannosa per la salute e per l’ambiente, occorre prendere le necessarie misure precauzionali anche in assenza di una chiara relazione causa-effetto dimostrata su base scientifica fra quell’attività e il danno che potrebbe derivare” [cfr. fra le altre la Comunicazione della Commissione Europea sul ricorso al principio di precauzione (COM(2000) 1 final. del 2 febbraio 2000)].

Infatti in Italia, bandita nel 2018 l’asta da 6,5 miliardi di euro per l’aggiudicazione dei lotti di tre nuove bande di radiofrequenze, è stata avviata la fase di sperimentazione del 5G nelle città di Prato, L’Aquila, Matera, Bari, Milano, a cui si sono aggiunte Roma, Torino, Genova e Cagliari, mentre con Delibera n° 231/18/CONS l’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni ha poi individuato un’ulteriore lista di 120 piccoli comuni d’Italia in cui, nei prossimi mesi, è prevista l’adozione del 5G.

Si ricorda inoltre che qualsiasi sperimentazione sull'uomo senza consenso rappresenta una violazione del Codice di Norimberga. 

L' OMS aveva già dichiarato i campi delle precedenti generazioni di apparati per le telecomunicazioni potenzialmente pericolose per l'uomo.

I campi elettromagnetici sono noti per essere in grado di alterare gli elementi base della vita quali acqua, membrana cellulare, genoma (DNA e RNA).

E' noto che questo tipo di radiazione possa raggiungere l'organismo interno attraverso la rete nervosa, il sistema linfatico e la rete sanguigna, e qui agire modificando e/o alterando la composizione cellulare.

Esistono tuttavia studi scientifici pregressi che hanno riscontrato, in correlazione all'esposizione a questo tipo di frequenze, danni alla pelle e agli occhi, modifica dell'espressione genica, alterazione del ritmo cardiaco e del'apparato riproduttivo, antibiotico-resistenza, ed altro ancora ( vedi ISDE- rapporto indipendente sui campi elettromagnetici, AA.VV. 2019 5G cellulari wifi un esperimento sulla salute di tutti, Adey WR 1993 Biological Effects of electromagnetics Fields - Journal of Cellular Biochemistry ).

Essendo il 5G una tipologia di onda corta, ha molta difficoltà a superare gli ostacoli come edifici o alberi, questo comporta che vi sia una fitta rete di antenne/trasmettitori, perciò in molti casi si è già provveduto all'abbattimento degli alberi.

Visto che s’ individua il Comune quale ente competente in ambito territoriale al rilascio dell’autorizzazione per l’installazione e la modifica degli impianti per telecomunicazioni e radiodiffusione:

SI CHIEDE VENGA APPLICATO IL PRINCIPIO DI PRECAUZIONE - citato dall’art. 191 del Trattato sul Funzionamento dell’Unione Europea (ex art 174 del TCE) , regolato dalla Comunicazione COM/2000/2001 e del 2/2/2000.

NO A QUESTA ULTERIORE ESPOSIZIONE A VERI RISCHI PER LA NOSTRA SALUTE.