PETIZIONE CHIUSA

L'Ordine degli Psicologi che vorrei

Questa petizione aveva 809 sostenitori


Noi sottoscritti vorremmo, in quanto psicologi, specializzandi in psicoterapia, psicoterapeuti o dottori in tecniche psicologiche e futuri iscritti all’Albo, che l’Ordine che ci rappresenta si configuri come l’ente capofila nel mondo della relazione d’aiuto, in modo inclusivo, accogliente e aperto alle trasformazioni della società.
Vorremmo vedere la nostra figura professionale come una figura che appartiene alla salute e non soltanto alla sanità. Siamo convinti che per raggiungere tale obiettivo sia necessario uscire dall’ottica esclusiva, dove l’altro non è altro che un nemico da combattere.
Vorremmo essere un esempio e non diventare i nemici di tutti i professionisti della relazione d’aiuto nel campo affine alla psicologia.
Vorremmo vedere l’Ordine come un organismo che accoglie la complessità e l’ampia gamma d’interventi che oggi esiste in Italia, per promuovere una cultura differente della relazione d’aiuto, dove sia legittimo ricorrere a un professionista nelle situazioni più variegate e non solo patologiche e dove il singolo cittadino, sensibilizzato, abbia piena libertà di scelta.
Vorremmo vedere la nostra professione come quella che si fa carico del delicato compito di favorire il passaggio da contesti multidisciplinari a realtà autenticamente interdisciplinare, cercando di armonizzare i linguaggi, restituendo una visione coordinata e unitaria, che aiuti a soppiantare i primigeni meccanismi di scissione.
Vorremmo collocarci come i professionisti che possano trasmettere nozioni psicologiche ai nostri fratelli, tanti, che si occupano di benessere e di cura.
Favorevoli alla libera circolazione delle idee, stride la natura anticostituzionale del divieto di insegnamento di materie psicologiche a non psicologi, divieto inserito di recente nel codice deontologico degli psicologi attraverso un referendum senza quorum, passato quasi inavvertito dalla maggior parte di noi. Duole prendere atto che soltanto i governi totalitari abbiano in passato assunto tali posizioni.
Siamo pertanto favorevoli alla regolamentazione e alla normazione della professione del counselor. Soltanto consentendo una definizione della professione del counselor e solamente permettendo di normarla, sarà possibile ovviare alla confusione che oggi regna ed eliminare quella sovrapposizione così temuta ed effettivamente a volte riscontrabile con la nostra professione di psicologo e con la figura dello psicoterapeuta.
Chiediamo di consentire una volta per tutte la prosecuzione del tavolo UNI, della Consensus Conference e di tutto ciò che sia necessario per arrivare finalmente a una definizione e a una regolamentazione della professione del counselor, che ne delinei i confini e restringa il campo delle competenze professionali, il tutto in una cornice consapevole di dialogo, scambio e confronto, tre elementi che contraddistinguono la nostra professione.



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