Claudio Gubitosi - Personaggio dell'anno 2020

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Gentili giffoner, Signore e Signori,

vi chiedo pochi minuti di attenzione.

In questi giorni, in questi ultimi mesi, ho riflettuto a lungo, e ho deciso di scrivervi.

Questi tempi di emergenza sanitaria, queste epoche di passioni tristi, mi hanno fatto capire ancora di più quanto al nostro Paese è  indispensabile la cultura e la memoria.

La cultura per renderci persone più coscienti, la memoria per ricordarci delle nostre radici, da dove veniamo, chi siamo, dove siamo diretti.

Negli ultimi anni forse abbiamo corso troppo, ci siamo spersonalizzati, abbiamo obnubilato le nostre specifiche personalità. Forse la pandemia ha fatto sì che il baricentro ritornasse organicamente al suo posto, e che facessero ritorno nella nostra vita nuovamente la cultura, la lettura, il cinema, ma anche la filosofia, la poesia, la musica.

Quando penso a tutti questi concetti pregni di emozione e sentimento, di cuore e di intelletto, riesco molto facilmente a condensarli, sintetizzarli, unirli in un’unica parola: Giffoni.

Nell’anno della grande pandemia Giffoni c’è stato.

Doveva essere il grande anno, l’anno dei suoi 50 anni di vita. L’anno in cui il suo ideatore, Claudio Gubitosi, avrebbe definitivamente sancito il valore assoluto che rappresenta Giffoni per le nuove generazioni del nostro Paese, per l’Europa, per il mondo.

Un patrimonio immateriale ma concreto da salvaguardare, tutelare e rispettare.

Giffoni si è fatto, ma non uno. Si è fatto in quattro. E anche quest’anno ha potuto donare gioia e felicità a migliaia di ragazzi. Non solo per coloro che sono potuti andare a Giffoni Valle Piana, ma anche per tutti i ragazzi degli HUB sparsi in Italia e per il mondo.

Da stimatore sincero dell’impresa Giffoni ho sempre pensato, forse sperato, che nell’anno del cinquantenario del festival ci sarebbe stato un riconoscimento importante per il suo fondatore. Un uomo sempre giovane arrivato a 69 anni di età e a 50 di esperienza. Il decano di tutti i festival. Credo sia il direttore di uno stesso festival del cinema più longevo al mondo.

Se avesse fatto l’attore, di certo quest’anno gli avrebbero assegnato l’Oscar alla carriera, nonostante tutti noi sappiamo che la sua bella carriera ancora gode di molti anni futuri.

Immaginavo però un premio di ringraziamento per tutto il mirabile lavoro svolto in questo mezzo secolo e in primis in quest’anno, un grazie istituzionale perenne, un segno di gratitudine tangibile.

Un sentimento di lode e di elogio ad un uomo che ha reso possibile l’impossibile, che ha fatto scuola a livello mondiale, che ha creato un nuovo e pionieristico modello di fare impresa creativa a trecentosessanta gradi, che ha trasformato un piccolo paese come tanti nel pianeta terra nel centro dell’universo attraverso la creazione di una fabbrica internazionale del sogno.

Da italiano, sono fiero di avere nel nostro Paese uno spirito creativo come quello di Claudio Gubitosi, che è rimasto testardamente sul proprio territorio, che l’ha valorizzato migliorandolo, che ha contribuito a ridare maggiore dignità alla sua regione, a quella parte d’Italia che spesso fatica ad emergere per le tante difficoltà che purtroppo conosciamo.

Gubitosi ha dimostrato con la sua visione geniale che la periferia può essere il centro, che la regione Campania può diventare il faro di una nuova civiltà, che l’Italia può ritornare ad essere la culla di un nuovo rinascimento generazionale.

Senza contare il tema dello spopolamento dei borghi, che tocca tutta Europa. A Giffoni, da decenni, si è invertita la rotta: grazie al lavoro portato dal festival, l’intera area picentina è rinata. Un’idea creativa che rigenera concretamente un territorio: siamo nell’avanguardia!

Ho sempre avvicinato la figura di Claudio Gubitosi a quella dei grandi uomini rinascimentali illuminati, che intercettano nella periferia, nei margini, nelle parentesi dei paesaggi il futuro di una comunità. Ma anche a quella di Walt Disney. Perché nell’animo del Giffoni e del suo creatore è evidente lo scopo ultimo: conservare il genere umano.

Ogni anno il settimanale d’attualità statunitense TIME assegna il “Premio Personaggio dell’Anno” a personalità che hanno fatto il massimo per influire sugli eventi dell'anno. Quest’anno la rivista ha lasciato la pagina bianca, forse per ribadire il fatto che il 2020 non ha portato nulla di buono, tutto da dimenticare.

Con il massimo rispetto per tutti i nostri medici, che si sono dimostrati veri eroi e che meriterebbero premi e prime pagine, io, come giovane imprenditore della creatività, di quest’anno non dimentico Giffoni e il suo creatore. Perché quando tutto era fermo, Giffoni si è mosso. Quando tutto ha sfiorato il baratro, Gubitosi ha rappresentato, come sempre, la certezza per migliaia di giovani, la sicurezza, il porto sicuro e sempre aperto, la speranza per un mondo migliore che, anche nell’anno della pandemia, si è nuovamente rigenerato.

Giffoni, da sempre grande osservatorio dell’equilibrio psico-fisico delle nuove generazioni, quest’anno come non mai ci ha ricordato quanto la cultura, la bellezza, la creatività, il cinema, la condivisione di saperi, l’incontro, seppur virtuale, di tante giovani comunità sparse per il globo ma legate dall’amore per la settima arte, contribuiscano alla serenità spirituale di una collettività, alla felicità interiore di un Paese.

Dove si intravedeva una ricaduta, Giffoni ha risposto con una ripresa, dove si aveva paura di un peggioramento, Giffoni ha permesso un miglioramento.

Giffoni quest’anno, come negli ultimi 50 anni, è stato senza dubbio, per le migliaia di ragazzi che vi hanno partecipato, un grande laboratorio di guarigione mentale e sociale, e Claudio Gubitosi un medico spirituale. 

Per tutti questi motivi, e molti altri che la storia di Giffoni ci insegna, lancio da Ferrara, e dalla nostra impresa creativa Ferrara La Città del Cinema, un appello che rivolgo a tutti i giffoners, del presente e del passato, ma anche a tutti gli italiani che credono ancora nella cultura come guarigione generazionale, per far sì che Claudio Gubitosi possa essere nominato, nel nostro bellissimo Paese sempre insaziabile di cultura e bellezza, il Personaggio dell’Anno.  

E chiedo, come cittadino, anche al Ministro per i Beni e le Attività Culturali Dario Franceschini, data la straordinaria carriera del padre di Giffoni, di proporre al Presidente della Repubblica di insignire Claudio Gubitosi della Medaglia d’Oro ai Benemeriti della Cultura e dell’Arte Italiana.

Stefano Muroni