Appello contro il progetto di autonomia rafforzata delle regioni settentrionali

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 Cittadini meridionali, napoletani, italiani!

Fra pochissimi giorni (il 15 febbraio), il Parlamento voterà una normativa per l’autonomia rafforzata di alcune regioni settentrionali(Veneto, Lombardia, Emilia Romagna), presumibilmente con esito positivo, considerando la maggioranza parlamentare e gli accordi già fatti con il movimento 5 stelle(!).                                                               

Questa normativa avrà conseguenze devastanti su aspetti fondamentali della nostra vita: sanità, istruzione, beni culturali energia, infrastrutture ecc..

Queste disposizioni nascono da una proposta votata in un referendum locale a bassa partecipazione e segue un preaccordo stipulato dal governo precedente a camere già sciolte(!). Tutto ciò senza che si discutessero prioritariamente ed in modalità appropriate e democratiche le conseguenze che tale autonomia avrà nell’assetto stesso dello Stato italiano, in aperta violazione della Costituzione, e, per sommo sfregio, senza che fossero chiamati al tavolo delle trattative  soggetti, istituzioni e cittadini meridionali, su cui ricadranno le conseguenze di tali decisioni. Solo  la meritoria quotidiana informazione della stampa locale (Il Mattino), denuncia da tempo con documenti precisi e approfonditi, su quali menzognere premesse e su quanti luoghi comuni si basa  questa “secessione dei ricchi”: un progetto originario leghista di lunga data, che finalmente, tra pochissimo, troverà piena affermazione.

Un’affermazione da cui per complessi motivi procedurali, sarà impossibile tornare indietro.

Tutto questo sta avvenendo nel silenzio generale, nell’indifferenza  delle istituzioni politiche e culturali ed in piena sintonia con la totale scomparsa, da tempo, di ogni discorso obiettivo sul Mezzogiorno d’Italia che trovi, oltre ogni vittimistica e sterile  rivendicazione, una rappresentanza seria, disinteressata e informata.

Le norme sull’autonomia di prossima approvazione sono il coronamento del più autentico progetto leghista, condiviso dalla maggioranza silenziosa degli italiani, di trattenere quasi tutte le “proprie” risorse nei propri territori.

Un’operazione che approfitta del “discorso dominante” ormai privo di contraddittorio, che ha consolidato senza obiezioni l’ideologia di un sud lamentoso, neghittoso ed incapace, abituato solo a vivere alle spalle degli altri, e dunque bisognevole di una “punizione” storica e politica.

Invito tutti a documentarsi sulla falsità opportunistica dei dati su cui si basano le decisioni ormai prossime, in una trattativa che ha violato ogni principio democratico e che avrà come principale referente, come controparte ”nazionale” un ministro leghista(!).

Il Sud, tramortito da una crisi piombata sulla sua cronica debolezza economica e politica, sarà condannato ad un irreparabile destino di arretratezza, lo stesso destino da cui secolarmente proviene, e a cui con alterne vicende,  con tanti sacrifici, e con molti nemici, cerca di sottrarsi.

Sta per sancirsi una spaccatura irreversibile dell’Italia che pagheranno tutti, non solo i suoi ignari e silenti cittadini, ma anche e soprattutto le generazioni future.

C’è bisogno di una mobilitazione massiccia e convinta di tutte le componenti sociali, di una protesta che per una volta, unisca tutti, senza differenze o strumentalizzazioni di sorta.

C’è bisogno di una risposta unitaria, sollecita ed adeguata, nella forza e nella forma, a contrastare questo iniquo progetto: non permettiamo che tutto questo accada senza far sentire la nostra indignazione!



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