PETIZIONE CHIUSA

FIRMA per dire di NO alla TRASFORMAZIONE DEL CEMENTIFICIO ITALCEMENTI S.p.A. di CALUSCO D'ADDA (BG) IN UN INCENERITORE e per chiedere una DRASTICA DIMINUZIONE DELLE EMISSIONI INQUINANTI

Questa petizione aveva 2.044 sostenitori


Premesso che:

- il 15 ottobre 2014 Italcementi Spa ha consegnato alla Provincia di Bergamo l’istanza di modifica sostanziale dell’Autorizzazione Integrata Ambientale rilasciata per lo stabilimento di Calusco d’Adda. La ditta ha presentato anche contestuale istanza di Valutazione di Impatto Ambientale,

- il 17 ottobre 2014 Italcementi Spa ha pubblicato l’avviso al pubblico di cui all’art. 24 del D.Lgs. 152/2006 su “L’Eco di Bergamo”,

- il progetto presentato da Italcementi Spa prevede:

1. l’incremento da 30mila a 110mila tonnellate/anno del quantitativo di combustibili (costituiti da rifiuti solidi non pericolosi = CSS) da utilizzare nel forno di cottura del clinker in parziale sostituzione dei combustibili fossili convenzionali;

2. la diversificazione delle tipologie di rifiuti CSS (Combustibili Solidi Secondari) utilizzabili. Oltre al Combustibile Derivato da Rifiuti (CDR) per cui è già è previsto e autorizzato l’utilizzo, Italcementi Spa prevede di utilizzare rifiuti costituiti da plastiche e gomme, pneumatici finemente triturati, coriandolo di matrice plastica, biomasse legnose, fanghi biologici essiccati, fanghi dal trattamento biologico delle acque reflue industriali essiccati, fanghi da altri trattamenti acque reflue industriali essiccati

3. l’utilizzo di CSS-combustibile ex DM14/2/2013 n.22 (non rifiuto)

- la risposta alla richiesta di Italcementi Spa è di competenza della Provincia di Bergamo,

Considerato che:

- i cementifici sono definiti dalla normativa “industrie insalubri di 1° classe” (Decreto Ministero Sanità 5 settembre 1994) e hanno limiti di emissioni da 3 a 7 volte superiori a quelli degli inceneritori,

- l'art. 32 della Costituzione Italiana sancisce la tutela della salute come "diritto fondamentale dell'individuo e interesse della collettività" e quindi di fatto obbliga lo Stato a promuovere ogni opportuna iniziativa e ad adottare precisi comportamenti finalizzati alla migliore tutela possibile della salute in termini di generalità e di globalità,

- la Commissione Europea con la Risoluzione del 24/5/2012 si è espressa per il divieto di destinare a incenerimento i rifiuti riciclabili e più recentemente il 2/7/2014 ha ribadito tale indirizzo nella Comunicazione “Verso un'economia circolare: un programma rifiuti zero per l'Europa”,

- studi clinici rilevano la correlazione fra picchi d'inquinamento atmosferico (Pm10, NOx) e impatti sulla salute dei Cittadini del territorio,

- l’inquinamento ambientale causato dall’utilizzo del CSS è particolarmente impattante in quanto dalla sua combustione derivano composti (diossine, furani, PCB) che sono normalmente assenti nelle emissioni da combustibili fossili e che, immessi in atmosfera con il particolato ultrasottile (PM 2,5 > 0,1), non sono adeguatamente intercettati dai sistemi di filtrazione e abbattimento,

- il nostro territorio, e nello specifico la Valle dell'Adda, ha già subito e subisce una presenza pesante e difficile del cementificio, dal punto di vista ambientale – paesaggistico e dal punto di vista delle emissioni,

- il risparmio/guadagno economico che avrebbe la Italcementi Spa con la parziale sostituzione dei combustibili fossili convenzionali e del petcoke non può prodursi a discapito della salute dei cittadini che vivono nel territorio circostante né messo in conto alla collettività come costo ambientale e tantomeno fatto pagare ai lavoratori dell'azienda e alle istituzioni locali con il ricatto occupazionale,

- non sono mai stati condotti studi e analisi per il controllo degli inquinanti sul terreno limitrofo al sito di Italcementi Spa di Calusco d’Adda, cosa che, invece, sarebbe auspicabile,

- una corretta gestione del ciclo dei rifiuti non dovrebbe prevedere il loro incenerimento, né in inceneritori “classici”, né in cementifici, quanto piuttosto dovrebbe tendere a soluzioni sostenibili, come, ad esempio la Strategia Rifiuti Zero, che si basa sulle pratiche di Riduzione, Riuso, Riciclo, Compostaggio e Riprogettazione,

Tutto ciò premesso e considerato,

I Cittadini della Provincia di Bergamo, della Provincia di Lecco e della Provincia di Monza e Brianza, sottoscrittori della presente petizione, chiedono che:

1) la Provincia di Bergamo tenga in degna considerazione le osservazioni e le proposte degli amministratori dei comuni limitrofi allo stabilimento di Italcementi di Calusco d’Adda volte a tutelare la salute nostra e del nostro territorio e a promuovere pratiche e soluzioni sostenibili,

2) la Provincia di Bergamo colga l’opportunità di utilizzare la finestra di dialogo apertasi con Italcementi Spa per chiedere all’azienda di ridurre il suo impatto ambientale sul territorio, di fatto già estremamente rilevante per le emissioni inquinanti (sempre ai limiti di soglia di legge). A tutela della salute dei cittadini, in caso di superamento dei limiti di legge per i valori di polveri sottili ed ozono (rif. centraline ARPA), si imponga inoltre la sospensione delle attività fino ad una significativa riduzione dei valori,

3) e quindi la Provincia di Bergamo neghi a Italcementi Spa l’autorizzazione a procedere secondo il progetto così formulato.

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Firma anche la medesima petizione in forma cartacea promossa da Rete Rifiuti Zero Lombardia, La Nostra Aria e Aria Pulita Centro Adda

Per contatti e informazioni per dove recarti a firmare scrivi a:

rifiutizeromerate@gmail.com

comitatolna@gmail.com

ariapulitacentroadda@gmail.com



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