Chiudere TUTTI gli allevamenti intensivi.

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L’allevamento intensivo è la principale fonte di sofferenza per gli animali. Ma i danni che provoca impattano non solo sugli animali ma anche sull’ambiente e sulla salute delle persone.

Nel mondo, due animali su tre vengono allevati intensivamente. Tenuti sempre al chiuso, in gabbia, stipati o in spazi ristretti. Trattati come macchine da produzioneinvece che da esseri senzienti quali sono.

L’allevamento intensivo spezza il legame fra la terra e gli animali: toglie gli animali dal pascolo e li ammassa invece in capannoni e recinti fangosi.
L’allevamento intensivo è la più grande causa di maltrattamentoanimale sul pianeta.

Tenere gli animali in condizioni di intenso sovraffollamento crea un ambiente paragonabile ad una pentola a pressione per la diffusione di malattie come l’influenza aviaria altamente patogena. La FAO ha dichiarato che “globalmente, si ritiene che la maggior parte dei casi di HPAI (Influenza Aviaria Altamente Patogena) siano stati originati dalla mutazione di un virus a bassa patogenicità, derivato dagli uccelli acquatici, in un virus altamente patogeno di HPAI, attraverso il passaggio nei polli domestici. L’intensificazione della produzione di pollame, specialmente se non accompagnata da appropriate misure di biosicurezza, può favorire questo processo perché produce un grande numero di animali, vulnerabili, altamente concentrati, in cui il virus dell’influenza aviaria si apre un varco, una volta che è entrato nell’allevamento”.