PETIZIONE CHIUSA

Chiediamo una sede per il Modern Automata Museum

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Gentile Presidente Mattarella

Le scriviamo per chiedere il suo aiuto per un piccolo Museo in difficoltà.

Il nostro desiderio è che il Modern Automata Museum (MAM) abbia di nuovo una sede. Il Museo era ospite, in Sabina, del Castelletto di Vezzano (IX secolo), che da ottobre del 2016 non è più agibile, a causa del terremoto.

Il MAM è un piccolo museo che ha vent’anni di storia, e che ha messo a punto una notevole attività didattica, trovando un modo originale, efficace e divertente (“sette note meccaniche”), per insegnare a bambini e ragazzi storia, meccanica, letteratura e arte, con lavori individuali e di gruppo. Attraverso i corsi è stato anche possibile trasformare lo sguardo dei visitatori museali, da uno sguardo passivo ad uno attivo: i partecipanti ai corsi entrano in Museo cercando nelle opere esposte soluzioni a problemi che si sono posti durante l’esperienza laboratoriale. E’ un modello che varie scuole italiane ed europee hanno trovato valido e adottato (Progetto Europeo Clohe – 518288 – LLP - 1-2011-1-IT - Comenius - Cmp).

Il MAM è stato indicato dal Mibac come uno dei “Luoghi della cultura italiani” e ha ricevuto dalla Regione Lazio i riconoscimenti sia per “Le buone pratiche” che per “La buona gestione”.

Il Museo ospita collezioni stabili e itineranti, create con automi che provengono da artisti di vari paesi del mondo (Italia, Inghilterra, Francia, Germania, Stati Uniti, Giappone, Colombia).

La sede storica esponeva decine di automi in modo interattivo, mentre le mostre itineranti “Contro l’idea della guerra”, “Circus” e “Il segreto del movimento”, così come i laboratori, sono state ospiti con successo di varie istituzioni nazionali ed internazionali: il Festival della Letteratura di Mantova, il Palazzo Pubblico di Siena, il Museo Internazionale delle Marionette Antonio Pasqualino di Palermo, il Museo dei Bambini Explora di Roma, i Musei Archeologici di Magliano Sabina, Bracciano e Rieti, il Comune di Roma (sala Santa Rita), alcune biblioteche della città di Roma, varie scuole Italiane (dalle elementari ai licei) ed Europee (Halmerweeg Schule, Bremen, Germany; Montessori School, Istanbul, Turkey; Coimbra University, Coimbra, Portugal) e le ludoteche dei reparti pediatrici di alcuni ospedali (Ospedale Bambino Gesù di Roma e di Palidoro, Ospedale Sant’Andrea di Roma, Ospedale De Lellis di Rieti) e varie istituzioni culturali tedesche.

Anche dopo il terremoto Il Museo ha continuato la sua attività secondo due modalità: esponendo le proprie mostre itineranti e realizzando corsi di costruzione presso varie sedi, in varie località italiane. Sono state realizzate mostre al Parco dell’Appia antica (Festa dei musei della natura, aprile 2017), Castello di Tabiano (Festival Ma che bel Castello, luglio 2017), Abbazia di Farfa (Festival Liberi sulla carta, settembre 2017), Casperia (Festival delle eccezioni, agosto 2018), Castello Pio (Carpi, Festival del gioco, settembre 2018) e corsi di costruzione al Parco dell’Appia antica (festa dei musei della natura, aprile 2017), alla scuola elementare di Ponte Galeria (maggio 2017), al Castello di Tabiano (Festival Ma che bel Castello, luglio 2017), all’agriturismo Sant’Ilario (Castelnuovo di Farfa, ottobre 2017, 2018 e 2019), presso alcune scuole elementari delle provincie di Roma, Rieti, Viterbo (Bando Fuoriclasse, 2017, 2018), scuola elementare di Terni (progetto Stem, 2017 e 2018), Scuola Ipsia di Carpi (marzo 2018), Biblioteca di Poggio Mirteto (Laboratorio con i migranti dello Sprar, settembre 2018), Piazza dei martiri di Carpi (settembre 2018), corsi di costruzione per studenti e docenti a Carpi (Modena) con focus sugli automi Leonardeschi.

Il Museo sta per pubblicare un libro sulla storia degli automi, dal periodo ellenistico ad oggi, traducendo per la prima volta in italiano le opere relative agli automi di Erone, Filone, Archimede, al-Muradi e al-Jazari. Il libro uscirà con una prefazione del Prof. Eugenio Lo Sardo, già Sovrintendente  all’Archivio Centrale dello Stato.

Il Museo riceve, anche in questa difficile situazione, inviti e apprezzamenti positivi, sia per le mostre itineranti che per l’attività corsuale.

Sono stati rivolti vari appelli alle istituzioni culturali Regionali e della città di Roma, sia direttamente che tramite l’appoggio di altre istituzioni culturali, ma sembra sia difficile trovare quel minimo di spazio, in una città grande come è Roma, che consentirebbe al Museo di riprendere la sua attività. Basterebbero centocinquanta metri quadrati in un luogo accessibile ai cittadini romani e agli studenti.

L’unica proposta concreta in atto è quella di un museo straniero che si è offerto di rilevare tutte le collezioni.

Le chiediamo, se ritiene che questa attività culturale non debba anch’essa espatriare, come sta succedendo sempre più spesso per le nostre migliori risorse, un aiuto.

Cordiali saluti

Guido Accascina, curatore del MAM

 



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