CHIEDIAMO LE DIMISSIONI DI VITTORIO FELTRI

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IL 5 APRILE 2018, IL GIORNALISTA VITTORIO FELTRI, ISCRITTO ALL'ODG PROFESSIONISTI NEL CONSIGLIO DELLA LOMBARDIA, ATTRAVERSO IL QUOTIDIANO LIBERO DI CUI E' DIRETTORE EDITORIALE, PUBBLICA TESTUALI PAROLE:

"Il fenomeno Luigino va studiato, sottoposto ad esami clinici per capire perché egli abbia sedotto una folla di terroni e vari fessi settentrionali ex comunisti dall' encefalogramma piatto."

Queste parole, scritte con puntuale cattiveria senza nessuna intenzione ironizzante del caso, ma pretestuosamente consapevole di attaccare umiliando, offendendo senza alcun rispetto quasi 11.000.000 di elettori italiani che hanno dato il proprio voto al M5S, infrange l'art. 2 legge nr.69 del 3.2.1963 (ordinamento della professione giornalistica) al titolo I, capo I, che cita:

"E' diritto insopprimibile dei giornalisti la libertà di informazione e di critica, limitata dall'osservanza delle norme di legge dettate a tutela della personalità altrui ed è loro obbligo inderogabile il rispetto della verità sostanziale dei fatti, osservati sempre i doveri imposti dalla lealtà e dalla buona fede."

L'art. 2 legge nr.69 del 3.2.1963 viene ricordato anche nei seguenti documenti inerenti la professione giornalistica:

  • Contratto Nazionale di lavoro giornalistico
  • Testo unico dei doveri del giornalista
  • Nella premessa della Carta dei Doveri del giornalista 8/7/1993 che nei PRINCIPI rafforza suddetta legge con la seguente regola:

"Il giornalista ha il dovere fondamentale di rispettare la persona, la sua dignità e il suo diritto alla riservatezza e non discrimina mai nessuno per la sua razza, religione, sesso, condizioni fisiche o mentali, opinioni politiche.
(...)
La violazione di queste regole integranti lo spirito dell'art.2 della legge 3.2.1963 nr.69 comporta l'applicazione delle norme contenute nel TITOLO III della citata legge."

Al TITOLO III della legge nr.69 3.2.1963, e specificatamente all'art.nr.48, troviamo testuale ordine:

Procedimento disciplinare
"Gli iscritti nell'albo, negli elenchi o nel registro, che si rendano colpevoli di fatti non conformi al decoro e alla dignità professionali, o di fatti che compromettano la propria reputazione o la dignità dell'Ordine, sono sottoposti a procedimento disciplinare. Il procedimento disciplinare e' iniziato d'ufficio dal Consiglio regionale o interregionale, o anche su richiesta del procuratore generale competente ai sensi dell'articolo 44."


Come cittadini italiani, riteniamo inaccettabile sorvolare ad umilianti offese che gravano pesantemente sulla dignità delle persone abili e ad oggi viventi, che stando invece alle parole insinuose del giornalista Vittorio Feltri, e nello specifico nelle parole "encefalogramma piatto", sono persone clinicamente morte.
Per tali ragioni chiediamo le dimissioni immediate del giornalista Vittorio Feltri per restituire dignità alla professione giornalistica rispettando le leggi e i regolamenti sopra citati, e per restituire dignità a quella parte di elettori settentrionali e non, pesantemente offesi ed umiliati dal quotidiano Libero e da Vittorio Feltri.

 



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