Chiediamo lavoro regolare in Italia

Chiediamo lavoro regolare in Italia

0 personas firmaron. ¡Ayudá a conseguir 100!
¡Con 100 firmas, es más probable que esta petición aparezca en recomendaciones!
Luigi Zurolo lanzó esta petición dirigida a Vincenzo De Luca (Presidente Regione Campania) y

FIRMA ADESSO SE CREDI CHE IL LAVORO PRECARIO DEBBA FINIRE IN TUTTA ITALIA

Chiediamo opportunità di lavoro vero, in regola, un’opportunità per vivere in questi tempi di pandemia. Sappiamo benissimo che milioni di euro in fondi europei vengono stanziati in continuazione e vogliamo denunciare che nonostante i miliardi dati dall’unione europea qua giù i risultati non si vedono. Non vogliamo vivere a spese dei nostri parenti, non vogliamo lavorare 10 ore al giorno per 15, 20, 30 euro.  Non vogliamo far tirocini lunghi 2 anni dopo aver preso 2 lauree all’università. Eppure solo questo ci viene offerto. Ecco perché molti di noi vanno all'estero. Noi siamo in tanti. Noi amiamo questa terra. Ma qui i nostri dritti non vengono rispettati e ci costringono a fuggire all'estero per avere quello che è nostro dritto secondo la costituzione: un salario minimo e un contratto indeterminato.

Dopo averci tolto l'opportunità di lavorare, ci offrono dell'aiuto ma è un aiuto condizionato dal nostro ISEE. Quest'ultimo non tiene conto della nostra situazione economica come persone maggiorenni e indipendenti e dà per scontata una situazione di dipendenza dal nostro nucleo familiare: i muri delle case dei nostri genitori sono considerati nostri, e i genitori che percepiscono uno stipendio DEVONO continuare a mantenerci indipendentemente della nostra età!!! La dinamica è la stessa per accedere all'università: i nostri redditi, quelli che vanno a condizionare le borse di studio e le tasse da pagare, sarebbero quelli dei nostri parenti, fratelli inclusi. Sempre facendo riferimento all'ISEE, questo viene calcolato considerando la situazione finanziaria di due anni fa: molti di noi (anche nostri parenti) avevamo un lavoro due anni fa, prima della pandemia e non lo abbiamo ora in questo anno in cui ci servono gli aiuti .

Secondo i dati dell'ISTAT al mese di dicembre 2020 c'era un tasso d’occupazione del 58%. C'è anche da considerare che L'ISTAT considera occupate le persone che lavorano anche 1 ora sola a settimana (https://www.istat.it/it/files/2021/02/Occupati-e-disoccupati_dicembre_2020.pdf

Chi lavora in nero in questo periodo:

  • Non ha dritto alla disoccupazione.
  •  Non può compilare l'autocertificazione da consegnare alle Forze dell’ordine durante i controlli (Chi dichiara informazioni false o inesatte rischia la denuncia per Falso e il carcere da 1 a 6 anni secondo l'articolo 495 del Codice penale)
  •  Non può ricevere aiuti e indennizzi statali (bonus,ecc)

Oggi si parla di 500 milioni di euro di aiuti in arrivo dall'Europa che saranno gestiti dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali Italiani. Questo fondo è stato chiamato "Fondo politiche attive per il lavoro". All'Italia è stata concessa una ampia flessibilità nell’utilizzo delle risorse, oltre a procedure semplificate e alla possibilità di trasferire risorse tra fondi e categorie di regioni. https://www.informazionefiscale.it/legge-di-bilancio-2021-fondo-politiche-attive-lavoro-react-eu-occupazione

Dato che lo stato Italiano non è stato capace finora di fare buon uso dei miliardi di euro che le sono stati dati per cambiare questa situazione nella regione Campania, allora si chiede L'INTERVENTO delle autorità Europee per poter garantire e vigilare sull’effettivo utilizzo dei fondi assegnati nell'inserimento lavorativo, prima che sia troppo tardi.

Dopo aver denunciato la reale situazione della regione Campania ( che siamo sicuri sia la stessa di molte altre regioni Italiane) si chiede: 

  • Rigidità e controlli da parte dell'UE per quanto riguarda i fondi offerti all'Italia per combattere la disoccupazione.
  • Modifica integrale dei criteri ISEE tenendo conto della pandemia COVID.
  • Modifica integrale dei criteri ISEE che vanno a penalizzare ancora di più i disoccupati maggiorenni: I redditi propri devono provenire da un contratto di lavoro in regola e non da lavoro in nero. Non avendo un contratto in regola, le persone sono impossibilitate a provare i propri redditi e questi vengono calcolati in base al nucleo familiare d'origine e/o parentela diretta  (fratelli e sorelle). Il tutto mira ad impoverire le famiglie, forzando ai pochi che hanno lavoro a mantenere i parenti e privando ai disoccupati l’accesso a tutti gli aiuti da parte dello stato per cambiare la propria situazione.
  • Basta prese in giro da parte dell'ISTAT, (serietà nei numeri) : una persona che lavora 1 ora a settimana non può essere considerata occupata.
  • Intensificare la lotta contro il lavoro in nero e precario.

SE CREDI CHE IL LAVORO PRECARIO DEBBA FINIRE IN TUTTA ITALIA FIRMA ADESSO

 

 

 

0 personas firmaron. ¡Ayudá a conseguir 100!
¡Con 100 firmas, es más probable que esta petición aparezca en recomendaciones!