

Chiediamo di modificare le indicazioni nazionali per la scuola dell'infanzia e primaria!
Il problema
LETTERA APERTA: "Non chiamatela inclusione se esclude chi ha più bisogno"
Alla cortese attenzione del Ministero dell'Istruzione e del Merito , del Consiglio Nazionale della Pubblica Istruzione e della comunità educante tutta
Siamo educatori, insegnanti, genitori, scrittori, pedagogisti. Siamo cittadini che vivono ogni giorno le sfide della scuola, dalla parte dei bambini e dei ragazzi. Abbiamo letto con attenzione la bozza delle "Indicazioni Nazionali per il curricolo - Scuola dell’infanzia e Scuole del Primo ciclo di istruzione" e ne riconosciamo alcuni aspetti positivi, come la valorizzazione delle competenze civiche, l'educazione all'empatia e l'attenzione per le discipline STEM. Tuttavia, non possiamo tacere una profonda preoccupazione e indignazione per alcuni passaggi che rischiano di minare anni di battaglie e conquiste sull'inclusione scolastica.
Siamo qui per dire con forza che non si può parlare di inclusione se non si mettono in primo piano, con chiarezza e strumenti concreti, i diritti degli studenti con Disturbi Specifici dell'Apprendimento (DSA) e più in generale con Bisogni Educativi Speciali (BES).
L'uso del corsivo, il ritorno della poesia a memoria, il riassunto come esercizio centrale: tutto questo, in assenza di linee guida aggiornate, strumenti compensativi indicati con precisione, criteri valutativi flessibili e differenziati, diventa un ritorno al passato. E quel passato è quello in cui tanti bambini si sentivano sbagliati solo perché "non ci riuscivano". Non lo vogliamo più. Non possiamo accettarlo.
Il documento rimanda, per la scrittura in corsivo, alle Linee Guida del 2011. Ma in tredici anni il mondo è cambiato. Le neuroscienze, la didattica, la normativa, perfino il buon senso, hanno offerto spunti nuovi, pratiche efficaci, strumenti personalizzati. Dove sono finiti in queste Indicazioni?
Non possiamo accettare un documento che rischia di trasformare la scuola in un luogo di selezione invece che di promozione. Vogliamo una scuola che davvero riconosca i talenti di tutti e non solo di chi riesce ad adattarsi a una visione standardizzata dell'apprendere.
Chiediamo con forza che le Indicazioni Nazionali:
- Rendano operativi e attuali i riferimenti ai diritti degli studenti con DSA e BES.
- Specifichino con chiarezza come i criteri proposti si adattano agli alunni con difficoltà di apprendimento.
- Inseriscano esempi concreti di buone pratiche inclusive per ogni ambito e disciplina.
- Aggiornino i riferimenti normativi alle più recenti disposizioni, incluso il Decreto 66/2017, il D.lgs. 62/2017 e le più recenti Linee guida sull'inclusione scolastica.
In assenza di tutto questo, la scuola rischia di essere davvero solo per pochi.
Osservazioni critiche alla bozza delle "Indicazioni Nazionali per il curricolo - Scuola dell'infanzia e Scuole del Primo ciclo di istruzione"
1. SCRITTURA IN CORSIVO E CALLIGRAFIA
Osservazione: L'enfasi posta sull'apprendimento della scrittura in corsivo come strumento imprescindibile per l'organizzazione del pensiero esclude implicitamente chi presenta difficoltà grafo-motorie, disortografia e disprassia.
Richiesta: Inserire esplicitamente la possibilità di utilizzare altri formati grafici (stampato maiuscolo, strumenti digitali, dattilografia), in alternativa al corsivo, in conformità con quanto previsto nei PDP/PEI. È necessario aggiornare i riferimenti normativi, oggi fermi alle Linee Guida del 2011, e allinearli alle ricerche più recenti e alle buone pratiche didattiche inclusive.
2. ESERCIZIO DEL RIASSUNTO
Osservazione: Il riassunto viene proposto come esercizio fondamentale per la strutturazione del pensiero. Tuttavia, per gli studenti con DSA, in particolare con dislessia o disturbi della comprensione e sintesi, si tratta di un’attività a elevato carico cognitivo.
Richiesta: Prevedere alternative equivalenti (mappe concettuali, presentazioni orali, sintesi grafiche, audio riassunti) con riconoscimento del medesimo valore formativo e valutativo. È necessario sottolineare il principio di personalizzazione e valorizzazione delle differenti modalità cognitive.
3. POESIE A MEMORIA
Osservazione: L’obbligo generalizzato alla memorizzazione di poesie rischia di penalizzare fortemente chi presenta disturbi della memoria di lavoro, del linguaggio o ansia da prestazione.
Richiesta: Prevedere chiaramente la possibilità di modalità alternative (drammatizzazione, illustrazione, parafrasi, performance verbale assistita), valorizzando comunque l’aspetto espressivo e linguistico. Si richiede inoltre una precisazione circa la valutazione di tali prove in ottica formativa e non standardizzante.
4. VALUTAZIONE DELLE COMPETENZE
Osservazione: La definizione di competenze articolate e obiettivi vincolanti può compromettere il diritto a una valutazione equa per gli alunni con PEI o PDP. Senza un’esplicita cornice di flessibilità, le Indicazioni rischiano di rafforzare un modello normativo e performativo.
Richiesta: Introdurre con chiarezza che la valutazione deve essere sempre coerente con le misure previste nei PEI e PDP, secondo i principi del D.lgs. 62/2017. Si richiede inoltre una sezione dedicata alla valutazione inclusiva e formativa.
5. RIFERIMENTI NORMATIVI OBSOLETI
Osservazione: Il documento fa riferimento alle Linee guida DSA del 2011, senza alcun aggiornamento ai riferimenti normativi più recenti in tema di inclusione scolastica.
Richiesta: Integrare le Indicazioni con riferimenti aggiornati al D.lgs. 66/2017, al Decreto Interministeriale 182/2020, alle più recenti linee guida su inclusione e progettazione UDL. Occorre allineare i principi alle politiche scolastiche europee sul diritto allo studio per tutti.
6. INCOERENZA TRA PRINCIPI E PRATICHE
Osservazione: Il documento dichiara attenzione all'inclusione, all'intercultura, ai BES e al benessere dello studente, ma nella parte operativa promuove esercizi rigidi, forme valutative standard e ritorni didattici difficilmente conciliabili con una scuola equa.
Richiesta: Integrare in ogni sezione disciplinare una cornice di buone pratiche inclusive, esempi di personalizzazione, criteri valutativi differenziati e opzioni accessibili secondo il modello UDL.
CONCLUSIONE
Le presenti osservazioni nascono da un'esperienza quotidiana a contatto con gli alunni, e vogliono contribuire alla costruzione di un sistema educativo realmente inclusivo. Chiediamo che il documento venga rivisto alla luce dei diritti di tutti gli studenti, in particolare di quelli con difficoltà. Nessuna riforma può dirsi giusta se non garantisce equità reale, non solo dichiarata.
In attesa di una revisione sostanziale e rispettosa della diversità degli apprendimenti.

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Il problema
LETTERA APERTA: "Non chiamatela inclusione se esclude chi ha più bisogno"
Alla cortese attenzione del Ministero dell'Istruzione e del Merito , del Consiglio Nazionale della Pubblica Istruzione e della comunità educante tutta
Siamo educatori, insegnanti, genitori, scrittori, pedagogisti. Siamo cittadini che vivono ogni giorno le sfide della scuola, dalla parte dei bambini e dei ragazzi. Abbiamo letto con attenzione la bozza delle "Indicazioni Nazionali per il curricolo - Scuola dell’infanzia e Scuole del Primo ciclo di istruzione" e ne riconosciamo alcuni aspetti positivi, come la valorizzazione delle competenze civiche, l'educazione all'empatia e l'attenzione per le discipline STEM. Tuttavia, non possiamo tacere una profonda preoccupazione e indignazione per alcuni passaggi che rischiano di minare anni di battaglie e conquiste sull'inclusione scolastica.
Siamo qui per dire con forza che non si può parlare di inclusione se non si mettono in primo piano, con chiarezza e strumenti concreti, i diritti degli studenti con Disturbi Specifici dell'Apprendimento (DSA) e più in generale con Bisogni Educativi Speciali (BES).
L'uso del corsivo, il ritorno della poesia a memoria, il riassunto come esercizio centrale: tutto questo, in assenza di linee guida aggiornate, strumenti compensativi indicati con precisione, criteri valutativi flessibili e differenziati, diventa un ritorno al passato. E quel passato è quello in cui tanti bambini si sentivano sbagliati solo perché "non ci riuscivano". Non lo vogliamo più. Non possiamo accettarlo.
Il documento rimanda, per la scrittura in corsivo, alle Linee Guida del 2011. Ma in tredici anni il mondo è cambiato. Le neuroscienze, la didattica, la normativa, perfino il buon senso, hanno offerto spunti nuovi, pratiche efficaci, strumenti personalizzati. Dove sono finiti in queste Indicazioni?
Non possiamo accettare un documento che rischia di trasformare la scuola in un luogo di selezione invece che di promozione. Vogliamo una scuola che davvero riconosca i talenti di tutti e non solo di chi riesce ad adattarsi a una visione standardizzata dell'apprendere.
Chiediamo con forza che le Indicazioni Nazionali:
- Rendano operativi e attuali i riferimenti ai diritti degli studenti con DSA e BES.
- Specifichino con chiarezza come i criteri proposti si adattano agli alunni con difficoltà di apprendimento.
- Inseriscano esempi concreti di buone pratiche inclusive per ogni ambito e disciplina.
- Aggiornino i riferimenti normativi alle più recenti disposizioni, incluso il Decreto 66/2017, il D.lgs. 62/2017 e le più recenti Linee guida sull'inclusione scolastica.
In assenza di tutto questo, la scuola rischia di essere davvero solo per pochi.
Osservazioni critiche alla bozza delle "Indicazioni Nazionali per il curricolo - Scuola dell'infanzia e Scuole del Primo ciclo di istruzione"
1. SCRITTURA IN CORSIVO E CALLIGRAFIA
Osservazione: L'enfasi posta sull'apprendimento della scrittura in corsivo come strumento imprescindibile per l'organizzazione del pensiero esclude implicitamente chi presenta difficoltà grafo-motorie, disortografia e disprassia.
Richiesta: Inserire esplicitamente la possibilità di utilizzare altri formati grafici (stampato maiuscolo, strumenti digitali, dattilografia), in alternativa al corsivo, in conformità con quanto previsto nei PDP/PEI. È necessario aggiornare i riferimenti normativi, oggi fermi alle Linee Guida del 2011, e allinearli alle ricerche più recenti e alle buone pratiche didattiche inclusive.
2. ESERCIZIO DEL RIASSUNTO
Osservazione: Il riassunto viene proposto come esercizio fondamentale per la strutturazione del pensiero. Tuttavia, per gli studenti con DSA, in particolare con dislessia o disturbi della comprensione e sintesi, si tratta di un’attività a elevato carico cognitivo.
Richiesta: Prevedere alternative equivalenti (mappe concettuali, presentazioni orali, sintesi grafiche, audio riassunti) con riconoscimento del medesimo valore formativo e valutativo. È necessario sottolineare il principio di personalizzazione e valorizzazione delle differenti modalità cognitive.
3. POESIE A MEMORIA
Osservazione: L’obbligo generalizzato alla memorizzazione di poesie rischia di penalizzare fortemente chi presenta disturbi della memoria di lavoro, del linguaggio o ansia da prestazione.
Richiesta: Prevedere chiaramente la possibilità di modalità alternative (drammatizzazione, illustrazione, parafrasi, performance verbale assistita), valorizzando comunque l’aspetto espressivo e linguistico. Si richiede inoltre una precisazione circa la valutazione di tali prove in ottica formativa e non standardizzante.
4. VALUTAZIONE DELLE COMPETENZE
Osservazione: La definizione di competenze articolate e obiettivi vincolanti può compromettere il diritto a una valutazione equa per gli alunni con PEI o PDP. Senza un’esplicita cornice di flessibilità, le Indicazioni rischiano di rafforzare un modello normativo e performativo.
Richiesta: Introdurre con chiarezza che la valutazione deve essere sempre coerente con le misure previste nei PEI e PDP, secondo i principi del D.lgs. 62/2017. Si richiede inoltre una sezione dedicata alla valutazione inclusiva e formativa.
5. RIFERIMENTI NORMATIVI OBSOLETI
Osservazione: Il documento fa riferimento alle Linee guida DSA del 2011, senza alcun aggiornamento ai riferimenti normativi più recenti in tema di inclusione scolastica.
Richiesta: Integrare le Indicazioni con riferimenti aggiornati al D.lgs. 66/2017, al Decreto Interministeriale 182/2020, alle più recenti linee guida su inclusione e progettazione UDL. Occorre allineare i principi alle politiche scolastiche europee sul diritto allo studio per tutti.
6. INCOERENZA TRA PRINCIPI E PRATICHE
Osservazione: Il documento dichiara attenzione all'inclusione, all'intercultura, ai BES e al benessere dello studente, ma nella parte operativa promuove esercizi rigidi, forme valutative standard e ritorni didattici difficilmente conciliabili con una scuola equa.
Richiesta: Integrare in ogni sezione disciplinare una cornice di buone pratiche inclusive, esempi di personalizzazione, criteri valutativi differenziati e opzioni accessibili secondo il modello UDL.
CONCLUSIONE
Le presenti osservazioni nascono da un'esperienza quotidiana a contatto con gli alunni, e vogliono contribuire alla costruzione di un sistema educativo realmente inclusivo. Chiediamo che il documento venga rivisto alla luce dei diritti di tutti gli studenti, in particolare di quelli con difficoltà. Nessuna riforma può dirsi giusta se non garantisce equità reale, non solo dichiarata.
In attesa di una revisione sostanziale e rispettosa della diversità degli apprendimenti.

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Petizione creata in data 12 giugno 2025