Chiediamo di inserire nel Piano Sanitario il rimborso per le spese sostenute nel parto extra-ospedaliero, per permettere alle donne di poter scegliere come, dove e con chi partorire.

0 hanno firmato. Arriviamo a 200.


Io scelgo il mio parto, dove, come e con chi voglio! Chiediamo che il diritto di scelta diventi reale. Ad oggi le donne residenti in Valle d'Aosta che desiderano partorire in casa lo possono fare soltanto nel caso in cui se lo possano economicamente permettere, a differenza di altre regioni italiane come Piemonte ( il parto a domicilio è uno dei servizi che forniscono le stesse ostetriche della ASL ,gratuitamente, dunque), Emilia Romagna (che rimborsa fino all'80% della spesa per coloro che partoriscono a domicilio), Marche e Lazio e delle provincie di Trento e Bolzano, dove il parto a domicilio viene rimborsato. Il parto a domicilio o in casa maternità ( che in VdA ancora non esistono) con l’assistenza dell'ostetrica costa meno alla collettività. Il contenimento della spesa pubblica non va quindi a scapito della sicurezza e della qualità del servizio. Diverse associazioni italiane si stanno mobilitando perché questa disomogeneità venga superata soprattutto perché costituisce una vera e propria discriminazione in quanto viola l'articolo 8 della convenzione Europea dei Diritti Umani. Come stabilisce infatti la sentenza Ternovsky del 2010, ogni donna dovrebbe avere il diritto di scegliere dove, come e con chi partorire, senza costrizioni o condizionamenti di tipo economico e sociale. In Valle d'Aosta, essendoci inoltre un solo centro nascite, ci sembra importante poter dare alle mamme un' alternativa alla scelta del luogo del parto, rispettando allo stesso modo il desiderio di chi preferisce partorire in maternità. È urgente dappertutto nel mondo ridurre la medicalizzazione attorno alla nascita che in Italia presenta dati allarmanti (con una media aggiornata al 2012 del 37,5% dei parti con taglio cesareo, ben al di sopra del 15% indicato dall’OMS). L’Organizzazione Mondiale della Sanità e il Parlamento Europeo da tempo invitano gli Stati membri a garantire il diritto della donna a scegliere dove e come partorire. La pratica del parto a domicilio è ampiamente diffusa in alcuni paesi del Nord Europa, in particolare in Olanda e Inghilterra (il 30% dei parti avviene a casa), risultando sicura, sia per il bambino che per la mamma, grazie all'applicazione di protocolli internazionali riconosciuti. Nello stato europeo dove più frequentemente si ricorre al taglio cesareo e dove il fenomeno della medicina preventiva nell'assistenza alla persona sta assumendo dimensioni allarmanti senza generare benefici in termini di benessere di madre e figlio, sentiamo l'urgente bisogno di riportare al centro la naturalità della nascita e il diritto della donna di autodeterminarsi facendo scelte informate. In gravidanze a basso rischio, partorire a casa o in casa maternità con un'assistenza ostetrica, garantisce gli stessi livelli di sicurezza dell'ospedale. Nascere è gioia, non malattia. Non è forse la cosa più naturale del mondo .... nascere? I bambini sanno nascere e le mamme partorire, basta solo ascoltare il proprio corpo ed essere accompagnate e assistite da personale qualificato e professionale come le ostretiche. Una donna, una madre, deve sentirsi libera di scegliere dove partorire senza avere preoccupazioni delle spese e dei costi elevati dei servizi che dovrebbero essere un aiuto dalla comunità. Ha il diritto di partorire in un luogo protetto, naturale e sicuro, quale posto migliore se non casa propria? La Regione, attraverso la USL di appartenenza, potrebbe erogare alla famiglia che decide di avere il bambino nella sua casa o in casa maternità l’equivalente del costo medio di una degenza ospedaliera di madre e neonato per il parto e puerperio fisiologico. In pratica, si tratterebbe di un semplice “spostamento di fondi”, senza nessun tipo di aggravio per la spesa sanitaria già prevista per ogni nascita. Chiediamo di inserire nel Piano Sanitario il rimborso per le spese sostenute nel parto extra-ospedaliero. Firmando questa petizione contribuite a dare forza alla nostra richiesta alla Regione Valle d'Aosta perché ci diano finalmente la libertà di scegliere! Analoghe petizioni sono state lanciate anche in Liguria, in Veneto , Lombardia e Toscana. Perchè il diritto di scelta sia reale senza discriminazioni economiche, firma e fai firmare questa petizione!


Oggi: Fanny conta su di te

Fanny Torchio ha bisogno del tuo aiuto con la petizione "Chiediamo di inserire nel Piano Sanitario il rimborso per le spese sostenute nel parto extra-ospedaliero, per permettere alle donne di poter scegliere come, dove e con chi partorire.". Unisciti con Fanny ed 157 sostenitori più oggi.