Gli africani in Italia rispondono a Di MAIO dopo il suo intervento contro il franco CFA

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Collectif SORTIR DU FRANC CFA
Collectif SORTIR DU FRANC CFA a signé la pétition

Gli africani in Italia rispondono a Luigi Di Maio dopo il suo intervento contro il franco CFA 

Il 22 gennaio, il vicepresidente del Consiglio italiano Luigi Di Maio, di fronte ai media, ha accusato la Francia di mantenere l'Africa in un sistema coloniale e di lavorare per impoverire i paesi africani continuando a stampare la loro moneta il franco CFA. Noi, immigrati dall'Africa che vivono e lavorano in Italia, prendiamo nota delle dichiarazioni del governo italiano. Non volendo prendere posizione in quella che sembra una lite tra due paesi membri dell'Unione Europea, non possiamo nemmeno non dare ragione al signor Luigi Di Maio.                                                                      

In effetti, non è un segreto che i paesi europei in generale e la Francia in particolare stiano saccheggiando e derubando i nostri paesi, spesso con la complicità di leader politici ed economici a capo dei 14 paesi che costituiscono la zona franchi CFA :      Camerun; Ciad; Gabon; Guinea Equatoriale; Rep. Centrafricana; Rep. del Congo; Benin; Burkina Faso; Costa d'Avorio; Guinea-Bissau (dal 2 maggio 1997); Mali (fino al 1962 e poi dal 1984); Niger; Senegal;Togo.                           Oggi il bilancio del franco CFA è in gran parte (oppure nettamente) negativo:             

Questa valuta non ha permesso il loro decollo economico: il PIL dei paesi dell'Africa sub-sahariana combinati è equivalente a quello del Messico o dei Paesi Bassi;                                                                                                                             Dei 15 paesi nella Zona del Franco, 10 sono classificati come LDC, cioè i paesi meno sviluppati e altamente indebitati;                                                                       

  Il franco CFA non ha favorito il commercio tra i paesi della zona: il 10% contro il 60% nella zona euro                                                                                                    

Il franco CFA non ha reso possibile l'industrializzazione dell'Africa nera;                                                                                                                              Il trasferimento di capitali all'estero è gratuito; questa valuta favorisce la fuga di capitali;       

Il 50% delle riserve del franco CFA e il 65% delle riserve del franco delle Comore sono date in garanzia alla Francia.                                                                             

L'Italia è uno degli stati fondatori dell'Unione europea, potrebbe sensibilizzare i suoi partner nell'Unione sulla devastazione del franco CFA in Africa e chiedere alla Commissione europea di avviare procedure sanzionatorie contro la Francia e per terminare il picchettamento del franco CFA all'euro. Non facendo nulla, le istituzioni europee sostengono il mantenimento del franco CFA nei paesi africani e partecipano direttamente all'emorragia del continente africano.                                                      

Luigi Di Maio sembrava essere in buona fede e sincero nella sua denuncia del franco CFA, e saremmo molto felici di incontrarlo per riflettere con lui sul ruolo che il governo italiano potrebbe svolgere nella repressione di questa moneta coloniale che ritarda i nostri 14 paesi nella zona CFA.                                                                      Tuttavia, le iniziative per porre fine a questa valuta negativa dovrebbero venire anche dagli africani. Quindi stiamo lanciando una petizione internazionale per chiedere ai nostri leader africani l'apertura, il più presto possibile, delle trattative per uscire dal franco CFA.                                                                                               Allo stesso tempo, chiediamo che facciano il possibile per portare gli accordi africani in valuta comune a una conclusione positiva entro il 2020, in conformità con gli impegni assunti in Ghana il 21 febbraio 2018 dai nostri paesi dell'ECOWAS. Chiamiamo tutti gli africani a prescindere dalle loro origini, dagli afro-discendenti, dagli amici dell'Africa per firmare e diffondere ampiamente questa petizione. Saremo ascoltati se siamo in molti a firmare.

Collettivo fuori dal franco CFA  (sezione italia)     

contact@sortirdufranccfa.fr          

 

Les Africains d’Italie répondent à Luigi Di Maio après ses propos contre le franc CFA

Le 22 Janvier dernier, le Vice-président du Conseil italien Luigi Di Maio, devant les médias, avait  accusé la France de maintenir l’Afrique dans un système colonial et d’œuvrer à l’appauvrissement des pays Africains en continuant d’imprimer leur monnaie le franc CFA.

Nous, les immigrés venus d’Afrique et vivant et travaillant en Italie, prenons acte des déclarations du gouvernement italien.  Sans vouloir prendre parti dans ce qui parait être une querelle entre deux pays membres de l’Union Européenne, nous ne pouvons pas non plus ne pas donner raison à Monsieur Luigi Di Maio.

•       En effet, ce n’est un secret pour personne : les pays Européens en général et la France en particulier pillent et volent nos pays, souvent avec la complicité des dirigeants politiques et économiques à la tête des 14 pays qui composent la zone franc CFA : Bénin, Burkina Faso, Côte d’Ivoire, Guinée Bissau, Mali, Niger, Sénégal, Togo Cameroun, Centrafrique, Congo-Brazaville, Gabon, Tchad, Guinée équatoriale.

Aujourd’hui, le bilan du franc CFA est largement négatif :

•       Cette monnaie n’a pas permis leur décollage économique : le PIB des pays de l’Afrique subsaharienne réunis équivaut à celui du Mexique ou des Pays Bas ;

•       Parmi les 15 pays de la Zone Franc, 10 sont classés comme des PMA, c’est-à-dire les pays les moins avancés et très endettés ;

•       Le franc CFA n’a pas favorisé les échanges commerciaux entre les pays de la zone franc: 10% contre 60% dans la zone Euro ;

•       Le franc CFA n’a pas rendu possible l’industrialisation de l’Afrique noire ;

•       Le transfert des capitaux vers l’étranger est libre et gratuit ; cette monnaie favorise la fuite des capitaux ;

•       50% des réserves de franc CFA et 65% de celles du franc Comorien sont données à la France en guise de caution.

L’Italie étant un des Etats fondateurs de l’Union Européenne, pourrait sensibiliser ses partenaires au sein de l’Union sur les ravages du franc CFA en Afrique et demander à la commission européenne d’engager des procédures de sanction contre la France et pour mettre fin à l’arrimage du franc CFA à l’Euro. En ne faisant rien, les institutions européennes cautionnent le maintien du franc CFA sur les pays africains et participent directement à la saignée du continent africain.

Monsieur Luigi Di Maio nous a semblé être de bonne foi et sincère dans sa dénonciation du franc CFA, et nous serions très heureux de le rencontrer afin de réfléchir avec lui sur le rôle que le gouvernement italien pourrait jouer dans la suppression de cette monnaie coloniale qui retarde nos 14 pays de la zone CFA.

Toutefois, les initiatives pour en finir avec cette mauvaise monnaie devraient venir aussi des Africains. Aussi nous lançons une pétition internationale pour réclamer de nos dirigeants africains l’ouverture, dans les plus brefs délais, de négociations pour sortir du franc CFA.

Nous demandons, dans le même temps, qu’ils mettent tout en œuvre pour faire aboutir les accords sur la monnaie commune africaine prévus en 2020, selon les engagements pris au Ghana le 21 février 2018, par nos pays de la CEDEAO. Nous appelons tous les Africains quelles que soient leurs origines, les afrodescendants, les amis de l’Afrique à signer et à diffuser largement cette pétition. Nous serons écoutés si nous sommes nombreux à signer.

Collectif Sortir du franc CFA  (section Italie)    

contact@sortirdufranccfa.fr