Stop al versamento dei contributi minimi a Cassa Forense e aiuti economici agli Avvocati.

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L'avvocatura italiana da diversi anni è preda di una profonda crisi economica che ha avuto quale conseguenza la volontaria cancellazione dall'albo professionale di molti avvocati ed il progressivo impoverimento di molti altri, che hanno deciso, invece, di continuare ad esercitare la libera professione. La pandemia da Coronavirus e le conseguenti misure per il contenimento del virus attuate dal Governo, che hanno di fatto costretto noi avvocati a chiudere gli studi professionali, hanno ulteriormente alimentato i suddetti conclamati problemi economici ( di cui sono vittime soprattutto i giovani avvocati e le donne avvocato). Sebbene la crisi dell'avvocatura di certo necessita di importanti interventi strutturali ad oggi lo Stato e Cassa Forense (ognununo per le loro competenze) non possono esimersi dall'attuare delle misure urgenti per sostenere economicamente la nostra categoria che dal punto di vista lavorativo e reddituale è fortemente penalizzata dalla situazione attuale. Quindi si chiede a Cassa Forense che tutti gli avvocati vengano esentati dal versamento dei contributi minimi dovuti per l'anno in corso, nonchè che Cassa Forense e/o il Governo Italiano (ciascuno per le loro competenze) si facciano carico di riconoscere un contributo assistenziale agli avvocati che sia almeno equivalente a quello riconosciuto agli altri lavoratori autonomi e partite Iva.