Cambiamo il Calcio Italiano

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La disfatta della nazionale italiana in occasione dei play off con la Svezia ha fatto emergere definitivamente quanto arretrato, mediocre e inefficiente sia diventato il Calcio Italiano, una volta brand di successo invidiato, copiato e citato a modello da seguire.

Eppure anche un sistema apparentemente virtuoso e di successo, prima o poi senza un'adeguata capacità autocritica e una volontà di cambiare per stare al passo coi tempi, smette di essere vincente e si candida alla autodistruzione.

E' purtroppo quello che succede da anni in Italia dove il cancro della mediocrità e della inefficienza travolge tutto, ed ora anche il nostro sport nazionale.

Quello sport che noi citavamo ai nostri amici stranieri quando avevamo voglia di ricordare al mondo che ancora eccelliamo in qualcosa, quello sport che cerchiamo di far apprezzare e condividere con i nostri figli.

Da ieri, come altre bellezze ed eccellenze italiane prima, il nostro amato calcio, rappresentato innanzitutto dalla nazionale che in fin dei conti riunisce tutti sotto una sola bandiera, è stato assassinato.

Ciò che ci hanno tolto è più di un passatempo domenicale. Ci hanno tolto un sogno, una speranza, una motivazione che anche se qualcosa va storto, una cosa che ci fa essere orgogliosi di essere italiani c'è ancora, o almeno c'era.

Perché il calcio italiano è nostro, del pubblico, di tutti gli italiani e non di chi lo governa, pensiamo che sia arrivato il momento di far sentire la nostra voce e chiedere finalmente che le cose cambino.

Che cambino le dinamiche personalistiche che spingono le squadre a non perseguire l'interesse dell'intero paese. 

Che cambino i criteri con cui si scelgono i massimi dirigenti della FIGC, organo che governa il calcio italiano.

Che cambino le mentalità e gli approcci verso un qualcosa che è più di uno sport, è un prodotto nazionale, un marchio non riproducibile di come siamo come popolo: talentuosi, pieni di passione e cuore, e capaci di imprese memorabili.

Ma dobbiamo arricchirci dei mezzi adatti, di dirigenti capaci di pianificare il nostro successo, di allenatori in grado di insegnare e motivare i giovani talenti, di infrastrutture degne di un paese che vuole migliorarsi.

E quindi se chi di dovere non riesce o vuole prendersi le proprie responsabilità e agire per cambiare ci auguriamo che attraverso questa piattaforma chi ama l'Italia e il nostro calcio faccia sentire forte il messaggio che noi vogliamo il cambiamento, vogliamo che chi ha fallito vada a casa, vogliamo persone nuove, preparate e capaci. 



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